“PIEMONTE D’ISTRIA: RIVOLUZIONE CULTURALE”

La FederEsuli e il Comitato 10 febbraio presentano un progetto culturale con gli italiani d’IstriaPiemonte-d'-Istria---scuola---foto-Longanesi---2

Il 18 febbraio 2015, la “Federesuli” (Federazione delle Associazioni di Esuli istriani, fiumani e dalmati) e il “Comitato 10 febbraio” hanno presentato, presso la Società Dante Alighieri a Roma, il progetto “Piemonte d’Istria: una Rivoluzione culturale”, realizzato in collaborazione con la Comunità degli italiani di Cittanova d’Istria (Novigrad, in Croazia).

La conferenza è stata moderata da Carla Cace, giornalista e esule dalmata di terza generazione. Ad aprire i lavori è stato Eugenio Vender, Responsabile dei comitati esteri della Società Dante Alighieri, che ha portato i saluti del Segretario Generale Alessandro Masi esprimendo tutto l’apprezzamento per questo « progetto piccolo, ma di grande importanza».

Piemonte d’Istria (Završje in croato) è un luogo simbolo dell’esodo istriano: si tratta di un antico borgo completamente abbandonato dalla popolazione italiana dopo la II Guerra Mondiale: su 1200 abitanti, ne rimangono oggi meno di 20. La vecchia scuola del paese, recentemente ristrutturata con fondi europei, è una bellissima struttura all’ingresso del paese: il progetto prevede di trasformare questa ex-scuola in un centro culturale, che si faccia promotore del dialogo tra gli italiani delle due sponde dell’adriatico e le altre etnie che vivono e prosperano oggi su quella terra.

«Abbiamo convocato questa conferenza per presentare il primo progetto realizzato dalle associazioni italiane in collaborazione con gli italiani ancora residenti in Istria» ha affermato Antonio Ballarin, presidente di Federesuli. «Sono più emozionato oggi di quando ho celebrato il ‘Giorno del Ricordo’ alla Camera dei Deputati. Oggi come figlio di esuli e come presidente della Federesuli ho il piacere di inaugurare un sogno chiamato ritorno. Non si tratta di un progetto revanscista e aggressivo, ma al contrario un progetto che intende chiudere la pagina di odio etnico per fare di questo piccolo borgo istriano un esempio di dialogo fra italiani di diverse culture ed altre culture ancora, e un luogo dove difendere e raccontare la millenaria storia degli italiani dell’Adriatico orientale».

« L’Europa senza confini offre nuove opportunità per la difesa di un’identità italiana che in Istria ancora esiste» ha affermato Michele Pigliucci, presidente del Comitato 10 Febbraio «Oggi da Trieste si può andare a Piemonte d’Istria senza incontrare alcun confine: è un’opportunità importante per superare il semplice ricordo delle tragedie del Novecento, raccontando invece le grandi prospettive legate alla presenza di una componente italiana storica nell’Adriatico orientale. Dobbiamo trasformare il 10 febbraio in un giorno vivo e attuale, in grado di raccontare alle generazioni che verranno la storia di una terra accogliente per ogni cultura ed abitata da italiana da duemila anni».

«La nostra identità verrà valorizzata attraverso la creazione di un polo culturale, didattico e museale che si propone di raccogliere documenti e testimonianze sia di chi è dovuto fuggito settanta anni fa, sia di chi è rimasto in Istria continuando a difendere – tra mille difficoltà – l’identità italiana» ha aggiunto Glauco Bevilacqua, presidente della Comunità degli Italiani di Cittanova d’Istria (Novigrad).

«Il progetto prevede il lancio di una raccolta fondi, per coprire le spese di affitto e gestione della struttura: poi intendiamo proporre alle scuole di tutta Italia di portare i propri ragazzi in gita scolastica in Istria, per scoprire che in questa terra splendida si parla ancora italiano» ha concluso Alessandro Altin, responsabile del progetto.

 

Per informazioni:

  • Antonio Ballarin 345/8127913
  • Michele Pigliucci 339/ 8224392

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