Entra nel vivo il progetto “Piemonte d’Istria – rivoluzione culturale”

Il 18 febbraio scorso, presso la prestigiosa sede della Società “Dante Alighieri” di Roma, è stato presentato, nel fitto calendario di iniziative che ogni anno caratterizzano sempre di più il Giorno del Ricordo, il progetto “Piemonte d’Istria – Rivoluzione culturale” che avrà per centro la rinnovata scuola dell’antica località istriana.

Il Comitato 10 Febbraio ha aderito all’iniziativa proposta da Antonio Ballarin, Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli. Il Giorno del Ricordo è un appuntamento in cui il Comitato 10 Febbraio, in accordo e in sostegno con le altre associazioni di esuli e patriottiche, si impegna nella promozione e nell’organizzazione di conferenze e iniziative culturali finalizzate a diffondere il più possibile la conoscenza delle tragiche vicende delle Foibe e dell’Esodo, i loro antefatti e le loro conseguenze. Ma il ruolo delle nostre associazioni non può limitarsi a questo: la ricorrenza deve servire anche a ricordare e a far conoscere, a quanti ancora le ignorano, le millenarie radici dell’italianità nell’Adriatico orientale e a lanciare sfide e progetti atti a non far sfiorire il patrimonio culturale italiano ancora presente nella regione istriana, nel Quarnaro e in Dalmazia, patrimonio rappresentato dalle comunità di italiani che ancora permettono che tra Capodistria e Cattaro si parli la lingua di Dante. Infatti, mentre cresce il numero di scolaresche e comitive che da tutta Italia giungono in visita al Centro di Documentazione della Foiba di Basovizza presso Trieste, cresce anche la necessità di fornir loro maggiori informazioni e notizie sulla storia e la cultura della Venezia Giulia e non soltanto di un tragico periodo storico, esplorando direttamente quelle terre che oggi non fanno più parte dello Stato italiano ma in cui “anche le pietre parlano italiano”.

Ristrutturata grazie a dei fondi europei, la scuola di Piemonte d’Istria è stata pertanto individuata come punto di riferimento attorno al quale far ruotare la riscoperta della storia, delle tradizioni e dei prodotti di questo spicchio d’Italia oggi diviso tra Slovenia e Croazia, ma che si approssima a riacquistare omogeneità e unità nella cornice dell’Unione Europea.

Una scuola, simbolo per eccellenza della trasmissione della cultura e del sapere, rimasta vuota dopo l’Esodo che ha stravolto il tessuto sociale istriano dopo la Seconda Guerra Mondiale, potrà adesso riaprire i battenti e diventare un polo culturale internazionale, integrante le diversità e capace, a partire dalla storia di queste martoriate terre, di insegnare tolleranza, rispetto reciproco e convivenza tra popoli e culture, come è sempre stato nella Venezia Giulia prima dello scoppio degli opposti nazionalismi.

La presenza sul territorio, i contatti con scuole, associazioni ed enti locali e l’entusiasmo dei dirigenti e militanti: queste sono le risorse che il Comitato 10 Febbraio ha messo innanzitutto a disposizione del progetto.

Già prima della conferenza stampa di presentazione del progetto vi erano stati incontri ed appuntamenti, durante i quali il progetto è stato illustrato a potenziali interlocutori, in Italia come in Istria; nelle settimane successive altri hanno colto la valenza del progetto cominciando anche a contribuire al “crowd-founding”, alla raccolta fondi che è stata promossa. I contributi ricevuti verranno utilizzati per far sì che l’edificio scolastico di Piemonte d’Istria assurga al ruolo di centro culturale: l’affitto della struttura da versare al Comune di Grisignana (proprietario della struttura e disposto ad accordarsi per una cifra minima), l’allestimento degli arredi interni, le spese “vive” (acqua, luce, gas), il materiale didattico ed informativo, tradotto in più lingue e adeguatamente approfondito.

A riguardo è necessario sottolineare come la gestione dei fondi ricevuti avverrà nella più completa trasparenza e pubblicità, e a tutti coloro che vorranno contribuire a questa raccolta sarà permesso di conoscere la destinazione dei fondi e le attività organizzate con essi, nello spirito di completo volontariato che da sempre caratterizza le nostre iniziative finalizzate soltanto alla difesa della nostra cultura e della nostra identità nelle terre dell’Adriatico orientale.

Ecco perché il presidente di Federesuli Antonio Ballarin, il Comitato 10 Febbraio e la Comunità degli Italiani di Cittanova d’Istria, in collaborazione con le Comunità degli Esuli hanno deciso di rilanciare la campagna a sostegno del progetto, chiedendo una donazione di 10,00 € sull’IBAN (intestato al Comitato 10 Febbraio) IT85J0832703235000000003362 con causale “Piemonte d’Istria: rivoluzione culturale”.

Si tratta, insomma, di un progetto aperto a tutti, al quale potrà partecipare liberamente chiunque voglia impegnarsi nella creazione di un punto di riferimento per la cultura italiana in Istria: esuli, “rimasti”, associazioni, comunità, circoli culturali, singoli cittadini… sono i benvenuti tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’italianità nelle nostre amate terre.

Per informazioni, contatti, idee e opinioni: info@10febbraio.it11241218_707598132685606_743885410101393846_o

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