C10F, Norma Cossetto e Giornata mondiale contro la violenza alle donne

251120 un ricordo per Norma in ogni città

“Un ricordo per Norma in ogni città”. Ieri, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, il Comitato 10 Febbraio ha fatto il punto della campagna per intitolare un luogo in ogni città a Norma Cossetto.

Si intitola “Un ricordo per Norma in ogni città”, l’iniziativa con la quale il Comitato 10 Febbraio chiede a tutti i Comuni di intitolare una via, piazza, giardino, aula pubblica o scuola, alla memoria di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana, seviziata e uccisa nell’ottobre 1943 dai partigiani comunisti di Tito.

In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, ieri il presidente Emanuele Merlino ha fatto il punto della situazione ed ha elencato gli ultimi comuni, in ordine di tempo, che hanno deliberato di intitolare un luogo a Norma Cossetto.

“Abbiamo scelto questa giornata così importante – dichiara Emanuele Merlino, presidente nazionale del C10F –per la chiusura delle celebrazioni del Centenario della nascita di Norma e per fare il punto della campagna nazionale con la quale il nostro sodalizio invita le amministrazioni comunali a intitolare un luogo pubblico alla giovane martire istriana.

“Per citare solo gli ultimi comuni in ordine di tempo – prosegue Merlino – ricordiamo Alessandria il cui consiglio comunale ha deliberato l’intitolazione di un giardino; Piacenza dove è stata presentata ufficialmente la proposta in consiglio comunale; Viterbo, che ha iniziato i lavori di risistemazione del giardino pubblico che è stato intitolato a Norma Cossetto; Pavia, dove l’ordine del giorno è stato approvato dal consiglio comunale e ha scatenato le sterili polemiche dell’ANPI; Montesilvano (PE), nella quale ieri mattina si è svolta la cerimonia d’intitolazione di un giardino sul lungomare, dove è stata posizionata una panchina rossa. E tantissime altre città si sono attivate per inaugurare altri luoghi il prossimo10 febbraio.

Un fiume in piena che sta coinvolgendo tutta Italia – conclude Merlino – intitolare un luogo pubblico a Norma consente di ricordarne il sacrificio personale e il dramma delle foibe ma anche, tramite lei, combattere la violenza che le donne subiscono in guerra come in pace.”

Comitato 10 Febbraio

Roma, 26 novembre 2020

Il Comitato 10 Febbraio presente pure a Cuneo

Comitato 10 Febbraio Cuneo

Il Comitato 10 Febbraio, sorto successivamente alla promulgazione della Legge n. 92 del 30 marzo 2004 che istituisce ufficialmente il “Giorno del Ricordo”, raccoglie soprattutto cittadini italiani che, pur senza avere un legame diretto o famigliare con le tragedie delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, si accostano con particolare sensibilità a queste pagine di storia italiana per troppo tempo dimenticate… se non cancellate.

Il Comitato di Cuneo realizza ogni iniziativa utile a salvaguardare questa memoria e, per fare questo, opera in stretta collaborazione con il C10F nazionale e con tutte le associazioni culturali, storiche e scolastiche e con le amministrazioni locali del territorio cuneese, interessate a svolgere ogni azione utile per conservare la memoria di quei drammatici accadimenti e approfondire la storia del confine orientale italiano.

Denis Scotti – Presidente del Comitato 10 Febbraio di Cuneo 

Conclusione del centenario di Norma Cossetto

251120 un ricordo per Norma in ogni città

“Un ricordo per Norma in ogni città”. L’iniziativa del Comitato 10 Febbraio per intitolare un luogo in ogni città a Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana, Medaglia d’Oro al Merito Civile, stuprata e infoibata dai partigiani comunisti di Tito.

Si intitola “Un ricordo per Norma in ogni città”, l’iniziativa con la quale il Comitato 10 Febbraio chiede a tutti i Comuni di intitolare una via, piazza, giardino, aula pubblica o scuola, alla memoria di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana, seviziata e uccisa nell’ottobre 1943 dai partigiani comunisti di Tito.

Per questo il Comitato 10 Febbraio ha elaborato una proposta di mozione, che chiunque può scaricare dal sito del Comitato 10 Febbraio e inviare, direttamente o tramite uno o più consiglieri comunali, al Sindaco della propria città.

“I nostri iscritti e simpatizzanti in tutta Italia – dichiara Emanuele Merlino, presidente nazionale del C10F – stanno inviando al Sindaco, all’Assessore alla Cultura e ai Consiglieri Comunali della propria città e di quelle vicine, la richiesta di intitolazione di un luogo pubblico alla martire istriana.

“Quest’anno si celebra il Centenario della nascita di Norma Cossetto – prosegue Merlino – moltissimi Comuni hanno già deciso di intitolarle un luogo pubblico e altre amministrazioni comunali stanno seguendo il loro esempio.

Il 25 novembre prossimo si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, ed è la data che abbiamo scelto per la chiusura delle celebrazioni del Centenario. Un’ulteriore occasione per parlare di Norma Cossetto e della violenza terribile che subì. Per consacrarne la memoria intitolandole un luogo pubblico contribuendo, così, anche a diffondere il ricordo del dramma delle foibe di cui Norma fu vittima e oggi è simbolo.”

Comitato 10 Febbraio 

 

Distrutta a Rapallo la targa del monumento dedicato ai Martiri delle foibe

Merlino (C10F) “Ripristinare la targa. Atti vandalici favoriti da giustificazionismo sulle foibe. Proponiamo l’apposizione anche di un’altra targa in occasione del centenario della firma del Trattato nel 1920 e, terminata l’emergenza corona virus, un convegno internazionale a Rapallo.”

La scorsa notte, ignoti vandali hanno distrutto la targa posta ai piedi del monumento dedicato dalla città ligure di Rapallo (GE) ai Martiri delle foibe, posizionato nell’omonimo piazzale antistante l’ingresso del Cimitero di San Pietro.

lapide martiri dele foibe distrutta a Rapallo (GE)

“Esprimiamo sdegno e condanna per questo vile gesto – dichiara Emanuele Merlino, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – un atto vandalico che prende forza dai giustificazionismi sul dramma delle foibe e dell’esodo. Le dichiarazioni che l’ANPI ha fatto contro l’intitolazione a Norma Cossetto, che ricordiamo è Medaglia d’Oro al Merito Civile, dei giardini pubblici di Pescara, Assisi e Siena, rischiano di creare terreno fertile per questi atti vandalici.”

Il Comitato 10 Febbraio invita il Comune di Rapallo a ripristinare al più presto la targa distrutta e avanza alcune proposte per dare una risposta forte agli idioti che si divertono a vandalizzare un monumento.

“Chi distrugge le targhe ai Martiri delle foibe – prosegue Merlino – cerca di tappare la bocca a tutti noi, vuole che di questa tragedia non si parli. Per questo dobbiamo intensificare l’informazione e organizzare eventi capaci di costruire una memoria condivisa.

Con l’occasione, il nostro Comitato propone di apporre una targa, in occasione del centenario  della firma del Trattato di Rapallo, simile a quella che già esiste nell’androne del Palazzo comunale.

Infine, chiediamo di organizzare, a emergenza corona virus finita, un convegno internazionale sul trattato, firmato il 12 novembre 1920, tra l’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, nel quale si stabilirono consensualmente i confini delle due Nazioni.

Il Trattato di Rapallo è importantissimo – conclude Merlino – perché rappresentò il coronamento del processo risorgimentale di unificazione dell’Italia sino al confine orientale alpino.”

Comitato 10 Febbraio

Roma, 21 ottobre 2020

Una targa per il Campo Profughi di Altamura

Altamura campo profughi 65

ALTAMURA (BA) – Campo 65, il Comitato 10 Febbraio risponde alle affermazioni dell’assessore comunale Perrone e presenta una petizione in Comune.

Merlino (C10F) “Gli esuli fuggirono a causa delle violenze del regime dittatoriale comunista jugoslavo, non vennero in vacanza e non furono ospitati in alberghi a cinque stelle.”

Il 7 ottobre scorso, durante il Consiglio Comunale di Altamura, si è discusso del perché, dopo ben 14 mesi, non fosse stato dato alcun riscontro alla richiesta del Comitato 10 Febbraio di realizzare una targa da apporre all’esterno del Campo 65, in memoria degli Esuli giuliano- dalmati che vi abitarono, in condizioni di estremo disagio, dopo il 1950.

L’assessore ha da prima esibito “un bozzetto” di un cartellone che verrà posto all’interno del campo, in cui, in meno di metà riga, viene citata la presenza degli Esuli senza neanche fare riferimento ai numeri dell’esodo. Stiamo parlando di 350 mila persone costrette ad abbandonare le loro case ed essere esuli in Patria.

Lo stesso assessore, nel ripercorrere l’intera storia del campo e soffermandosi sulla presenza degli esuli in loco, ha sostenuto che “è tutto da dimostrare che quelle popolazioni sono arrivate qui a causa di quel fenomeno (le foibe) che è precedente al periodo di cui stiamo parlando.”

“Purtroppo, l’Assessore ignora che furono 109 i Campi Profughi  in tutta Italia, attivi in alcuni casi fino agli anni sessanta – dichiara il Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, Emanuele Merlino – in questi luoghi, ex fabbriche, ex campi di prigionia, ex caserme e non alberghi a cinque stelle, vissero persone che avevano perso tutto a causa dell’esodo dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Terre che avevano dovuto abbandonare per le violenze titine, le sparizioni di persone, gli infoibamenti, e per rimanere italiani in Italia dopo la cessione alla Jugoslavia.

Non vennero ad Altamura in villeggiatura – prosegue Merlino – ma perché non avevano altro posto dove andare. Non erano sbandati, migranti economici o naufraghi volontari, ma italiani vittime di un regime dittatoriale comunista,  feroce e criminale.

Nei giorni scorsi, 250 abitanti di Altamura e personalità della politica e del mondo degli Esuli, hanno sottoscritto una petizione, consegnata al protocollo comunale, per chiedere a gran voce l’autorizzazione all’apposizione della targa da noi richiesta.

Condividiamo pienamente l’idea dell’amministrazione di ricordare tutta la storia con apposita cartellonistica, ma non concepiamo quale sia il motivo ostativo che impedisca a questa amministrazione comunale di replicare a una semplice richiesta di apposizione di una targa realizzata e sottoscritta da un’associazione.

Una targa che sarebbe un elemento in più per rimarcare, in maniera dettagliata e sentita il dramma dell’Esodo, sulla scorta del dettato della legge statale 92/2004 e che, come già in tantissime città d’Italia, non potrebbe che essere motivo di orgoglio per la pubblica amministrazione.

Alla luce delle affermazioni dell’assessore – conclude Merlino – ribadiamo la necessità di installare la targa al Campo Profughi di Altamura, anche a nostre spese, affinché tutti ricordino le violenze comuniste slave contro gli italiani, la vergogna delle foibe e il dramma dell’esodo.”

 

Comitato 10 Febbraio

Roma, 19 ottobre 2020