Gli appuntamenti del Comitato 10 Febbraio

Il dono è contagioso

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CON LO SLOGAN “IL DONO E’ CONTAGIOSO” IL COMITATO 10 FEBBRAIO REGALA LA TESSERA ASSOCIATIVA A CHI EFFETTUA UNA DONAZIONE A UN OSPEDALE.

MERLINO (C10F) OGGI OCCORRE DIMOSTRARE DI AMARE L’ITALIA, DI AMARLA DAVVERO”. 

Il Comitato 10 Febbraio, con lo slogan “Il dono è contagioso”, lancia una campagna di raccolta fondi a favore degli ospedali, il cui personale in questi giorni è duramente impegnato nel combattere il coronavirus.

Oggi siamo chiusi in casa, con gli affetti lontani e la preoccupazione che cresce – dichiara il presidente nazionale del C10F, Emanuele Merlino – con il timore di ammalarsi o vedere in pericolo gli anziani della famiglia. Non possiamo né dobbiamo arrenderci allo sconforto perché amare l’Italia e la sua storia vuol dire difenderla sempre e ovunque. Oggi che affrontiamo una minaccia terribile dobbiamo fare di tutto per lei. E per noi stessi.

Per questo abbiamo deciso di donare la tessera del Comitato 10 Febbraio a chi darà un contributo al proprio ospedale di zona – prosegue Merlino –  una piccola cosa, lo sappiamo, ma essere “sempre, ovunque e prima di tutto Italiani” lo si dimostra anche così. Sicuramente meglio che con delle parole che poi non diventano azione.diretto o famigliare con le tragedie delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, si accostano con particolare sensibilità a queste pagine di storia patria”.

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Chi vuole aderire alla campagna di raccolta fondi deve mandare la copia del bonifico effettuato a favore di una struttura ospedaliera, all’indirizzo mail info@10febbraio.it, aggiungendo nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e numero di cellulare.

“Appena la situazione sarà più serena invieremo le tessere ai donatori – conclude Merlino – per chi è già iscritto al Comitato 10 Febbraio doneremo noi direttamente una quota a un ospedale.”

Centenario della nascita di Norma Cossetto

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1920-2020 – IL COMITATO 10 FEBBRAIO CELEBRA IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI NORMA COSSETTO. MERLINO (PRESIDENTE C10F):  “IL SUO SORRISO È LA MIGLIORE RISPOSTA A CHI OGGI ANCORA NE INSULTA LA MEMORIA”. 

 

Con lo slogan “Un sorriso lungo cento anni”, il Comitato 10 Febbraio annuncia l’avvio delle manifestazioni per commemorare il centenario della nascita di Norma Cossetto, decorata di Medaglia d’Oro al Merito Civile. Nata il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada, la giovane martire istriana venne sequestrata, torturata, violentata e gettata in una foiba nell’ottobre 1943 dai partigiani comunisti slavi.

“Contiamo, visto il grande successo della manifestazione “Una Rosa per Norma Cossetto” del 5 ottobre scorso, che ha coinvolto circa 130 città, di organizzare la celebrazione del centenario in tutte le città italiane e anche all’estero – dichiara il presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, Emanuele Merlino – lo faremo in collaborazione con le associazioni degli esuli, le amministrazioni pubbliche e chiunque condivida le finalità dell’iniziativa.   In analogia con tutte le manifestazioni promosse dal nostro sodalizio, la celebrazione del centenario sarà apartitica e tutti potranno collaborare.”

Chi vuole aderire può scrivere a: info@10febbraio.it, unarosapernorma@gmail.com.

L’apertura delle celebrazioni avverrà sabato 16 e domenica 17 maggio 2020, in contemporanea in tante città, mentre la chiusura è prevista mercoledì 25 novembre 2020, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Un evento speciale si terrà domenica 4 ottobre e lunedì 5 ottobre 2020, quando sarà riproposta, per il secondo anno consecutivo, la manifestazione “Una Rosa per Norma Cossetto”.

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Il Comitato 10 Febbraio stamperà un manifesto e una cartolina celebrativa, sarà realizzata un’agile pubblicazione, mentre ampio spazio ai singoli eventi verrà dato sul sito web nazionale www.10febbraio.it e sulle pagine Social del Comitato. Inoltre, è in via di definizione un fitto calendario di convegni e dibattiti sulla figura di Norma Cossetto, sulle foibe e l’esodo e contro la violenza sulle donne.

Il Comitato chiederà i patrocini morali alla Presidenza Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Associazione Nazionale Comuni d’Italia, Unione Province Italiane, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia.

Alle associazioni degli esuli e al Ministero dell’Istruzione verrà chiesto di dedicare a Norma Cossetto il concorso “10 Febbraio”, relativo all’anno scolastico 2020-2021.

Tra le proposte che saranno inviate agli Enti locali, c’è ad esempio quella di illuminare con il tricolore, il 16 e il 17 maggio 2020, un monumento simbolo della città.

“Sono certo che questo centenario sarà ricco di soddisfazioni – conclude Merlino – e non nascondo che l’impegno fa tremare i polsi. Ma con l’aiuto di tutti sapremo onorare questo appuntamento storico. Ce lo chiede il sorriso di Norma, ce lo chiede l’Italia.”

Istria Fiume Dalmazia, un amore chiamato Italia

Ricordare la storia del confine orientale, ricordare l’Istria, Fiume e la Dalmazia italiane, ricordare le foibe e l’esodo, ricordare Norma Cossetto, ricordare Geppino Micheletti, ricordare che i nostri fratelli di là dall’acqua hanno pagato, per tutti noi, il loro essere italiani. E ricordare i simboli dell’italianità distrutti ma ancora vivi nella memoria. Recitare le poesie, leggere la letteratura, gustarsi i quadri e cantare le canzoni che di questa identità sanno parlare più di tutto il resto.
Ricordare non è solo un dovere ma è un’esigenza che ci permette d’essere italiani.
Ricordare vuol dire “riportare al cuore” e senza la passione per l’Italia, per la nostra gente, per noi stessi cosa resta? Nulla.
Come ogni Giorno del Ricordo, come durante tutto l’anno, ricordiamo la nostra Italia. Non solo quella ricompresa nei confini ma quella ideale che sa amare ancora se stessa e il nostro Tricolore. Sia che sventoli su un municipio, sia che viva nel cuore di un patriota sia che, come simbolo d’appartenenza e riconoscimento, venga esposta, con orgoglio, sul petto nella forma di fiocchetto tricolore.
Per questo il manifesto di quest’anno recita “Per amore d’Italia” perché per noi altro modo di vivere non esiste e chi è stato ucciso o ha perso tutto per questo amore non è soltanto da ricordare ma da prendere ad esempio.
Soprattutto in un momento in cui amare l’Italia sembra essere fuori moda. Quasi come fosse un reato.
Ma noi, come sempre, più di sempre amiamo rispondere “Disobbedisco” e gridare ancora più forte “Viva l’Italia!” ovunque sia possibile.
Per questo, oltre a tutte le conferenze, manifestazioni, iniziative del 10 febbraio, e che pubblicizzeremo qui, a breve partirà la campagna social – “Ricorda chi sei: indossa il fiocco tricolore” – perché anche qui va mostrato chi siamo e cosa amiamo.
Nel frattempo vi ricordiamo che il Comitato 10 Febbraio non ha finanziamenti pubblici e tutte le attività che realizziamo – da quelle online (compresi i lavori di grafica), alle conferenze in giro per l’Italia, a Una Rosa per Norma Cossetto – sono frutto di un impegno volontario che facciamo volentieri ma che può essere ancora più incisivo se sostenuto da tutti voi.
Per questo, e per avere la nostra splendida tessera, vi invitiamo a iscrivervi al Comitato a questo link http://www.10febbraio.it/iscrizioni/ 

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Per mettere il fiocco tricolore sul proprio profilo basta seguire questo link: https://www.facebook.com/profilepicframes/?selected_overlay_id=491801101734748
Se non lo trovate subito basta inserire “io ricordo” e apparirà.
A presto.
Ovunque un tricolore sventolerà, là ci sarà il Comitato 10 Febbraio.

120 città deporranno una rosa per Norma

“UNA ROSA PER NORMA COSSETTO”
SABATO IN 120 CITTÀ SARÀ RICORDATO IL SACRIFICIO DELLA STUDENTESSA ISTRIANA

Una rosa per Norma Cossetto” è il nome della manifestazione che si terrà sabato 5 ottobre 2019 in 120 città.
Ideata dal Comitato 10 Febbraio, nelle persone di Maurizio Federici e Silvano Olmi, l’iniziativa vuole ricordare il martirio della giovane studentessa istriana, sequestrata, orribilmente seviziata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi nel 1943.

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Gli iscritti al Comitato 10 Febbraio, sostenuti dalle amministrazioni comunali e dalle associazioni degli esuli e patriottiche, deporranno una rosa in un luogo simbolico di ciascuna città che sia un monumento agli infoibati o agli esuli, o nelle vie o piazze dedicate a Norma Cossetto o ai martiri delle foibe.
Durante la breve cerimonia sarà letto un documento che riassume la vita e il martirio che la giovane studentessa istriana dovette subire in nome della sua italianità. Al termine della cerimonia verrà chiesto, se non esistente, all’amministrazione comunale di intitolare una via, una piazza, un giardino o una scuola a Norma Cossetto.
“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato il presidente del Comitato 10 Febbraio Edoardo Fonda – oltre 120 città hanno aderito al progetto ideato dal Comitato 10 Febbraio. Ricordare Norma Cossetto significa commemorare una ragazza, medaglia d’oro al merito civile, che ha pagato con la vita il suo voler essere italiana. Una ragazza che, morendo, ci ha insegnato l’importanza della vita e l’orgoglio di credere in qualcosa di giusto”.
Alla manifestazione del Comitato 10 Febbraio hanno aderito: l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; l’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia; Lega Nazionale di Trieste; l’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio; il Comitato Familiari delle Vittime Giuliane, Istriane, Fiumane e Dalmate; l’Associazione delle Comunità Istriane.
Testimonial d’eccezione è Ermenegildo Rossi, medaglia d’oro al merito civile per aver sventato un attentato terroristico e che venerdì sarà a Trieste e sabato si recherà sulla tomba di Norma Cossetto per deporre una rosa.
Norma Cossetto nasce il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada (oggi Labinci) in Istria. Nel 1939 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova dove vive come studentessa fuorisede. È riconosciuta da tutti come ragazza sportiva, allegra e molto portata con le lingue – parla francese e tedesco – suona il pianoforte, gioca a basket e tira con l’arco. L’attaccamento all’Istria la porta a ottenere una tesi dal titolo “L’Istria rossa” che prende il titolo dal caratteristico colore rossastro che la bauxite dà alla terra istriana Dopo l’8 settembre del 1943 il padre di Norma, Giuseppe, divenne uno dei principali obiettivi dei partigiani che, non trovandolo, si accaniscono contro la sua famiglia. Norma viene condotta nella caserma di Visignano e, dopo il suo rifiuto di aderire al Movimento Popolare di Liberazione, è violentata e gettata viva nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.
Nel 2005 viene insignita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi della Medaglia d’oro al merito civile.

 

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Ricordare Norma, ricordare l’italianità infoibata

L’iniziativa Una Rosa per Norma vuole ricordare la nobilissima figura di una patriota, Norma Cossetto, che nel lontano 1943 pagò con a vita la sua fede nell’Italia.

Sabato 5 ottobre 2019, nelle piazze di oltre cento città italiane, in tanti si ritroveranno per onorane la memoria, in questa manifestazione organizzata dal Comitato 10 Febbraio ed alla quale stanno aderendo le più importanti associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, patriottiche, culturali, combattentistiche e d’arma; molteplici sono già i patrocini concessi da amministrazioni comunali in tutta Italia.

Per comprendere meglio l’importanza di questa iniziativa è bene ricordare insieme la storia di questa giovane studentessa istriana.

Norma Cossetto nasce il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada (oggi Labinci) in Istria.

Figlia di Giuseppe e Margherita Cossetto aveva una sorella più piccola – Licia –.

Il padre era un proprietario terriero ma ricoprì anche il ruolo di podestà di Visinada, segretario politico del Fascio locale e commissario governativo delle Casse Rurali. Un uomo conosciuto e con le idee politiche molto chiare.

Molto amato dai suoi dipendenti e dai coloni, italiani o slavi che fossero.

Fino alle elementari Norma studia a Santa Domenica per poi trasferirsi a Gorizia fino al conseguimento della maturità classica.

Partecipa a tutte le manifestazioni patriottiche e fa parte delle associazioni studentesche e continuerà a farlo all’università, iscrivendosi alla sezione femminile di Pola del GUF .

Nel 1939 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova dove vive come studentessa fuorisede.

È riconosciuta da tutti come ragazza sportiva, allegra e molto portata con le lingue, parla francese e tedesco, suona il pianoforte, gioca a basket e tira con l’arco.

L’attaccamento all’Istria la porta a ottenere una tesi dal titolo “L’Istria rossa” – che prende il titolo dal caratteristico colore rossastro che la bauxite dà alla terra istriana – che la porta a girare in bicicletta, da sola, per i paesini e le strade dell’Istria durante la guerra.

Da subito afferma di voler diventare insegnante sia per l’amore per le giovani generazioni sia poter aiutare a formare uomini e donne che possano portare il proprio contributo alla crescita dell’Italia.

Proprio per questo si propone e ottiene una supplenza al liceo Carli di Pisino e poi al magistrale di Parenzo. Ne ottiene altre, brevi, a Spalato e Albona.

L’estate del 1943 cambia tutto per l’Italia e per l’Istria.

Dopo la caduta del fascismo, il 25 luglio, l’8 settembre viene annunciato l’armistizio con le potenze Alleate.

L’esercito italiano si sfalda e il controllo del territorio viene meno. In  questa situazione la resistenza al fascismo e al nazismo, molto accanita in Jugoslavia, si espande in Istria.

Ma non solo in funzione antifascista. I gruppi partigiani vengono egemonizzati dalla componente slavo comunista guidata dal Maresciallo Tito. L’intento è quello di vendicarsi dei, veri o presunti, torti subiti durante il fascismo e allontanare con la forza la componente italiana dall’Istria. Fra l’8 settembre e il 9 ottobre 1943 le violenze partigiane si esprimono contro podestà, impiegati comunali, insegnanti, carabinieri, finanzieri, poliziotti, militari, simboli del caduto regime.

Giuseppe Cossetto diviene uno dei principali obiettivi. I partigiani lo cercano a Santa Domenica di Visinada e non trovandolo perché a Trieste, si accaniscono contro la sua famiglia. Arrestano per primi Giovanni ed Emanuele – i suoi fratelli – e poi, il 25 settembre, entrano in casa dei Cossetto e razziano tutto quello che trovano.

Il giorno seguente i partigiani portano Norma nella caserma di Visignano. Chiedono notizie del padre e poi le propongono di entrare nel Movimento Popolare di Liberazione, ma Norma rifiuta in maniera molto netta.

Tornata a casa, il giorno dopo, viene nuovamente condotta al comando partigiano.

Nonostante i tentativi di Licia di liberarla, Norma e gli altri prigionieri vengono trasferiti da Parenzo alla scuola di Antignana.

Là comincia l’inferno per le donne e per Norma.

Vengono tutte violentate e in particolare Norma, tenuta da parte e legata ad un tavolo, viene seviziata e violentata ripetutamente da 17 aguzzini.

La notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943 è gettata viva nella foiba di Villa Surani.

Il padre, accorso da Trieste per cercarla, cade in un’imboscata  insieme al cognato, e viene ucciso da un partigiano a cui aveva salvato la vita pochi mesi prima. Anche il corpo del padre viene infoibato.

Con il ritorno dei tedeschi sedici aguzzini di Norma sono catturati e fucilati.

Con queste parole la ricorda la sorella Licia:

« Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome […] Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io”».

Nel dopoguerra, l’8 maggio 1949, il Rettore dell’Università di Padova, Aldo Ferrabino, su proposta di Concetto Marchesi e del Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, conferisce la laurea ad honorem a Norma Cossetto: “Caduta per la difesa della libertà.”

L’8 febbraio 2005 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concede alla giovane istriana la medaglia d’oro al merito civile.

Il 10 febbraio 2011 l’Università degli Studi di Padova e il Comune di Padova, nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, scoprono nel Cortile Littorio del Palazzo del Bo’ una targa commemorativa.

Ancora oggi, purtroppo, siamo costretti a leggere dichiarazioni di noti negazionisti che mettono in dubbio tutto questo. Li lasciamo da soli, con la loro ignoranza.

Noi, a 76 anni di distanza dal suo martirio, ricordiamo l’attaccamento ai Valori della Patria di questa ragazza che pagò, con la vita, il suo amore per l’Italia.

Auspichiamo, infine, che la toponomastica di sempre più località italiane voglia rendere omaggio a Norma Cossetto, per non dimenticare Norma e tutte le donne che ancora oggi, purtroppo, subiscono violenze.