Gli appuntamenti del Comitato 10 Febbraio

5 ottobre, una rosa per Norma

SABATO 5 OTTOBRE 2019 IL COMITATO 10 FEBBRAIO RICORDERÀ IL SACRIFICIO DI NORMA COSSETTO IN CENTO CITTÀ.

FONDA (C10F) “UNA RAGAZZA CHE PAGÒ CON LA VITA IL SUO AMORE PER L’ITALIA”

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Il Comitato 10 Febbraio organizza in cento città italiane il ricordo di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana che nel 1943 venne sequestrata, seviziata e gettata ancora viva in una foiba dai partigiani di Tito.

La manifestazione, dal titolo “Una Rosa per Norma Cossetto”, cui hanno già aderito cento città, sia in Italia che all’estero, si svolgerà nella giornata di sabato 5 ottobre 2019.

“Vogliamo ricordare il sacrificio di questa giovane studentessa – dichiara Edoardo Fonda, Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – una ragazza che rifiutò di tradire la sua gente e la sua Patria e, perciò, venne lungamente seviziata e violentata per poi essere barbaramente gettata in un foiba.

Sabato 5 ottobre, in oltre cento città, deporremo una rosa in ricordo di Norma e chiederemo ai Sindaci di intitolare una piazza o una scuola alla memoria di questa “Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”.

Sarà una manifestazione semplice ma di grande valore morale – conclude Fonda – durante la quale racconteremo chi era Norma Cossetto, una ragazza che non ha esitato a donare la sua vita per l’Italia.”

È ancora possibile dare la propria adesione alla manifestazione, scrivendo una mail a:  unarosapernorma@gmail.com

Congresso nazionale del Comitato 10 Febbraio

Domenica 13 gennaio 2019 a Trieste “Italiani al di là dell’acqua” 

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Cari soci del Comitato 10 Febbraio,
sono passati sei anni da quando, nel giorno dell’anniversario del sacrificio di Piero Addobbati, assunsi a Trieste la presidenza di questa associazione.
Sei anni entusiasmanti durante i quali abbiamo costruito insieme una realtà unica, ramificata su tutto il territorio nazionale, con la quale abbiamo provato a lanciare una sfida: quella di superare la memorialistica, il reducismo, il vittimismo, non limitandoci a raccontare la storia del confine orientale durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale ma puntando soprattutto a ricostruire – con i mezzi della cultura, del dialogo e dell’arte – lo storico legame tra le due sponde dell’Adriatico: un legame che si fonda sul dialetto istro-veneto, su una storia comune che preesiste ai grandi drammi del Novecento e che a questi è sopravvissuta.
Il Comitato 10 Febbraio è oggi presente con una delegazione in tutte le regioni d’Italia, ma anche all’estero: soci del nostro sodalizio si contano a Capodistria, in Belgio, in Francia, in Spagna e persino negli Stati Uniti e in Messico. Centinaia di uomini e donne fieri della propria identità italiana che si spendono durante tutto l’anno per far sì che il Giorno del Ricordo diventi un giorno vivo nel quale celebrare anche la storia bimillenaria dei popoli istriano, giuliano, fiumano e dalmata e del grande contributo da essi apportato alla cultura italiana, europea, mondiale.
Questa è sempre stata la convinzione che ha guidato ogni mia scelta: che il nostro popolo meritasse più che un semplice necrologio annuale e che non potessimo rassegnarci a che la sua storia e la sua cultura fossero stati spazzati via dalle tragedie del Novecento. Per questo abbiamo dato un significato nuovo alla promessa di “tornare” in Istria, a Zara e a Fiume: non certo con le armi e le bandiere, ma con la pace sicura e ferma che solo la cultura contiene e che si realizza nel confronto costruttivo con quanti, per mille ragioni, sono rimasti in quelle terre e ancora parlano italiano, e con quanti non italiani abitano oggi la sponda orientale dell’Adriatico e guardano all’Europa come a un’occasione di rilancio di un dialogo tra culture che vede nell’Italia un interlocutore privilegiato.
Per raggiungere questo obiettivo abbiamo organizzato centinaia e centinaia di iniziative in tutta Italia non limitandoci alle celebrazioni, ma scegliendo di perseguire anche la strada dei progetti europei, che ci hanno permesso di dare sempre maggior forza e significato alla nostra idea di ricordo: un sentimento rivolto al passato che si fa azione nel presente. Il tutto senza alcun finanziamento pubblico, senza dipendenti, solo con la forza del volontariato e con la passione degli associati.
Di questo sforzo devo ringraziare quanti hanno creduto, con mille sfumature, alla possibilità di costruire una prospettiva nuova: impossibilitato a elencarli tutti, in loro rappresentanza ricordo i membri del Consiglio Esecutivo del Comitato 10 Febbraio, cioè Emanuele Merlino, Carla Cace, Lorenzo Salimbeni, Arrigo Bonifacio e Andrea Moi, grazie al cui impegno siamo riusciti a raccogliere il testimone degli esuli e di tutti coloro che ci hanno insegnato quanto è importante non dimenticare, perché il ricordo della storia nazionale è la chiave per restituire pace ai morti, futuro ai vivi, dignità a entrambi.
Dopo sei anni sento giunta l’ora di lasciare il testimone a qualcun altro, per ricordare innanzitutto a me stesso che non si deve mai cedere al rischio della personalizzazione dei ruoli: la mia soddisfazione più grande sarà vedere il Comitato sopravvivere e proseguire la propria necessaria opera.
Per questa ragione ho comunicato al Consiglio Esecutivo le mie dimissioni, e ho deciso di convocare il Congresso Nazionale per l’elezione del nuovo presidente per il prossimo 13 gennaio a Trieste.
La presente vale come convocazione. Le candidature per la carica di presidente potranno pervenire entro il 27 dicembre via mail all’indirizzo info@10febbraio.it, firmate da almeno 5 soci. Avranno diritto di elettorato attivo e passivo tutti i soci in regola con l’iscrizione 2018 alla data della presente convocazione.
Ringrazio quanti potranno essere presenti, ma soprattutto quanti resteranno presenti dal giorno successivo, fedeli al nostro impegno solenne: riannodare i fili strappati del tessuto culturale di una terra che tutti noi amiamo, e che merita finalmente pace e prosperità.
Grazie di tutto.
Michele Pigliucci
Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio

Va a Lucio De Priamo il Premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio”

L’avvocato romano mise a disposizione della Rai immagini inedite dei recuperi delle salme dalle foibe giuliane

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«Io mi sono battuto con orgoglio per far emergere questa pagina di storia censurata, ma non ho fatto nulla di eccezionale: ho eseguito solo il mio dovere di italiano» ha dichiarato con commozione l’avvocato Lucio De Priamo, insignito del Premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio” mercoledì 27 giugno presso la Sala del Carroccio del Comune di Roma. Il Comitato 10 Febbraio aveva conferito questo riconoscimento nella sua prima edizione a Simone Cristicchi e a Jan Bernas, per il lavoro di divulgazione sulla storia del confine orientale portato avanti in maniera magistrale con il loro lavoro “Magazzino 18”, stavolta la targa è stata attribuita a colui il quale portò alla luce preziosissime immagini d’epoca allora solo parzialmente diffuse riguardanti i recuperi delle salme degli infoibati dalle cavità del Carso triestino avvenuti nell’estate del 1945. Carla Isabella Elena Cace ha illustrato il senso di questa manifestazione: «Quattro italiani su cinque ancora ignorano il significato delle foibe – ha spiegato la dirigente nazionale del C10F – e noi con questa targa vogliamo ringraziare coloro i quali, anche privi di collegamenti famigliari e territoriali con questi tragici avvenimenti, si sono adoperati per diffonderne la conoscenza»

Coordinando lo svolgimento dell’evento, il ricercatore Arrigo Bonifacio, afferente alla Sapienza, ha ricordato l’importanza delle fonti audiovisive ed orali nella ricostruzione storiografica, mentre Guido Cace ha cominciato a spiegare la vicenda che ha visto De Priamo protagonista: «Negli anni Novanta le guerre nella ex Jugoslavia consentirono di far riemergere la storia delle stragi nelle foibe, viste come precedente delle carneficine in corso – ha affermato il presidente dell’Associazione nazionale dalmata – dopo che era calata una coltre di silenzio per mezzo secolo» Il ruolo del Partito comunista italiano nel fiancheggiare i partigiani di Tito nelle loro rivendicazioni territoriali e nelle stragi di nostri connazionali, nonché il riposizionamento di Tito come interlocutore del blocco occidentale nella Guerra fredda dopo la rottura con Stalin nel 1948 sono state individuate come le cause della prolungata rimozione di queste pagine di storia nazionale: «Tramite Claudio Schwarzenberg, all’epoca Sindaco del Libero comune di Fiume in esilio, entrai in contatto con De Priamo – ha proseguito Cace – e assieme vagliammo alcune pellicole che con la mia associazione avevo reperito negli archivi dell’Istituto Luce: si trattava di materiale apparso nei notiziari della Settimana Incom, ma incompleto»

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Entra qui in gioco l’avvocato De Priamo, il quale, prima di intervenire nel dibattito, è stato premiato con la seguente motivazione:

«Per aver scovato, da un cassetto chiuso a chiave, una pagina di storia negata e, con rigore e professionalità, averla inserita nella storia comune della nostra Nazione segnando un prima ed un dopo per la storia del confine orientale.

Per aver dato le immagini, i suoni e il dolore – quel dolore che atterrisce ma che rende vivi – ad una storia d’italianità sconfitta.

Per aver insegnato ovunque fosse possibile che di là dall’acqua esisteva, ed esiste ancora, parte della nostra storia. E parte di noi.

Per aver dimostrato che di un uomo la grandezza si misura dai suoi gesti ma anche e soprattutto da quelli che è capace di ispirare in chi di lui ha il sangue o, ancor di più, in chi di lui segue l’esempio.

Per non aver preteso mai un riconoscimento che non fosse quello di sapere d’aver fatto il proprio dovere.

Per aver dimostrato che “essere italiani due volte” continua a significare che una volta qui si è nati, una volta si è meritato di dirsi italiani.

E infine perché qui, nel luogo ove la civiltà è nata, perché qui dove dalla finestra si vede un’arena che in grande ricorda quella di Pola possono finalmente risuonare delle parole immortali senza timore di essere sprecate, possono esser pronunciate le parole del Vate che da Fiume d’Italia ancora ci spingono ad essere italiani mentre descrivono che l’uomo intero è colui che sa per ogni giorno offrire ai suoi fratelli un nuovo dono; il lavoro, anche il più umile, anche il più oscuro, se sia bene eseguito, tende alla bellezza e orna il mondo”.

Per queste ragioni e per tutte quelle che la nostra storia sa e saprà riconoscere il Comitato 10 Febbraio con tutti i suoi associati – da Trieste a Cagliari, da Trento a Catania e ovunque l’anelito all’italianità si faccia pensiero e azione – assegna all’unanimità il Premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio” all’avvocato Lucio De Priamo»

Pur essendo nato e vissuto nella Capitale, De Priamo reca incise nel dna le vicende del confine orientale italiano: «Già a 12 anni scendevo in piazza per Trieste italiana – ha ricordato il premiato – in tempi in cui i militanti comunisti davano la caccia a chi manifestava contro il compagno Tito. Oggi al leader di quel Pci, che era pronto mercanteggiare Trieste e Gorizia con il dittatore jugoslavo, è intitolata una delle principali vie di Roma, ma finalmente anche la storia di chi è morto nelle foibe ottiene spazio e qualche prima forma di giustizia. Ricevere oggi questo premio mi rende orgoglioso e felice, è una vittoria del cuore italiano»

Allorché Cace e Schwarzenberg accompagnarono De Priamo all’Istituto Luce per proiettare le pellicole originali  in suo possesso, ci si rese immediatamente conto che quanto era stato diffuso negli anni Quaranta risultava censurato:  «Il mio amico Stefano Barraco – ha spiegato De Priamo – mi disse che nella cantina di un suo zio residente a Trieste e venuto recentemente a mancare si trovavano dei filmati inediti, per i quali era stato minacciato di morte. Non esitai un attimo ed entrai in possesso di documenti che smontavano le pesanti conclusioni anti-italiane e filo jugoslave dei Combat Film che la Rai aveva proiettato: grazie all’Associazione nazionale dalmata potemmo digitalizzarli e diffonderli, nonché affidarli alla Rai affinché li utilizzasse nella sua programmazione»

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Il Presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati Antonio Ballarin ha quindi ribadito l’importanza di queste crude immagini e rammentato le molteplici questioni che il popolo dell’esodo ha ancora aperte con lo Stato italiano (dall’indennizzo per i beni abbandonati alla Medaglia d’oro al valor militare da appuntare sul gonfalone del Comune di Zara, la città italiana più bombardata durante la Seconda guerra mondiale). Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume del Quartiere giuliano-dalmata alla periferia meridionale di Roma, ha riconosciuto che il fervore patriottico di De Priamo ha avuto riscontro anche in famiglia, poiché il figlio Andrea fu uno dei Consiglieri comunali che maggiormente si spese durante l’amministrazione Alemanno affinché venisse individuata e resa operativa la Casa del Ricordo e fu anche tra i promotori del Viaggio del Ricordo. Chiamato in causa, l’attuale Vicepresidente dell’Assemblea capitolina ha dichiarato di aver maturato la consapevolezza che gli esuli giuliano-dalmati hanno pagato da soli il prezzo della sconfitta dell’Italia intera ed ha perciò indirizzato gran parte della sua azione politica allo scopo di rendere giustizia a questi nostri connazionali: il suo partito, Fratelli d’Italia, ha d’altro canto di recente impedito che a Genova uno spazio pubblico venisse concesso agli organizzatori di un convegno giustificazionista nei confronti delle stragi delle foibe.

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Andando a concludere l’emozionante manifestazione, Emanuele Merlino, Vicepresidente del Comitato 10 Febbraio, ha informato il pubblico che a breve collaborerà con la redazione della popolare trasmissione Rai “Linea Verde” nella realizzazione di una puntata ambientata a Trieste e dedicata alla Foiba di Basovizza, al Magazzino 18 del Porto vecchio, al Centro Raccolta Profughi di Padriciano ed all’Abisso Plutone, mentre il Presidente del C10F Michele Pigliucci ha, infine, ribadito che il Ricordo non può essere confinato alle ricorrenze calendarizzate a ridosso del 10 febbraio, ma deve essere un impegno che dura tutto l’anno.

 

Lorenzo Salimbeni

Seconda edizione del Premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio”

Mercoledì 27 giugno la premiazione in Campidoglio

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Il premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio”, fortemente voluto dal Comitato 10 Febbraio – associazione di promozione sociale che da oltre dieci anni si occupa delle celebrazioni della ricorrenza del Giorno del Ricordo e di divulgazione della storia dell’italianità nell’Adriatico orientale-, giunge alla seconda edizione. La prima ha visto la consegna del premio, lunedì 21 dicembre 2015 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, a Simone Cristicchi e Jan Bernas, a riconoscimento della meritoria opera divulgativa svolta attraverso lo spettacolo teatrale “Magazzino 18” che tratta proprio del dramma dell’esodo istriano, giuliano e dalmata. Sia l’artista romano che il ricercatore storico e giornalista sono intervenuti alla cerimonia.

Quest’anno la decisione unanime dell’Associazione è stata quella di insignire del premio l’avv. Lucio De Priamo, il quale ha svolto un’opera fondamentale nella divulgazione della storia del Confine orientale attraverso la diffusione di filmati censurati della settimana Incom del 1945, in cui vi sono le riprese dei recuperi di salme nelle foibe del Carso triestino. Si tratta di filmati che oggi gli italiani conoscono, ma senza i quali sarebbe mancato un tassello testimoniale fondamentale per il ricordo di queste pagine di storia patria.

La premiazione avrà luogo mercoledì 27 giugno alle ore 18:00 presso la Sala del Carroccio del Comune di Roma, in Piazza del Campidoglio 8; interverranno Michele Pigliucci (Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio), Antonio Ballarin (Presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati), Guido Cace (Presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata) e Lucio De Priamo.

 

L’Ufficio stampa
info@10febbraio.it – www.10febbraio.it
Piazza delle Muse, 25 – 00197 Roma

Presentazione di “Foiba rossa” a Pomezia

Giovedì 8 marzo alle ore 17:00 presso la Biblioteca comunale di Pomezia (RM) il Comitato 10 Febbraio di Pomezia ospiterà Emanuele Merlino, l’autore, insieme al disegnatore Beniamino Delvecchio, del fumetto “Foiba rossa. Norma Cossetto storia di un italiana” (Ferrogallico, Milano 2018).

L’iniziativa avrà luogo volutamente il giorno della Festa delle donne, poiché vogliamo ricordare questo caso di femminicidio ed il martirio della giovane studentessa istriana in nome dell’italianità aggredita dai partigiani comunisti di Tito.

 

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