Un ponte di memoria tra l’Italia e l’Istria

Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia nell’ambito della rubrica “Di là dall’acqua”

Inizia oggi, in collaborazione con il Comitato 10 febbraio, un percorso dedicato alle Terre del Confine orientale

Un ponte di memoria tra l'Italia e l'Istria

 

Norma Cossetto, i martiri delle Foibe, il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. E ancora il Toscana, l’arena di Pola, la strage di Vergarolla, Fiume, l’Esodo, i campi profughi, i Rimasti. Nomi che evocano pagine drammatiche e sofferte di vita (e morte) di Italiani che per tanti – troppi – anni sono stati relegati nell’oblio. O peggio nella negazione dei grandi drammi che hanno attraversato.

Una storia, quella delle Terre del confine Orientale, che merita di essere conosciuta e raccontata. Una storia che sa di cultura, di radici, di umanità, di eroismo, di tradizioni. Di sangue e dolore. Ma anche di enorme dignità. Ed orgoglio per un’Italia a cui appartenere. Anche quando il prezzo da pagare è altissimo. Anche quando sventolare un tricolore significa rischiare di essere uccisi.

Fino a non molti anni fa, colpevolmente, il nostro Paese non aveva (o, peggio, fingeva di non avere) memoria di tali vicende. Oggi, per fortuna e grazie all’impegno di chi si è battuto per far diventare legge (regionale prima, nel Lazio, quando a capo dell’istituzione c’era Francesco Storace e dello Stato poi) l’istituzione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio di ogni anno si organizzano incontri, viaggi, eventi e manifestazioni che commemorano l’accaduto in quelle terre. Un tributo doveroso.

Riteniamo però che si possa fare di più. E’ con questo spirito che, sulle pagine del Giornale d’Italia, abbiamo più volte scritto delle terre istriane e giuliano dalmate. Non solo in prossimità della ricorrenza a loro dedicata ma tutto l’anno.

In particolare, a maggior ragione nell’edizione domenicale del nostro quotidiano incentrata sulla cultura, abbiamo deciso di dare vita ad una rubrica che settimanalmente si occuperà di vari argomenti legati a quel meraviglioso lembo di Italia. Uno spazio che gestiremo in collaborazione con il “Comitato 10 febbraio”, ammirevole ed appassionato custode di frammenti di storia e di memoria da far diventare finalmente e doverosamente condivisa. Uno spazio che, evocativamente, si intitolerà “Di là dall’acqua”, a rappresentare un ponte ideale e morale che supera lo specchio di mare che divide la Penisola dall’Istria. Dove, oggi come ieri (e come sempre), “anche le pietre parlano italiano”.

Cristina Di Giorgi

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