C10F e Associazione Nazionale Dalmata contro manifestazione Mattarella-Pahor del 13 luglio a Trieste

Roma, 30 giugno 2020 – “Lunedì 13 luglio i Presidenti della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e Slovena, Borut Pahor, si recheranno al Monumento ai Martiri delle Foibe di Basovizza e al contiguo Monumento ai Caduti di Basovizza – cioè ai 4 fucilati nel 1930 per terrorismo – per poi concludere la giornata con la cessione del Palazzo che oggi ospita la Scuola per Interpreti dell’Università di Trieste alla minoranza slovena.

Il Comitato 10 Febbraio e l’Associazione Nazionale Dalmata non possono accettare in nessuna maniera quello che accadrà il 13 luglio. Mettere sullo stesso piano i Martiri delle Foibe e i terroristi antitaliani del TIGR non è una riconciliazione tra Italia e Slovenia. È la sottomissione a chi, anche qui da noi, giustifica e minimizza quello che è accaduto durante e dopo la seconda guerra mondiale agli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia che furono prima infoibati e poi costretti all’esodo.

Lo diciamo senza paura e senza preoccupazione di smentita: il nostro Presidente della Repubblica ha fatto davvero tanto con le dichiarazioni contro il giustificazionismo e il negazionismo ma il 13, sicuramente perché mal consigliato, rischia di rovinare un lavoro che aveva ricucito la storia dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia al grande libro della storia della nostra Nazione da cui era stato strappato con la violenza e con l’oblio.

Negli anni come Comitato 10 Febbraio e Associazione Nazionale Dalmata abbiamo, fedeli ai nostri statuti, lottato per far sì che la storia dell’Adriatico orientale e la sua indiscutibile e millenaria italianità entrassero a far parte della coscienza comune. Più di tutto il resto abbiamo cercato di raccontare il dramma delle foibe e dell’esodo.

Ed è stato fatto, ovunque fosse possibile, con tutti i mezzi e sempre con le nostre forze. Il Comitato 10 Febbraio, ad esempio, non riceve finanziamenti statali e quindi si basa sul volontariato, sui contributi degli iscritti, su qualche piccolo accordo con gli enti locali e con i progetti europei. Insomma, su sudore e impegno.

Siamo sempre stati aperti al dialogo e al confronto, come tutti quelli che hanno un’identità forte, ma non ci siamo mai piegati al compromesso anche perché, da “volontari per l’italianità”, il nostro unico compenso è quello della vittoria della verità.

Nel 2013 i nostri partner sloveni hanno portato, dopo averci conosciuti, una corona di fiori alla foiba di Basovizza.

Senza sotterfugi, senza pretendere nulla.

Solo per rispetto.

Per questo, ripetiamo, non possiamo accettare in nessuna maniera quello che accadrà il 13 luglio

Molte delle dichiarazioni e delle interrogazioni parlamentari contrarie a questa vergogna sono ispirate dalla nostra attività. Ma non ci fermeremo qui. Chiediamo a tutte le Associazioni, a tutta la politica, a tutti gli italiani di levare alta la propria voce accanto alla nostra e a quella di chi si sta impegnando per denunciare questa vergogna”.

Lo dichiarano, in una nota congiunta, il Comitato 10 Febbraio e l’Associazione Nazionale Dalmata.

 

Una targa per il Campo Profughi di Altamura

Tra Gravina in Puglia ed Altamura in provincia di Bari, sorge uno fra i 109 Centri Raccolta Profughi presenti nel territorio italiano in cui furono “accolti” migliaia di istriani, fiumani e dalmati costretti ad abbandonare le proprie case e le proprie terre al termine del secondo conflitto mondiale. Il campo 65, quello di Altamura, dove gli Esuli dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia arrivarono a partire dal 1951 e che oggi è abbandonato alle intemperie e all’oblio:  resta in piedi l’ex Palazzina di Comando (adibita a scuola elementare per i piccoli Esuli) e solo una minima parte (circa 4)  dei 60 capannoni (utilizzati come dormitori) che un tempo sorgevano su quella zona delimitata da filo spinato.

altamura

Proprio per questo il Comitato 10 Febbraio con il suo Referente Regionale Giuseppe Zuccaro ha formalmente richiesto al Comune di Altamura che venga apposta una targa per ricordare le sofferenze degli esuli senza, però, ricevere risposta nonostante l’esiguità del costo della targa stessa – di cui siamo disponibili a farci carico – e, soprattutto, l’esistenza della legge nr. 92/2004 che testualmente dice

“«1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

2. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. […]”

Il Comitato 10 Febbraio, a sostegno di questa iniziativa, ha lanciato una petizione online sulla piattaforma Change.org, alla quale hanno dato il loro sostegno la Società di Studi Fiumani e l’Associazione per la Cultura Istria, Fiumana e Dalmata nel Lazio.

Per questo il C10F chiede al Sindaco e alla Giunta Comunale del Comune di Altamura di prendere atto di queste sottoscrizioni autorizzando l’apposizione di una targa, con il logo del Comitato 10 Febbraio e, si auspica, del Comune di Altamura che reciti:

“A ricordo degli Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati che per rimanere Italiani furono costretti ad abbandonare le terre natie e che in questo Campo Profughi furono relegati”

La petizione può essere sottoscritta a questo link:

https://www.change.org/p/sindaco-del-comune-di-altamura-una-targa-in-ricordo-degli-esuli-istriani-fiumani-e-dalmati-nel-campo-profughi-di-altamura

 

Iniziano con un successo le celebrazioni del centenario di Norma Cossetto

NormaDirettaFacebook

Grande successo della video conferenza di apertura per le celebrazioni del centenario della nascita di Norma Cossetto, la giovane istriana – Medaglia d’Oro al Merito Civile – nata nel 1920, sequestrata, stuprata e gettata in una foiba nell’ottobre 1943 dai partigiani comunisti slavi.

A organizzare l’evento è stato il Comitato 10 Febbraio, che ieri, domenica 17 maggio 2020, ha riunito persone di tutta Italia che hanno portato le loro esperienze.

“Questa è un’apertura virtuale dovuta all’emergenza corona virus – dichiara Emanuele Merlino, presidente nazionale del C10F – la video conferenza è l’inizio di una serie di eventi che, compatibilmente con le norme anti contagio, saranno organizzati quest’anno per ricordare degnamente il sacrificio di Norma Cossetto, alla quale la Repubblica Italiana nel 2005 ha conferito la Medaglia d’Oro al Merito Civile.”

Dopo l’introduzione del Presidente Nazionale del C10F, la dott.ssa Petra Di Laghi ha sintetizzato la vita e la tragica fine di Norma Cossetto. I viterbesi Maurizio Federici e Silvano Olmi hanno descritto come è nata la manifestazione “Una Rosa per Norma Cossetto” che ha riscosso un grande successo e sarà nuovamente organizzata il 4 e 5 ottobre di quest’anno.

Il mondo degli Esuli è stato rappresentato da Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale e da Renzo Codarin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Entrambi hanno sottolineato il sacrificio della giovane martire, che non volle piegarsi alla prepotenza dei comunisti slavi e pagò con la vita la sua scelta d’italianità.

Il consigliere comunale di Roma, Andrea De Priamo, ha ricordato l’approvazione da parte del consiglio comunale della cittadinanza onoraria, da lui proposta, per Norma Cossetto, mentre Roberto Menia, che nel 2004 fu il promotore della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, ha sottolineato come l’esodo e il dramma delle foibe siano parte del grande mosaico della storia italiana.

Dopo la visione di un toccante filmato, realizzato da Fabio Volpe del Comitato 10 Febbraio di Verbania, dedicato a Licia Cossetto, sorella di Norma, è stata la volta di Carla Cace, esule di terza generazione nonché membro del direttivo del Comitato 10 Febbraio e Presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata, che ha sottolineato come Norma sia una donna che si è fatta simbolo e che il pericolo odierno siano il riduzionismo e il giustificazionismo.

In collegamento da New York, Ellis Tommaseo, anche lui figlio di esuli, ha descritto le manifestazioni organizzate per ricordare Norma Cossetto oltreoceano e ha definito gli infoibati come martiri vittime del comunismo e dell’odio anti italiano.

Da Calalzo di Cadore, il Sindaco Luca De Carlo ha ricordato l’intitolazione della sala del consiglio comunale a Norma, con l’apposizione di una targa all’ingresso che riporta la motivazione della medaglia d’oro, evidenziando come la sua figura sia un esempio per tutti.

Particolarmente toccante l’intervento di Ermenegildo Rossi, anche lui insignito in tempi recenti della Medaglia d’Oro al Merito Civile per aver sventato un dirottamento aereo. Rossi ha detto che il sacrificio di Norma ci lascia senza parole perché lei, benché giovane, ha avuto la forza di dire no all’ingiustizia pagando con la vita. Inoltre, ha raccontato della sua visita alla piccola tomba della martire, dove ha avuto modo di riflettere sul sacrificio e l’esempio di questa ragazza.

Alberto Antonio Capraro, vicesindaco di Castro in provincia di Lecce, ha raccontato i Viaggi del Ricordo che ha organizzato e l’emozione di circa 800 studenti che per la prima volta hanno sentito parlare, vedendo la Foiba di Basovizza e il Campo Profughi di Padriciano, delle foibe e dell’esodo.

Infine, Nicole Matteoni di Trieste, ha parlato della legge regionale del Friuli Venezia Giulia che stanzia fondi per la celebrazione del Giorno del Ricordo e il concorso per le scuole che sarà avviato il prossimo anno scolastico.

Le conclusioni, dopo due ore d’interventi, le ha tratte Emanuele Merlino, che ha ringraziato tutti i partecipanti.

“Norma Cossetto oggi avrebbe compiuto cento anni – ha detto il presidente del C10F – se mano assassina non ne avesse stroncato l’esistenza alla giovane età di 23 anni. Il suo martirio non ha cancellato l’importanza della sua vita ma, anzi, ha donato immortalità al suo sorriso. E dove c’è il sorriso di una donna, lì c’è l’Italia. 

Durante la conferenza è stato presentato il libro, realizzato dal C10F e scritto a più mani, dal titolo “Norma Cossetto, Martire Italiana”, che verrà pubblicato da Eclettica Edizioni.

Il libro sarà lo strumento per organizzare eventi, conferenze e dibattiti, durante i quali raccontare la storia della giovane istriana, la sua vita, gli affetti, la tragica fine per mano assassina.

Le manifestazioni per ricordare Norma Cossetto saranno organizzate in oltre 120 città italiane e straniere e nuove adesioni arrivano ogni giorno da tutta Italia. Molte amministrazioni comunali hanno ricordato Norma illuminando il palazzo comunale o un altro monumento cittadino con delle luci tricolori. Altre stanno pubblicando il manifesto del centenario sul proprio sito istituzionale. E in tante città si stanno proponendo mozioni o delibere per intitolare un luogo – una via, una piazza, un parco – alla giovane Martire.

Per aderire alle celebrazioni per il centenario della nascita di Norma Cossetto si può inviare una mail a: info@10febbraio.it; unarosapernorma@gmail.com.

Comitato 10 Febbraio.

Domenica 17 maggio inizia il centenario di Norma Cossetto

Norma100

Roma – DOMENICA 17 MAGGIO 2020, IN VIDEO CONFERENZA L’APERTURA DEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI NORMA COSSETTO, LA GIOVANE ISTRIANA STUPRATA E INFOIBATA DAI PARTIGIANI COMUNISTI SLAVI.

Al via le manifestazioni per  celebrare il centenario della nascita di Norma Cossetto, la giovane istriana nata nel 1920, sequestrata, stuprata e uccisa nell’ottobre 1943 dai partigiani comunisti slavi. Ad organizzare l’evento nazionale è il Comitato 10 Febbraio, che domenica 17 maggio 2020, alle ore 18, effettuerà una video conferenza di apertura delle celebrazioni, che sarà visibile sulle piattaforme YouTube e Facebook.

«La conferenza di domenica 17 maggio – dichiara il direttivo del Comitato 10 Febbraio – è l’inizio di una serie di eventi che saranno organizzati quest’anno in sinergia con le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati per ricordare degnamente il sacrificio di Norma Cossetto, alla quale la Repubblica Italiana nel 2005 ha conferito la medaglia d’oro al merito civile.

I nostri comitati territoriali e le decine di amministratori locali, simpatizzanti e operatori culturali, che si sono mobilitati nella cerimonia “Una rosa per Norma” del 4-5- ottobre scorso, hanno inviato una lettera a Sindaci e amministrazioni comunali affinché anche nelle rispettive città sia ricordata Norma Cossetto, proponendo varie forme di commemorazione compatibili con l’attuale situazione sanitaria, come ad esempio illuminare il palazzo comunale con luci tricolori oppure pubblicare sul sito istituzionale dell’ente il manifesto del C10F realizzato per l’occasione».

Per ulteriori informazioni: unarosapernorma@gmail.com

 

Norma100

 

Il dono è contagioso

il dono è contagioso C10F

CON LO SLOGAN “IL DONO E’ CONTAGIOSO” IL COMITATO 10 FEBBRAIO REGALA LA TESSERA ASSOCIATIVA A CHI EFFETTUA UNA DONAZIONE A UN OSPEDALE.

MERLINO (C10F) OGGI OCCORRE DIMOSTRARE DI AMARE L’ITALIA, DI AMARLA DAVVERO”. 

Il Comitato 10 Febbraio, con lo slogan “Il dono è contagioso”, lancia una campagna di raccolta fondi a favore degli ospedali, il cui personale in questi giorni è duramente impegnato nel combattere il coronavirus.

Oggi siamo chiusi in casa, con gli affetti lontani e la preoccupazione che cresce – dichiara il presidente nazionale del C10F, Emanuele Merlino – con il timore di ammalarsi o vedere in pericolo gli anziani della famiglia. Non possiamo né dobbiamo arrenderci allo sconforto perché amare l’Italia e la sua storia vuol dire difenderla sempre e ovunque. Oggi che affrontiamo una minaccia terribile dobbiamo fare di tutto per lei. E per noi stessi.

Per questo abbiamo deciso di donare la tessera del Comitato 10 Febbraio a chi darà un contributo al proprio ospedale di zona – prosegue Merlino –  una piccola cosa, lo sappiamo, ma essere “sempre, ovunque e prima di tutto Italiani” lo si dimostra anche così. Sicuramente meglio che con delle parole che poi non diventano azione.diretto o famigliare con le tragedie delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, si accostano con particolare sensibilità a queste pagine di storia patria”.

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Chi vuole aderire alla campagna di raccolta fondi deve mandare la copia del bonifico effettuato a favore di una struttura ospedaliera, all’indirizzo mail info@10febbraio.it, aggiungendo nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e numero di cellulare.

“Appena la situazione sarà più serena invieremo le tessere ai donatori – conclude Merlino – per chi è già iscritto al Comitato 10 Febbraio doneremo noi direttamente una quota a un ospedale.”