Gli appuntamenti del Comitato 10 Febbraio

La Corsa del Ricordo raddoppia

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Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia

Il 12 febbraio si svolgerà la quarta edizione a Roma e da quest’anno un nuovo traguardo: l’esordio nel capoluogo giuliano il 17 settembre

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Alla Sala Rossa delle Piscine del Foro Italico l’ASI ha presentato il programma della Corsa del Ricordo 2017, che grazie alla collaborazione avviata dalle Associazioni Sportive e sociali Italiane con la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati quest’anno avrà luogo anche a Trieste.

Il Presidente nazionale dell’ASI Claudio Barbaro ha esordito dicendosi molto lieto della collaborazione instaurata con il Comune di Trieste e la Bavisela, associazione sportiva triestina molto nota nell’ambito dell’atletica leggera per la sempre impeccabile organizzazione dell’omonima maratona, un ormai tradizionale appuntamento del maggio triestino capace di coinvolgere migliaia di partecipanti, fra corsa competitiva e non competitiva.

Il presidente della FIDAL Lazio Fabio Martelli ha portato il saluto del presidente nazionale Alfio Giomi e, assicurando agli organizzatori della Corsa tutto il supporto logistico necessario, si è rammaricato del fatto che spesso ci dimentichiamo di essere italiani e dei valori patriottici: un evento come questo può migliorarci in tal senso.

“La Corsa del Ricordo è un veicolo importantissimo per trasmettere la memoria – ha proseguito il Presidente di FederEsuli Antonio Ballarin – ed è importante che alla manifestazione di Roma, in cui si verificò un forte insediamento di esuli, si sia aggiunta quella di Trieste, località che presenta la maggior concentrazione di esuli in tutta Italia”. Ballarin ha quindi spiegato che a Trieste si correrà il 17 settembre per commemorare il settantennale dell’entrata in vigore effettiva del Trattato di Pace, risalente al 15 settembre 1947.

In rappresentanza del presidente Nicola Zingaretti, Roberto Tavani ha ribadito il sostegno della Regione Lazio alla realizzazione di questa manifestazione, la quale consente di conoscere le strade e la gente del Quartiere Giuliano-Dalmata, che a suo tempo accolse migliaia di profughi connazionali. Quanto all’amministrazione Raggi e a quella del Municipio, il riscontro è stato finora irrilevante. E’ invece intervenuto con un messaggio di saluto l’ex sindaco Gianni Alemanno, sotto il cui mandato avvenne la prima edizione della Corsa del Ricordo e si definirono i dettagli per l’inaugurazione della Casa del Ricordo.

Commosso l’intervento dell’Assessore allo sport e cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi, profugo all’età di sei anni da Umago, nell’Istria oggi croata: “Dopo decenni di silenzio per opportunità politica – ha affermato – va elogiata la sensibilità dimostrata dagli organizzatori, i quali hanno dimostrato che anche lo sport può essere importante per ricordare. Colgo l’occasione per ringraziare anche Roberto Menia, primo firmatario della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, e garantisco l’impegno della giunta che rappresento per rendere la Corsa del Ricordo un appuntamento fisso pure a Trieste”.

Andrea Blandino di GEB Software ha quindi presentato la rinnovata veste grafica del sito www.corsadelricordo.it (con contenuti anche di carattere storico e culturale voluti dall’art director Fabio Argentini) ed il nuovo logo della Corsa.

Il presidente regionale dell’ASI Luca Cipolletti si è dichiarato emozionato nel presentare questa quarta edizione di Roma, che prevede il consueto circuito nel Quartiere Giuliano-Dalmata, mentre riguardo il tracciato triestino si sta studiando un percorso imperniato sulla Foiba di Basovizza. Il suo omologo del Friuli Venezia Giulia Enzo Esposito ha quindi evidenziato il valore aggiunto che la macchina organizzativa della Bavisela (in sala c’era il presidente Fabio Carini) conferirà alla corsa triestina.

È stato infine portato un messaggio di saluto da parte di Donatella Schürzel, presidente del Comitato provinciale di Roma e vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ed hanno manifestato la vicinanza del mondo giuliano-dalmata all’evento Carla Cace (Comitato 10 Febbraio), Marino Micich (Archivio Museo Storico di Fiume) e Roberto Sancin (Associazione Triestini e Goriziani a Roma e Giuliani nel Mondo).

 

Lorenzo Salimbeni

Giuseppe Lallich, tra pittura e recitazione

Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia

La storia dell’artista dalmata nel monologo di Emanuele Merlino, presentato nel secondo appuntamento con i Dessert delle Muse martedì 13 dicembre.

E’ dedicato a Giuseppe Lallich il prossimo appuntamento, martedì 13 dicembre, con i “Dessert delle Muse”. L’artista dalmata di lingua e cultura italiana, autore tra gli altri del celebre quadro raffigurante il Giuramento di Perasto, nasce a Opeine (Spalato) nel 1867 e muore a Roma nel 1953. Pittore esule dimenticato, come dimenticata risulta la storia del primo esodo dalmata (1920 – 1921) ma che merita, invece, un ricordo e uno sguardo. Le recensioni dell’epoca parlano di Lallich come di un artista capace di dare vita ai propri personaggi e di rendere gli scorci della sua Dalmazia – abbandonata, ma mai dimenticata – un luogo dell’anima.

Lallich dunque, martedì sera alle 21 presso la sede nazionale del Comitato 10 Febbraio e della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice in piazza delle Muse 25 a Roma, sarà ricordato con un monologo di Emanuele Merlino (autore teatrale e vicepresidente nazionale del Comitato 10 Febbraio) interpretato dall’attore Mauro Serio.

La Pittura. Il Sangue. Il Leone. Giuseppe Lallich, dalmata dimenticato”: questo il titolo della serata, in cui ci sono tutti gli ingredienti di quello che vuole essere un omaggio all’artista. C’è infatti la pittura, perché è nell’arte che i più grandi riescono ad affermare la bellezza di un tratto, di un’idea, di un sogno, di una rivolta contro una realtà ingiusta come quella che costrinse Lallich, fra troppi, a lasciare la propria casa. C’è il sangue perché è passione, perché è appartenenza, perché costringe a credere in “ciò che la fede duratura, malgrado l’apparenza, spera”. C’è il leone, perché nella storia della Repubblica di Venezia, perché nei leoni con il libro ancora presenti in Istria (dove lo scalpello del nuovo padrone non è arrivato) c’è una verità che, seppur taciuta, ancora vive: “in Dalmazia anche le pietre parlano italiano”.

Il monologo è liberamente ispirato al volume edito da Palladino “Giuseppe Lallich, dalla Dalmazia alla Roma di Villa Strohl-Fern” di Carla Isabella Elena Cace, storica dell’arte e ideatrice dell’evento. Durante la serata sarà esposto il quadro “Il bacio della bandiera”, sicuramente l’opera di Lallich più famosa ed importante, in quanto raffigura il celebre e commovente giuramento di Perasto.

Gli abitanti della cittadina dalmata di Perasto – che dal 1386 poteva vantare, per speciale decreto del Senato di Venezia, il titolo di “fedelissima Gonfaloniera”, ricevendo l’onere e l’onore di custodire il gonfalone di guerra della flotta veneta e offrendo 12 perastini come gonfalonieri, guardia personale del Doge con il compito di difendere a costo della vita il vessillo sulla nave ammiraglia – dopo la fine della Repubblica di Venezia nel 1797 deliberarono di rimanere veneziani fino all’arrivo delle truppe austriache.

Il 23 agosto il Gonfalone della Serenissima venne trasportato in solenne cerimonia dalla casa del Capitano della guardia perastina, il conte Giuseppe Viscovich, fino alla Cattedrale, dove verrà sepolto sotto l’altare maggiore, mentre la folla inginocchiata offre il proprio ultimo omaggio al vessillo che aveva giurato di difendere, baciandolo e bagnandolo delle proprie lacrime, a partire dallo stesso Viscovich, che pronuncia una celebre orazione nota come “giuramento di Perasto” o, dalle sue più celebri parole, “Ti con nu, nu con Ti”.

E sono proprio la storia e le parole del giuramento di Perasto, che sembrano uscire dal quadro di Lallich, a descrivere il senso della serata: “Se il tempo presente, infelicissimo per imprevidenza, per dissennatezza, per illegali arbitrii, per vizi che offendono la Natura e il Diritto delle Genti, non Ti avesse tolto dall’Italia, per Te in perpetuo sarebbero state le nostre sostanze, il sangue, la nostra vita; piuttosto che vederTi vinto e disonorato dai Tuoi, il nostro coraggio e la nostra fede si sarebbero sepolte sotto di Te! Ora che altro non resta da fare per Te, il nostro cuore Ti sia tomba onoratissima e il più puro e grande elogio, Tuo elogio, siano le nostre lacrime”.

Emanuele Merlino

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La pittura, il sangue, il leone. Giuseppe Lallich, dalmata dimenticato

Un monologo teatrale a cura di Emanuele Merlino nell’ambito dei Dessert delle Muse per ricordare Giuseppe Lallich, pittore, dalmata e patriota. 

 

Martedì 13 dicembre 2016 torneranno le prelibatezze culturali con “I dessert delle Muse: la Pittura, il Sangue, il Leone“.
Questa volta tramite un monologo di Emanuele Merlino liberamente ispirato al libro di Carla Isabella Elena Cace dedicato al grande e dimenticato pittore Giuseppe Lallich dal titolo Giuseppe Lallich (1867-1953), dalla Dalmazia alla Roma di Villa Strohl-Fern (Palladino, Campobasso 2007).
Si tratterà di un monologo tra commozione, arte e quel sangue che scorre veloce in chi è davvero vivo; verrà  interpretato dall’attore e conduttore televisivo Mauro Serio.
Lallich fu protagonista suo malgrado dell’esodo ignorato dei 2000 dalmati italiani che nel 1921 furono costretti a lasciare le proprie case in seguito all’annessione di gran parte della Dalmazia al neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.
Testimone con Talento, Cuore e Fede della nostra Storia.
Il suo celeberrimo dipinto “Bacio della Bandiera” – che per la prima volta eccezionalmente sarà esposto al pubblico durante la serata – racconta il Giuramento di Perasto e il “Ti con nu, nu con ti” come solo l’Arte sa fare.

Esso venne pronunciato dal conte Giuseppe Viscovich il 23 agosto 1797 al cospetto della cittadinanza della località della Dalmazia montenegrina in cui era custodito il gonfalone della flotta della Serenissima Repubblica di Venezia, ceduta da Napoleone Bonaparte all’Impero d’Austria con il Trattato di Campoformido:  

«In sto amaro momento, che lacera el nostro cor; in sto ultimo sfogo de amor, de fede al Veneto Serenissimo Dominio, el Gonfalon de la Serenissima Repubblica ne sia de conforto, o Cittadini, che la nostra condotta passada che quela de sti ultimi tempi, rende non solo più giusto sto atto fatal, ma virtuoso, ma doveroso per nu.
Savarà da nu i nostri fioi, e la storia del zorno farà saver a tutta l’Europa, che Perasto ha degnamente sostenudo fino all’ultimo l’onor del Veneto Gonfalon, onorandolo co’ sto atto solenne e deponendolo bagnà del nostro universal amarissimo pianto. Sfoghemose, cittadini, sfoghemose pur; ma in sti nostri ultimi sentimenti coi quai sigilemo la nostra gloriosa carriera corsa sotto el Serenissimo Veneto Governo, rivolzemose verso sta Insegna che lo rappresenta e su ela sfoghemo el nostro dolor.

Per trecentosettantasette anni la nostra fede, el nostro valor l’ha sempre custodìa per tera e par mar, per tutto dove né ha ciamà i so nemici, che xe stai pur queli de la Religion.

Per trecentosettantasette anni le nostre sostanze, el nostro sangue, le nostre vite le xe stade sempre per Ti, o San Marco; e felicissimi sempre se semo reputà Ti con nu, nu con Ti; e sempre con Ti sul mar nu semo stai illustri e vittoriosi. Nissun con Ti n’ha visto scampar, nissun con Ti n’ha visto vinti o spaurosi!

Se i tempi presenti, infelicissimi per imprevidenza, per dissenzion, per arbitrii illegali, per vizi offendenti la natura e el gius de le genti, no Te avesse tolto dall’Italia, per Ti in perpetuo sarave stade le nostre sostanze, el sangue, la nostra vita, e piutosto che vederTe vinto e desonorà dai Toi, el coraggio nostro, la nostra fede se avarave sepelio soto de Ti ! Ma za che altro no resta da far per Ti, el nostro cor sia l’onoratissima To tomba e el più puro e el più grande elogio, Tò elogio, le nostre lagreme»

mauroserio

A Verbania si celebra la Giornata dell’unità Nazionale e delle Forze Armate

COMUNICATO STAMPA DEL  27/10/2016

Il 04/11/2016 alle ore 17:00 il Comitato 10 Febbraio VCO commemorerà la giornata dell’unità Nazionale e delle Forze Armate sul lungolago di Pallanza davanti al Monumento ai caduti. Interverranno l’On. Gianni Alemanno (già Ministro della Repubblica), l’On. Marco Zacchera, Damiano Colombo (Vice Presidente del Consiglio Comunale di Verbania) e Fabio Volpe (Presidente del Comitato 10 febbraio VCO).

L’evento sarà patrocinato dal Comune di Verbania.

Il Comitato 10 febbraio ringrazia il Comune di Verbania per il patrocinio che anche in questa occasione accorda e per il riconoscimento del valore storico culturale del lavoro svolto dal Comitato 10 Febbraio.

COMITATO 10 FEBBRAIO VCO

Sara Bignardi

04-11-2016

L’8 novembre gli scrittori Marconi e Sallusto aprono “I Dessert delle Muse”

Serata su D’Annunzio e la Duse per la “prima” del nuovo contenitore culturale della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, del Comitato 10 Febbraio e dell’Associazione Ideco

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Roma, 18 ottobre 2016 – “I Dessert delle Muse”, il ciclo di incontri promosso dalla Fondazione Ugo Spirito – Renzo De Felice, dal Comitato 10 Febbraio e dall’Associazione IDECO, aprirà con una serata dedicata alle figure di Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse: Gabriele Marconi e Filippo Sallusto, infatti, presenteranno i loro libri “Le Stelle Danzanti” (Special Edition per il Comitato 10 Febbraio) e “Eleonora Duse e le donne di Cultura Fiorentina”, nell’ambito della serata “L’Amore e l’Ardire”, martedì 8 novembre, alle ore 21, presso la sede della Fondazione Ugo Spirito – Renzo De Felice e del Comitato 10 Febbraio, in piazza delle Muse 25.

Il format dei Dessert delle Muse prevede esclusive serate culturali, cui seguirà un ricercato dessert. Il tentativo è quello di ridare vita al novecentesco salotto culturale o caffè artistico, nel quale poter incontrarsi, dibattere con gli autori e godere di arte, teatro, letteratura, storia e – perché no – soddisfare anche il palato. Il tutto nella nuova sede della Fondazione Ugo Spirito, nel cuore dei Parioli.

Gli ingressi sono gratuiti, con libera offerta per il sostegno delle Istituzioni promotrici.

Ad ogni incontro seguirà un dessert.