Giornata di studi in memoria di William Klinger a Roma

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È passato poco più di un anno e mezzo da quando lo storico William Klinger è stato ucciso da un colpo di pistola negli Stati Uniti d’America, in circostanze ancora poco chiare. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto significativo nel mondo degli studiosi di storia contemporanea: le sue ricerche sulla realtà della Jugoslavia al tempo di Tito, sul confine orientale italiano e sui rapporti fra il dittatore Jugoslavo e le grandi potenze hanno contribuito a fare luce su un periodo del nostro recente passato ancora coperto da una coltre di incertezza, fatta di luoghi comuni e di incapacità di comprendere, anche a causa del difficile accesso agli archivi storici delle repubbliche ex-jugoslave.

Il giovane e promettente storico, di doppia cittadinanza croata e italiana, si laureò nel 1997 con lode all’Università di Trieste con una tesi dal titolo “Leggi e spiegazione in storia: un approccio naturalistico”. Ottenne una borsa di studio dal governo austriaco che gli permise di frequentare l’Università di Klagenfurt, nel 2001 ottenne un Master alla Central University di Budapest, e ottenne un Dottorato di Ricerca presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze, con una tesi intitolata “Negotiating the Nation. Fiume: from Autonomism to State Making”. Fra le decine di lavori scientifici pubblicati da Klinger ricordiamo “Il terrore del popolo. Storia dell’OZNA, la polizia politica di Tito” frutto di ricerche storiche e archivistiche di grande originalità. Dopo la tragica scomparsa, è stato insignito, per decisione del Consiglio Comunale della città di Fiume-Rijeka, del Gold Medallion Award “Emblema della città di Fiume” 2015, per il contributo di eccezionale importanza che ha fornito con i suoi studi alla riscoperta della storia contemporanea della città e di tutta la costa orientale dell’Adriatico.

Dopo le diverse occasioni di approfondimento circa la figura di Klinger e l’originalità dei suoi studi, la Lega Nazionale – di cui Klinger era autorevole ricercatore – e il Comitato 10 Febbraio organizzano a Roma, in collaborazione con la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, la Società di Studi Fiumani e l’associazione Radici nel Mondo, un convegno di studi, allo scopo di far conoscere e ricordare anche nella Capitale d’Italia la figura di un uomo che ha fatto della conoscenza della storia un elemento di amore per la sua terra e per l’Italia. Il convegno si svolgerà attraverso la presentazione del volume “…e se tornano i titini?”, atti dell’ultimo convegno pubblico cui partecipò Klinger, svoltosi a Trieste nel novembre 2014. Il volume raccoglie i contributi di giovani storici che approfondiscono, da diverse prospettive, il tema della travagliata contesa tra Italia e Jugoslavia sul possesso di Trieste, vista attraverso gli occhi dei tanti cittadini terrorizzati dal rischio di non poter tornare alla madrepatria.

Appuntamento giovedì 27 ottobre 2016 alle ore 18:00 presso i locali della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in Piazza delle Muse 25 nel quartiere Parioli: la data è stata scelta al fine di celebrare il ricongiungimento di Trieste all’Italia, avvenuto il 26 ottobre 1954 in seguito al Memorandum di Londra.

Interverranno importanti personalità nell’ambito della ricerca storica sul confine orientale italiano e del dialogo italo-croato: Paolo Sardos Albertini (Presidente della Lega Nazionale), Damir Grubiša (Ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma), Amleto Ballarini (Presidente della Società di Studi Fiumani), Diego Redivo (storico dell’Università Popolare di Trieste), Lorenzo Salimbeni (Segretario del Comitato scientifico del Comitato 10 Febbraio) e Fulvio Varljen (dirigente della Lega Nazionale).

Introdurranno Giuseppe Parlato (Presidente del Comitato Scientifico del Comitato 10 Febbraio, e Presidente della Fondazione Ugo Spirito) e Michele Pigliucci (Presidente del Comitato 10 Febbraio).

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