Da Trieste a Zara sulle ali degli idrovolanti

Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia

Le iniziative dedicate alla celebrazione del novantesimo anniversario del primo volo commerciale tra le due città

Ts-Za

 

Sono passati novant’anni – era il 1927 – da quando gli idroplani della Società italiana servizi aerei (impresa fondata dalla famiglia Cosulich di Lussino nel 1921, prima leader di settore nel trasporto marittimo e poi, appunto con la Sisa, anche in quello aereo) effettuarono il primo volo commerciale sulla tratta da Trieste a Zara. Un anniversario simbolico, celebrato con una serie di iniziative che ne hanno sottolineato la rilevanza, storica e non solo.

Innanzitutto una rievocazione, svoltasi ai primi di maggio. In quell’occasione, come racconta Furio Baldassi su Il Piccolo, un Cessna 206, pilotato da Egidio Braicovich – che ha volato sulla stessa rotta ed alla stessa velocità e quota degli idroplani del 1927 – ha trasportato, appunto da Trieste a Zara (e ritorno), una delegazione composta, tra gli altri, da Damir Murkovic, presidente della comunità croata della città italiana, che ha tenuto a sottolineare l’importanza simbolica della manifestazione, che “rafforza i legami” tra terre che “in tempi non lontani erano unite da linee come questa”.

A completare il programma delle celebrazioni, un annullo filatelico all’I.R.C.I. presso il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana Dalmata; una conferenza dedicata a Gianni Widmer, pioniere italiano del volo (ottenne il brevetto di pilota nel giugno del 1911 e poco dopo effettuò il raid Grado – Trieste; nel 1912, inoltre, compì per primo il volo da Trieste a Venezia attraversando direttamente l’Adriatico. Poi nel 1914, realizzò il suo sogno di raggiungere Roma; fu anche collaudatore di idrovolanti per conto dei fratelli Cosulich); una mostra fotografica, al Museo istriano, sul rapporto di Trieste con il mondo degli idrovolanti, organizzata dall’associazione Mare Cielo Gianni Widmer in collaborazione con l’Irci e la Fondazione Fincantieri. Esposizione questa molto particolare, “nata – scrive il direttore dell’Irci Piero Delbello su Il Piccolo – dallo sviluppo di una ricerca che ha portato al recupero di una sequenza di fotografie e cartoline d’epoca a testimonianza del l’attività della nostrana compagnia aerea dai primordi agli sviluppi massimi del finire degli anni ’30”. Una compagnia, quella della famiglia Cosulich, che ha rappresentato “un’eccellenza produttiva in grado di conquistare importanti primati tecnici e di volo”.

E ancora conferenze (tra esse “Uomini con le ali: Filippo Zappata e Mario Stoppani”, a cura di Carlo d’Agostino e Rino Romano, con il contributo di Isabella Stoppani), incontri, presentazioni di libri e rassegne, come quella sull’epopea dei Cant tra le due guerre mondiali. Il tutto a dimostrazione che dalla storia di quelle italianissime terre possono arrivare – sottolinea Ilaria Rocchi su La Voce del Popolo Quotidiano Italiano dell’Istria e del Quarnero – “linfa vitale” ed “energie positive”, volte a creare “nuove possibilità”. E a rinsaldare legami “tra città che si affacciano su un mare comune, immergendosi in quella grande Cultura, intesa nel senso più ampio del termine, che hanno prodotto nel corso dei secoli”.

Stella Spada 

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