Distrutta a Rapallo la targa del monumento dedicato ai Martiri delle foibe

Merlino (C10F) “Ripristinare la targa. Atti vandalici favoriti da giustificazionismo sulle foibe. Proponiamo l’apposizione anche di un’altra targa in occasione del centenario della firma del Trattato nel 1920 e, terminata l’emergenza corona virus, un convegno internazionale a Rapallo.”

La scorsa notte, ignoti vandali hanno distrutto la targa posta ai piedi del monumento dedicato dalla città ligure di Rapallo (GE) ai Martiri delle foibe, posizionato nell’omonimo piazzale antistante l’ingresso del Cimitero di San Pietro.

lapide martiri dele foibe distrutta a Rapallo (GE)

“Esprimiamo sdegno e condanna per questo vile gesto – dichiara Emanuele Merlino, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – un atto vandalico che prende forza dai giustificazionismi sul dramma delle foibe e dell’esodo. Le dichiarazioni che l’ANPI ha fatto contro l’intitolazione a Norma Cossetto, che ricordiamo è Medaglia d’Oro al Merito Civile, dei giardini pubblici di Pescara, Assisi e Siena, rischiano di creare terreno fertile per questi atti vandalici.”

Il Comitato 10 Febbraio invita il Comune di Rapallo a ripristinare al più presto la targa distrutta e avanza alcune proposte per dare una risposta forte agli idioti che si divertono a vandalizzare un monumento.

“Chi distrugge le targhe ai Martiri delle foibe – prosegue Merlino – cerca di tappare la bocca a tutti noi, vuole che di questa tragedia non si parli. Per questo dobbiamo intensificare l’informazione e organizzare eventi capaci di costruire una memoria condivisa.

Con l’occasione, il nostro Comitato propone di apporre una targa, in occasione del centenario  della firma del Trattato di Rapallo, simile a quella che già esiste nell’androne del Palazzo comunale.

Infine, chiediamo di organizzare, a emergenza corona virus finita, un convegno internazionale sul trattato, firmato il 12 novembre 1920, tra l’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, nel quale si stabilirono consensualmente i confini delle due Nazioni.

Il Trattato di Rapallo è importantissimo – conclude Merlino – perché rappresentò il coronamento del processo risorgimentale di unificazione dell’Italia sino al confine orientale alpino.”

Comitato 10 Febbraio

Roma, 21 ottobre 2020

Una targa per il Campo Profughi di Altamura

Altamura campo profughi 65

ALTAMURA (BA) – Campo 65, il Comitato 10 Febbraio risponde alle affermazioni dell’assessore comunale Perrone e presenta una petizione in Comune.

Merlino (C10F) “Gli esuli fuggirono a causa delle violenze del regime dittatoriale comunista jugoslavo, non vennero in vacanza e non furono ospitati in alberghi a cinque stelle.”

Il 7 ottobre scorso, durante il Consiglio Comunale di Altamura, si è discusso del perché, dopo ben 14 mesi, non fosse stato dato alcun riscontro alla richiesta del Comitato 10 Febbraio di realizzare una targa da apporre all’esterno del Campo 65, in memoria degli Esuli giuliano- dalmati che vi abitarono, in condizioni di estremo disagio, dopo il 1950.

L’assessore ha da prima esibito “un bozzetto” di un cartellone che verrà posto all’interno del campo, in cui, in meno di metà riga, viene citata la presenza degli Esuli senza neanche fare riferimento ai numeri dell’esodo. Stiamo parlando di 350 mila persone costrette ad abbandonare le loro case ed essere esuli in Patria.

Lo stesso assessore, nel ripercorrere l’intera storia del campo e soffermandosi sulla presenza degli esuli in loco, ha sostenuto che “è tutto da dimostrare che quelle popolazioni sono arrivate qui a causa di quel fenomeno (le foibe) che è precedente al periodo di cui stiamo parlando.”

“Purtroppo, l’Assessore ignora che furono 109 i Campi Profughi  in tutta Italia, attivi in alcuni casi fino agli anni sessanta – dichiara il Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, Emanuele Merlino – in questi luoghi, ex fabbriche, ex campi di prigionia, ex caserme e non alberghi a cinque stelle, vissero persone che avevano perso tutto a causa dell’esodo dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Terre che avevano dovuto abbandonare per le violenze titine, le sparizioni di persone, gli infoibamenti, e per rimanere italiani in Italia dopo la cessione alla Jugoslavia.

Non vennero ad Altamura in villeggiatura – prosegue Merlino – ma perché non avevano altro posto dove andare. Non erano sbandati, migranti economici o naufraghi volontari, ma italiani vittime di un regime dittatoriale comunista,  feroce e criminale.

Nei giorni scorsi, 250 abitanti di Altamura e personalità della politica e del mondo degli Esuli, hanno sottoscritto una petizione, consegnata al protocollo comunale, per chiedere a gran voce l’autorizzazione all’apposizione della targa da noi richiesta.

Condividiamo pienamente l’idea dell’amministrazione di ricordare tutta la storia con apposita cartellonistica, ma non concepiamo quale sia il motivo ostativo che impedisca a questa amministrazione comunale di replicare a una semplice richiesta di apposizione di una targa realizzata e sottoscritta da un’associazione.

Una targa che sarebbe un elemento in più per rimarcare, in maniera dettagliata e sentita il dramma dell’Esodo, sulla scorta del dettato della legge statale 92/2004 e che, come già in tantissime città d’Italia, non potrebbe che essere motivo di orgoglio per la pubblica amministrazione.

Alla luce delle affermazioni dell’assessore – conclude Merlino – ribadiamo la necessità di installare la targa al Campo Profughi di Altamura, anche a nostre spese, affinché tutti ricordino le violenze comuniste slave contro gli italiani, la vergogna delle foibe e il dramma dell’esodo.”

 

Comitato 10 Febbraio

Roma, 19 ottobre 2020

Intitolato a Siena un parco pubblico a Norma Cossetto

SIENA – Intitolato un parco pubblico a Norma Cossetto, martire delle foibe, medaglia d’oro al merito civile.

Merlino (Presidente C10F) “Un atto di civiltà, un esempio d’italianità e amor di Patria per le giovani generazioni.

Ieri pomeriggio, 17 ottobre 2020, a Siena, si è svolta la cerimonia d’intitolazione di un parco pubblico alla memoria di Norma Cossetto, la giovane martire istriana sequestrata, seviziata, violentata e gettata in una foiba dai miliziani comunisti jugoslavi nell’ottobre del 1943.

“Siamo orgogliosi di partecipare a questa manifestazione – ha detto Emanuele Merlino, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, che ha presenziato alla cerimonia – la nobile città di Siena con questa intitolazione compie un grande gesto di civiltà. Dopo Civitavecchia, Pescara e Assisi, oggi Siena e domani (oggi per chi legge) Dervio (LC). In pochi giorni sono cinque i parchi e le aree pubbliche che sono stati dedicati a Norma Cossetto.

Non è un caso che questo stia avvenendo. Grazie all’incessante opera del Comitato 10 Febbraio e delle associazioni degli Esuli, la storia di Norma Cossetto è diventata patrimonio comune di tutti gli italiani, i quali chiedono che sia ricordata degnamente.

ingresso parco pubblico Norma Cossetto a Siena (FILEminimizer)

La giovane martire istriana – conclude Merlino – che donò la sua vita per non rinunciare alla propria italianità, è il miglior testimone per tramandare, alle giovani generazioni, l’amore per la Patria Italiana.

Comitato 10 Febbraio

 

Roma, 18 ottobre 2020 

ANPI e Norma Cossetto, una contrapposizione squilibrata

Foto Norma Cossetto

A margine dei frequenti giudizi ingiusti di gran parte delle sezioni dell’ANPI sulle commemorazioni dedicate dal Comitato 10 Febbraio a NORMA COSSETTO in particolare a Pescara e a Battipaglia e in occasione dell’inaugurazione di un monumento a Milano in ricordo delle Vittime delle Foibe, ritengo di intervenire in qualità di direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume e di Membro della Commissione tecnico-scientifica istituita dal Governo Italiano ai sensi della L. 92/2004 “Il Giorno del Ricordo”.

dott. Marino Micich

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ANPI E NORMA COSSETTO – Contrapposizione squilibrata, fuori dalla Storia.

“Da parte jugoslava la lotta di liberazione dal nazismo e dal fascismo avvenuta nel corso della Seconda guerra mondiale nelle terre giuliane si è trasformata poi in guerra di conquista. Ne sono testimonianza le foibe, i campi di deportazione, le confische e la nazionalizzazione dei beni e attività lavorative..”

“Il Presidente Ciampi con il suo gesto ha indicato una via, a mio avviso, futura di dialogo e condivisibile”.

NORMA COSSETTO – IL CONFERIMENTO DELLA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE E’ STATO CONFERITO (con decreto del 9 dicembre 2005) DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI CHE MILITO’ NEL CORPO ITALIANO DI LIBERAZIONE IN FUNZIONE ANTINAZISTA E ANTIFASCISTA E FU ATTIVO NEL PARTITO D’AZIONE (Formazione politica del Comitato di Liberazione Nazionale  che aveva creato 198 brigate partigiane)

Polemizzare continuamente a margine delle celebrazioni dedicate a Norma Cossetto (giovane maestra istriana) non è un comportamento consono a un Paese civile quale l’Italia, che si basa sui principi di Libertà, Legalità, Uguaglianza e Democrazia. Diversi comitati dell’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) che sono sorti per difendere i valori dell’antifascismo e della democrazia, nonché la memoria della lotta intrapresa dai partigiani durante la seconda guerra mondiale, sbagliano profondamente nel porre in discussione la figura di Norma Cossetto. Talmente strumentali e antistoriche sono le argomentazioni avanzate dalle ANPI locali ultimamente a Pescara e a Battipaglia, che sembrano sollevate solo per alimentare una diatriba politica in modi e termini non adeguati all’importanza e alla complessità della storia istriana, fiumana e dalmata. Le nostre associazioni solitamente aderiscono volentieri agli inviti del Comitato 10 febbraio a partecipare a questa commemorazione, perché si ricorda con rispetto una vittima dell’odio ideologico; una giovane donna italiana che non ha avuto alcuna possibilità di difesa ed è stata uccisa in maniera terribile, come altre migliaia di istriani, soprattutto per estirpare l’italianità presente in Istria. Non ho mai riscontrato nelle commemorazioni organizzate dai rappresentanti del Comitato 10 febbraio discorsi incitanti all’odio o riconducibili al Partito fascista.

I metodi usati dalla polizia segreta comunista jugoslava in Istria, a Trieste, Gorizia, Pola, Fiume, Zara, ecc. sono ormai ben noti e non vanno nascosti né tanto meno giustificati, perché facendo così si diventa conniventi con ideologie autoritarie e violente. La lotta di liberazione dal nazismo e dal fascismo avvenuta nel corso della Seconda guerra mondiale nelle terre giuliane si è trasformata in guerra di conquista da parte jugoslava e ne sono testimonianza le foibe, i campi di deportazione, le confische e la nazionalizzazione dei beni e attività lavorative, la chiusura del 90% delle scuole italiane, l’esodo di almeno 300.000 istriani, fiumani e dalmati (tra cui ci furono anche croati, cittadini italiani, che non condividevano la dittatura comunista jugoslava). Dopo secoli di civiltà e di permanenza in Istria gli italiani furono spinti da una politica repressiva ad abbandonare le case, le terre…la propria Patria natia. Le ingiustizie da qualunque parte politica provengano sono esecrabili, Fu anche il prezzo e conseguenza di una guerra persa da parte italiana, ma ciò non giustifica l’ingiustizia (le ingiustizie da qualunque parte politica provengano sono esecrabili) compiuta da Tito e dai suoi massimi dirigenti nei confronti degli italiani e di chiunque non aderiva ai dettami del partito comunista jugoslavo, ma la storia è lunga da farsi con un comunicato che invece intende essere breve.

Va solo primariamente ricordato alla Presidenza nazionale dell’ANPI e alle sezioni locali, in merito alle commemorazioni di Norma Cossetto promosse dal Comitato 10 febbraio che tale associazione si attiene a una fatto riconosciuto ufficialmente dalla Repubblica Italiana.

Ero presente il 10 febbraio del 2006 al Quirinale in qualità di membro della Commissione tecnico scientifica istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi della L.92/2004 per il conferimento della medaglia d’oro al valor civile a Norma Cossetto, consegnata dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi nelle mani della sorella Licia. In quella solenne cerimonia fu consegnata anche la medaglia e il diploma che viene conferito ai famigliari ai sensi della suddetta legge, che hanno avuto i propri parenti uccisi nelle foibe o in altre efferatezze senza aver avuto diritto ad alcuna azione di umana giustizia e dignitosa sepoltura. Quando un accusato viene ucciso senza regolare processo tale azione viene considerata, da qualsiasi tribunale di uno Stato democratico, un crimine. Quando un accusato viene ucciso e il suo corpo gettato in una fossa o voragine, si chiama in giurisprudenza occultamento di cadavere.

Il conferimento della medaglia d’oro, senza dilungarmi oltre nelle questioni storiche e giuridiche, è stato concesso e consegnato direttamente alla famigliare superstite di Norma Cossetto dalla più alta carica dello Stato italiano. Ciampi è noto, rifiutò di aderire alla RSI e dopo essersi rifugiato a Scanno in Abruzzo, trovò un suo professore Guido Calogero relegato al confino in quel paese. Calogero era un militante antifascista ed esponente del Partito d’Azione. Ciampi insieme ad altri, in fuga dai tedeschi nel marzo 1944 per raggiungere la Puglia dopo aver avuto protezione dai partigiani della Brigata Maiella, raggiunse  Bari e si arruolò nel Corpo Italiano di Liberazione, che fu una unità militare operativa dell’Esercito Cobelligerante Italiano. Si iscrisse subito dopo al Partito d’Azione, formazione politica del Comitato di Liberazione Nazionale  che aveva creato 198 brigate partigiane. In Istria i partigiani comunisti italiani entrarono a far parte del Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo, che aveva lo scopo di annettere l’Istria alla Jugoslavia Federativa e Popolare. Le altre forze partigiane italiane di idee politiche liberali, cristiano popolari, socialiste non erano d’accordo con la politica di annessione jugoslava e per questo avvenne anche il triste eccidio alla Malga di Porzus (tra il 7 e il18 febbraio 1945), dove per motivi politici, partigiani comunisti italiani eliminarono altri partigiani italiani della Brigata Osoppo per ragioni ideologiche. Ma la storia si fa lunga…Tra gli storici c’è un dibattito su molte questioni legate alle foibe,  ma ritengo che la contrapposizione di parte dell’ANPI verso Norma Cossetto sia veramente fuori luogo e strumentale. Il Presidente Ciampi con il suo gesto ha indicato una via, a mio avviso, futura di dialogo e del tutto condivisibile.

L’Anpi è fuori dalla storia

c10f viterbo fabrica di roma

L’Anpi lancia “l’offensiva d’autunno” contro Norma Cossetto e le amministrazioni comunali. MERLINO (presidente C10F) “Gente fuori dalla storia. Rancore e odio non ci appartengono, il nostro è un messaggio per la pace e la libertà.”

L’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia, ha lanciato una sorta di “offensiva autunnale”, prendendo di mira le amministrazioni comunali che, in queste settimane e in numero sempre maggiore, intitolano un luogo pubblico delle rispettive città a Norma Cossetto e ai Martiri delle Foibe.

Questi attacchi dell’Anpi avvengono in concomitanza con la commemorazione nazionale “Una Rosa per Norma Cossetto”, giunta alle seconda edizione e che quest’anno è stata celebrata in 130 città italiane ed estere.

La giovane martire istriana venne stuprata e infoibata dai partigiani comunisti slavi nell’ottobre 1943 e  le commemorazioni assumono un maggiore significato, poiché di Norma Cossetto si celebra quest’anno anche il centenario della nascita.

 “Comprendiamo lo sconcerto dell’Anpi di fronte ai grandi successi conseguiti dal nostro Comitato – dichiara Emanuele Merlino, presidente nazionale del C10F – tante città, guidate da maggioranze di differente colore politico, hanno deciso di dedicare parchi, giardini e anfiteatri a Norma Cossetto o hanno deliberato di erigere monumenti.

L’Anpi è un’associazione ormai fuori dalla storia – conclude Merlino – e non trova di meglio da fare che scatenare sterili polemiche. Dal canto nostro ribadiamo che l’odio e il rancore sono sentimenti che non proviamo. Il nostro è un messaggio di pace e di libertà, contro la violenza sulle donne, nel nome di Norma Cossetto e del suo sorriso, che nessuno riuscirà mai a spengere.”

Comitato 10 Febbraio

Roma, 10 ottobre 2020