Chi siamo

ManifestoRicordo2014

Il Comitato 10 Febbraio (www.10febbraio.it), sorto successivamente alla promulgazione della Legge 92 del 30 marzo 2004 istitutiva del Giorno del Ricordo, raccoglie soprattutto cittadini italiani che, pur senza avere un legame diretto o famigliare con le tragedie delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, si accostano con particolare sensibilità a queste pagine di storia patria.

Presente con i suoi Comitati in molte regioni d’Italia (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia – Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna), il C10F collabora con altre associazioni culturali, scuole ed amministrazioni locali interessate a svolgere momenti di approfondimento sulla storia del confine orientale italiano.

Per non dimenticare è fondamentale che i più giovani studino la storia con le sue luci e le sue ombre, con le contraddizioni e le vergogne, perché è proprio agli studenti di oggi che è dato il compito di non dimenticare mai più e di riattaccare le pagine strappate dal grande libro della storia nazionale.

Tuttavia non sono al centro delle nostre attività solamente le dinamiche che condussero al massacro di 20.000 connazionali durante la stagione di terrore delle Foibe ed al successivo Esodo di 350.000 istriani, fiumani e dalmati, bensì anche la storia complessiva dell’italianità nell’Adriatico orientale e le prospettive per la salvaguardia dell’identità italiana in quelle terre.

Nostro intento, infatti, è quello di fiancheggiare le associazioni della diaspora giuliano-dalmata nella sensibilizzazione e nell’informazione dell’opinione pubblica sulla storia plurisecolare di una regione italiana di confine, da sempre connessa per lingua, cultura e tradizioni con la penisola italica.

In continuità con questa storia, che parla anche di convivenza con altri popoli e culture fino alla stagione degli opposti nazionalismi della seconda metà dell’Ottocento, è nostro intento interfacciarci con le Comunità degli Italiani ancora presenti in loco, al fine di riallacciare un legame culturale in nome di una riscoperta identitaria.

Si tratta dell’identità italiana dell’Adriatico orientale, che affonda le sue radici nell’Arena di Pola e nel Palazzo di Diocleziano a Spalato, fiorisce nei leoni di San Marco che decorano chiese, fortezze e palazzi nei secoli di dominio della Serenissima Repubblica di Venezia dal Golfo di Trieste alle Bocche di Cattaro; quell’identità che venne brutalmente offesa dal regime nazionalcomunista titino, e che oggi vogliamo portare a nuovo splendore.

 

 

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