Torino, raccolta firme per una targa a Norma Cossetto

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In concomitanza con la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ha preso il via a Torino la raccolta firme promossa dal Comitato 10 Febbraio, per chiedere l’intitolazione di una targa a Norma Cossetto, giovane studentessa istriana violentata e gettata in una foiba dai partigiani jugoslavi nel 1943. Per firmare si potrà contattare gli organizzatori o recarsi ogni sera dalle 21 presso il circolo Asso di Bastoni in via Cellini 22.

“Crediamo che l’intitolazione di una targa in un luogo pubblico a Norma Cossetto sarebbe uno splendido segnale di vicinanza del Comune di Torino alla comunità degli Esuli giuliano-dalmati – ha commentato Matteo Rossino, del Comitato 10 Febbraio – il martirio di Norma assurge a simbolo delle sofferenze patite da quelle genti, sofferenze che solo in tempi recenti hanno trovato il giusto riconoscimento dalle Autorità nazionali, culminato con l’istituzione del Giorno del Ricordo.”

“Vi è poi un ulteriore significato, non meno importante del precedente, che assume particolare importanza in questo momento storico – prosegue Rossino – si è finalmente alzato il velo sul tema delle violenze quotidianamente patite dalle donne, per troppo tempo vittime dei propri carnefici. Ebbene Norma era un’italiana, un’istriana, ma era anche una giovane donna, brutalmente violentata e torturata dai suoi aguzzini.”

“Noi crediamo – ha concluso Rossino – che il filo rosso-sangue della storia di Norma abbia attraversato il tempo e sia giunto a noi con un messaggio che vale anche e soprattutto per il presente: nulla può giustificare la violenza contro le donne, nessuno può permettersi di usare violenza contro una donna. Senza se, senza ma.”

c10f raccolta firme Torino

Pagine strappate dal grande libro della storia d’Italia

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Si è svolto a Cerea (VR) il convegno su Norma Cossetto, foibe, esodo e i grandi drammi dimenticati del Novecento. Olmi : “due pagine strappate dal grande libro della storia d’Italia”

Si è svolto ieri pomeriggio, nella sala del consiglio comunale di Cerea (VR), il convegno organizzato dal Comitato 10 Febbraio e dall’Associazione Culturale Cerrus-Etum per parlare di Norma Cossetto, foibe, esodo dal confine orientale d’Italia e delle vicende dimenticate del Novecento. La manifestazione è stata l’occasione per presentare il libro “Norma Cossetto, Rosa d’Italia” edito da Eclettica Edizioni.

I lavori sono stati aperti dal presidente dell’Associazione Culturale Cerrus-Etum Johnny Torresani, che ha ringraziato l’amministrazione comunale di Cerea e il Sindaco Marco Franzoni. Interessanti gli interventi di Matteo Zago, consigliere comunale di Cerea che ha annunciato la prossima intitolazione di una piazza cittadina a Norma Cossetto e Massimiliano Zuliani, consigliere comunale di Sanguinetto. Presenti al dibattito Cristina Morandi, assessore comunale alle pari opportunità che ha letto la motivazione della medaglia d’Oro al Merito Civile concessa alla giovane martire istriana e la consigliera comunale di Sanguinetto Katy Ferrigato.

Con l’ausilio di diapositive, il giornalista Silvano Olmi, vice presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle marocchinate e dirigente nazionale del Comitato 10 Febbraio, ha messo a confronto due grandi drammi italiani: le foibe e le violenze consumate dalle truppe coloniali francesi. “Due pagine strappate dal grande libro della storia d’Italia – ha detto Olmi – vicende che devono essere portate all’attenzione del popolo italiano perché fatti del genere non debbano più ripetersi.”

Comitato 10 Febbraio 

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Celano, il Comitato 10 Febbraio risponde alle Donne Democratiche

c10f viterbo fabrica di roma

“È triste leggere cose orribili scritte da donne contro una donna violentata e uccisa dai partigiani comunisti slavi.”

Questo il commento di Carla Isabella Cace, presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata e dirigente del Comitato 10 Febbraio, in risposta alle dichiarazioni della Conferenza  delle Donne Democratiche della Marsica sulla vicenda di Norma Cossetto.

“Bene ha fatto l’amministrazione comunale di Celano – prosegue la Cace – a ricordare questo barbaro assassinio proprio in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Le dichiarazioni delle Donne Democratiche ci fanno tornare indietro di secoli e offendono gravemente la memoria di una giovane ragazza di 23 anni, sequestrata, violentata, torturata e gettata, sembra ancora viva, in una foiba dai partigiani comunisti slavi.

Le Donne Democratiche riprendono, nel loro scritto, le posizioni dei peggiori negazionisti e riduzionisti, amplificando queste teorie astruse e violente, che servono solo a questi signori quale strumento di propaganda e per vendere più libri.

 

Dispiace che donne che si dicono democratiche si facciano coinvolgere in polemiche del genere e siano lo strumento docile di giochetti politici orditi da altri.

 

Ricordiamo alle democratiche della Marsica – conclude Isabella Cace – che a Norma Cossetto l’Università di Padova nel 1949 concesse la Laurea honoris causa e la Repubblica Italiana nel 2005 l’ha decorata con la medaglia d’Oro al Merito Civile.

 

Comitato 10 Febbraio 

Norma bicicletta

 

A Correzzola, Padova e Cerea tre convegni per parlare di Norma Cossetto

Foto Norma Cossetto

Il Comitato 10 Febbraio organizza tre convegni in Veneto per parlare di Norma Cossetto, foibe, esodo dal confine orientale d’Italia e delle vicende dimenticate del Novecento.

Il primo appuntamento, dal titolo “Foibe e drammi del secolo scorso, verità negate oltre il tempo e l’oblio”, è previsto per martedì 23 novembre 2021, alle ore 21, nella Corte Benedettina, in viale Melzi a Correzzola (PD). Interverranno Mauro Fecchio, sindaco di Correzzola; Adriana Ivanov Danieli, consigliere dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; Silvano Olmi, giornalista, vice presidente dell’associazione nazionale Vittime delle Marocchinate e dirigente nazionale del Comitato 10 Febbraio.

“Sarà l’occasione per riflettere sui drammi del Novecento – dice Edoardo Battisti, l’organizzatore dell’appuntamento culturale – come la tragedia delle foibe e l’esodo dal confine orientale d’Italia, o le violenze contro la popolazione civile italiana perpetrate dalle truppe coloniali francesi. Sono vicende che sono state tenute nascoste per tanto, troppo tempo.”

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L’altro appuntamento si svolgerà mercoledì 24 novembre 2021, alle ore 19, nella sala Verde del Caffè Pedrocchi a Padova. Al dibattito, moderato da Luigi Sabatino del Comitato 10 Febbraio, oltre al giornalista Silvano Olmi parteciperanno il professor Sandro Gherro, la professoressa Lisa Bregatin e Gabriele Zanon. Sarà presentato il libro “Norma Cossetto, Rosa d’Italia”, edito da Eclettica Edizioni e realizzato dal Comitato 10 Febbraio.

“Norma Cossetto è il simbolo delle donne vittime di violenza – dichiara Luigi Sabatino – una ragazza che venne sequestrata, torturata, violentata e gettata in una foiba dai partigiano comunisti slavi nel 1943. La presentazione del libro sarà l’occasione per una profonda riflessione su questa vicenda, non a caso in prossimità della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.”

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Il Comitato 10 Febbraio e l’Associazione Culturale Cerrus-Etum organizzano un convegno per parlare di Norma Cossetto, foibe, esodo dal confine orientale d’Italia e delle vicende dimenticate del Novecento.

L’appuntamento, dal titolo “Foibe e drammi del secolo scorso, verità negate oltre il tempo e l’oblio”, è previsto per giovedì 25 Novembre 2021, alle ore 21, nella sala del consiglio comunale, in viale della Vittoria 20, a Cerea (VR).

Interverranno Matteo Zago, consigliere comunale di Cerea; Zuliani Massimiliano, consigliere comunale di Sanguinetto ; Silvano Olmi, giornalista, vice presidente dell’associazione nazionale Vittime delle marocchinate e dirigente nazionale del Comitato 10 Febbraio.

Cerea

Comitato 10 Febbraio

 

L’Ambrogino d’Oro non assegnato a Tarticchio è un’occasione persa

Pietro Tarticchio

Milano – Il Comitato 10 Febbraio esprime sorpresa per la mancata concessione dell’Ambrogino d’Oro a Pietro Tarticchio. Merlino (Presidente C10F) “L’amministrazione Sala ha perso una buona occasione per premiare uno dei suoi cittadini migliori.”

Il Comitato 10 Febbraio esprime sorpresa per la mancata concessione dell’Ambrogino d’Oro a Pietro Tarticchio da parte del Comune di Milano. L’esule istriano era stato proposto per la benemerenza civica che ogni anno va a premiare i cittadini e le associazioni che hanno saputo dare un contributo speciale alla città.

“Purtroppo l’amministrazione Sala ha perso una grande occasione – dichiara Merlino, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – perché il premio sarebbe andato a una persona di grandissimo spessore morale e culturale, un esule dall’Istria che a Milano vive e lavora e che porta alto, in tutta Italia e nel Mondo, il nome della città che lo ha accolto dopo l’esilio forzato dalla sua terra d’origine.

Ma oltre all’indiscutibile valore personale, Tarticchio è il testimone di una pagina terribile della nostra storia: gli infoibamenti – sette furono i suoi parenti uccisi – e l’esodo dalle proprie case di centinaia di migliaia di italiani. Piero Tarticchio rappresenta anche il riscatto e il monumento ai martiri delle foibe, da lui disegnato e inaugurato a Milano dallo stesso Sindaco Sala, ne è simbolo che non capiamo come non possa aver convinto la giuria dell’Ambrogino d’Oro.

A Pietro Tarticchio vanno i ringraziamenti del Comitato 10 Febbraio – conclude Merlino – perché è un esempio di onestà e di amor di Patria. Ci auguriamo che questo scivolone possa essere recuperato al più presto e non voglia invece dire che la giunta Sala ha deciso di strizzare l’occhio alle frange più estreme della sinistra, che con la verità dei drammi dell’adriatico orientale continua a non voler fare i conti.”

Nato in Gallesano, in Istria vicino a Pola, Pietro Tarticchio è stato costretto a fuggire dalla sua terra d’origine, a seguito del terrore sparso dai partigiani comunisti del maresciallo jugoslavo Tito, che uccisero e gettarono nelle foibe ben sette suoi parenti, tra i quali il padre e il giovane sacerdote don Angelo Tarticchio. Giunto a Milano è diventato artista grafico, giornalista pubblicista, scrittore componendo diversi libri per preservare la memoria sul tema dell’esodo istriano e delle foibe. Suo è il disegno della stele installata nell’ottobre scorso a Milano in piazza della Repubblica, già piazza Fiume.

“Ogni tanto nei miei sogni ritornano le immagini di reticolati di filo di ferro spinato – ha ricordato in quell’occasione Pietro Tarticchio – quelli che io e mia madre attraversammo di notte nel giugno del 1945, mentre infuriava un temporale. Fuggivamo dal terrore di essere infoibati dei partigiani di Tito come era stato infoibato mio padre.”

Comitato 10 Febbraio

Roma, 18 novembre 2021 


La stele realizzata da Tarticchio e posizionata a Milano

La stele commemorativa delle Foibe e dell’Esodo realizzata da Piero Tarticchio