In viaggio per trovare Ricordo e Memoria

Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia 

L’iniziativa della provincia di Lecce dedicata ai giovani

FdB

Le politiche giovanili sono spesso relegate in ultimo piano, nonostante siano il tema principale, insieme al lavoro, di ogni programma e spot elettorale. Prova ne è che tale delega viene sovente assegnata in via residuale agli eletti con meno potere politico. Sembra trattarsi, insomma, di un’eterna promessa, soprattutto al Sud, dove i giovani sono costretti a scappar via, schiacciati da un tasso di disoccupazione record in Europa.

Eppure ci sono storie di impegno sociale e volontà politica che lasciano un segno indelebile nella vita delle persone, a livello culturale e sociale. Come quando, nel 2011, un ragazzo di 23 anni propone ad un Assessore Provinciale di realizzare un viaggio per far conoscere pezzi di storia Patria taciuti, fondamentali per soddisfare un’esigenza culturale e per stimolare un sentimento d’amore verso la propria Terra.

L’argomento dell’iniziativa sono gli orrori perpetrati dai regimi totalitari del Novecento, con particolare riferimento all’esodo giuliano-dalmata e alle Foibe. Vicende che ancora oggi incontrano resistenze nel riconoscimento e nella ricostruzione dei fatti da parte di negazionisti, riduzionisti e giustificazionisti.

Nasce così, con il sostegno degli allora assessore alle Politiche Giovanili Bruno Ciccarese e al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il progetto “La Memoria e il Ricordo”, un viaggio tra luoghi come Basovizza, San Saba, Redipuglia, il Centro Raccolta Profughi di Padriciano e i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau in Polonia.

L’iniziativa, di per sé, non avrebbe nulla di straordinario se non vivessimo in una società attenta verso qualsiasi angolo del mondo purché non sia casa nostra ed in cui, soprattutto, si viene accusati di apologia di fascismo per ogni impegno che sia per la propria Patria.

Esiste poi un’ulteriore aggravante, quella a carico di una certa classe politica che ha inteso ad arte creare una contrapposizione storica fra Shoah e Foibe. Come se ci fosse differenza fra vittime di violenza. Come se esistesse su questa Terra una differenza tra sciagure che vanno commemorate e altre che non hanno tale diritto. L’intento di scardinare questa mentalità con “La Memoria e il Ricordo” ha incontrato sin da subito impedimenti da parte di pseudo movimenti culturali (quasi tutti rigorosamente con oggetto sociale improntato sul principio di democrazia e rispetto delle idee altrui) e amministratori poco illuminati e più attenti a coltivare sacche di voti piuttosto che donare un’opportunità di crescita culturale ai propri concittadini.

Il progetto però è andato avanti e già più di settecento giovani – altri lo faranno a marzo con la nuova edizione del viaggio – con il sostegno economico di Provincia e Comuni aderenti e grazie principalmente allo sforzo di volontari, hanno conosciuto luoghi che non avrebbero probabilmente mai visitato ed hanno potuto toccare con mano vicende colpevolmente celate che racchiudono l’essenza, nel bene e nel male, di una nazione.

Negli anni, le collaborazioni con il Comitato 10 Febbraio (in particolare con Emanuele Merlino autentico collante e propulsore culturale) e con Federesuli (nelle persone del Presidente Antonio Ballarin e dell’instancabile Alessandro Altin) hanno poi permesso di arricchire ed impreziosire l’esperienza grazie a testimonianze dirette e visite in luoghi ancora non facilmente accessibili e conosciuti al grande pubblico.

In una società in cui la velocità e la superficialità scandiscono i tempi dell’esistenza, testimonianze come questa hanno l’intento di stimolare da un lato i giovani ad essere curiosi ed a costruire una propria coscienza, con valori concreti e basati sulla conoscenza e dall’altro lato la classe politica ad avere più visione e coraggio nell’affermare le proprie idee basandole sulla creazione di opportunità per i cittadini, indipendentemente dalle fazioni politiche, ammesso che ancora esistano. Perché fare cultura, andare oltre gli schemi, si può. Anche se Leuca e Trieste sembrano davvero tanto lontane. Basta l’impegno, il coraggio per provare e la volontà di non arrendersi.

Alberto Antonio Capraro

“PIEMONTE D’ISTRIA: RIVOLUZIONE CULTURALE”

La FederEsuli e il Comitato 10 febbraio presentano un progetto culturale con gli italiani d’IstriaPiemonte-d'-Istria---scuola---foto-Longanesi---2

Il 18 febbraio 2015, la “Federesuli” (Federazione delle Associazioni di Esuli istriani, fiumani e dalmati) e il “Comitato 10 febbraio” hanno presentato, presso la Società Dante Alighieri a Roma, il progetto “Piemonte d’Istria: una Rivoluzione culturale”, realizzato in collaborazione con la Comunità degli italiani di Cittanova d’Istria (Novigrad, in Croazia).

La conferenza è stata moderata da Carla Cace, giornalista e esule dalmata di terza generazione. Ad aprire i lavori è stato Eugenio Vender, Responsabile dei comitati esteri della Società Dante Alighieri, che ha portato i saluti del Segretario Generale Alessandro Masi esprimendo tutto l’apprezzamento per questo « progetto piccolo, ma di grande importanza».

Piemonte d’Istria (Završje in croato) è un luogo simbolo dell’esodo istriano: si tratta di un antico borgo completamente abbandonato dalla popolazione italiana dopo la II Guerra Mondiale: su 1200 abitanti, ne rimangono oggi meno di 20. La vecchia scuola del paese, recentemente ristrutturata con fondi europei, è una bellissima struttura all’ingresso del paese: il progetto prevede di trasformare questa ex-scuola in un centro culturale, che si faccia promotore del dialogo tra gli italiani delle due sponde dell’adriatico e le altre etnie che vivono e prosperano oggi su quella terra.

«Abbiamo convocato questa conferenza per presentare il primo progetto realizzato dalle associazioni italiane in collaborazione con gli italiani ancora residenti in Istria» ha affermato Antonio Ballarin, presidente di Federesuli. «Sono più emozionato oggi di quando ho celebrato il ‘Giorno del Ricordo’ alla Camera dei Deputati. Oggi come figlio di esuli e come presidente della Federesuli ho il piacere di inaugurare un sogno chiamato ritorno. Non si tratta di un progetto revanscista e aggressivo, ma al contrario un progetto che intende chiudere la pagina di odio etnico per fare di questo piccolo borgo istriano un esempio di dialogo fra italiani di diverse culture ed altre culture ancora, e un luogo dove difendere e raccontare la millenaria storia degli italiani dell’Adriatico orientale».

« L’Europa senza confini offre nuove opportunità per la difesa di un’identità italiana che in Istria ancora esiste» ha affermato Michele Pigliucci, presidente del Comitato 10 Febbraio «Oggi da Trieste si può andare a Piemonte d’Istria senza incontrare alcun confine: è un’opportunità importante per superare il semplice ricordo delle tragedie del Novecento, raccontando invece le grandi prospettive legate alla presenza di una componente italiana storica nell’Adriatico orientale. Dobbiamo trasformare il 10 febbraio in un giorno vivo e attuale, in grado di raccontare alle generazioni che verranno la storia di una terra accogliente per ogni cultura ed abitata da italiana da duemila anni».

«La nostra identità verrà valorizzata attraverso la creazione di un polo culturale, didattico e museale che si propone di raccogliere documenti e testimonianze sia di chi è dovuto fuggito settanta anni fa, sia di chi è rimasto in Istria continuando a difendere – tra mille difficoltà – l’identità italiana» ha aggiunto Glauco Bevilacqua, presidente della Comunità degli Italiani di Cittanova d’Istria (Novigrad).

«Il progetto prevede il lancio di una raccolta fondi, per coprire le spese di affitto e gestione della struttura: poi intendiamo proporre alle scuole di tutta Italia di portare i propri ragazzi in gita scolastica in Istria, per scoprire che in questa terra splendida si parla ancora italiano» ha concluso Alessandro Altin, responsabile del progetto.

 

Per informazioni:

  • Antonio Ballarin 345/8127913
  • Michele Pigliucci 339/ 8224392

PIEMONTE D’ISTRIA: RIVOLUZIONE CULTURALE

COMUNICATO STAMPA
IL 18 FEBBRAIO ALLA DANTE ALIGHIERI PRESENTAZIONE
PROGETTO
“PIEMONTE D’ISTRIA: RIVOLUZIONE CULTURALE”
in collaborazione con
COMITATO 10 FEBBRAIO E COMUNITÀ DEGLI ITALIANI DI CITTANOVA

Roma, 16 febbraio 2015 – Il progetto “Piemonte d’Istria: Rivoluzione Culturale”, una vera e propria rivoluzione culturale nei rapporti tra le due sponde dell’Adriatico dopo i drammatici fatti del Secondo Conflitto Mondiale sfociati nel dramma delle Foibe e del conseguente Esodo, sarà presentato nella prestigiosa cornice della Società Dante Alighieri, sita in piazza Firenze 27 a Roma, il prossimo mercoledì 18 febbraio alle ore 11:30.
Un progetto di “Identità e Multiculturalità”
Piemonte d’Istria – Zavrsje in croato – è una frazione di Grisignana, antico insediamento romano e poi istro-veneto ubicato in Croazia a pochi chilometri dal confine con la Slovenia, in una zona, quella del Buiese, ad alta densità di popolazione di lingua italiana, come del resto tutta la regione istriana.
Nella cittadina prima del 1947 vivevano circa 1.200 persone mentre oggi, a causa dei drammi che l’Istria ha vissuto durante e dopo la guerra, la popolazione si è ridotta a una decina di unità. L’abitato, attualmente quasi del tutto abbandonato, è al centro di alcuni programmi di recupero finanziati anche dall’Italia.
La vecchia scuola del paese, a causa dell’esodo, era stata chiusa “per mancanza di bambini”.
Fino ad oggi.

Attraverso la creazione di un centro culturale polivalente nella vecchia scuola, totalmente ristrutturata, luogo simbolo per eccellenza della nostra Cultura, si farà rinascere quel futuro che le violenze della guerra hanno cercato di cancellare, in un’ottica di superamento e pacificazione: un punto di incontro tra studenti e persone di diverse nazionalità che hanno come fine il racconto della storia della comunità degli italiani di Istria e Dalmazia, la loro epopea storica e sociale, la loro connessione con le altre culture, in particolare con quella croata e slovena, che popolano e prosperano nell’Adriatico nord-orientale, le connessioni culturali ed economiche ad oggi sviluppate, le loro prospettive di vita e civiltà.
Si vuole quindi “istituzionalizzare”, in piena sintonia con i principi e i valori dell’Europa unita e della GECT (Gruppo Europeo Cooperazione Territoriale) costituita nel 2012, un “punto di contatto” tra gli italiani d’Istria e gli italiani in madre patria, al fine di valorizzare tutte quelle sinergie che possono nascere tra genti che hanno radici comuni all’interno della comune casa Europea, ovviamente nel rispetto delle differenze e delle specificità proprie che, la penisola istriana, ha comunque sviluppato a seguito delle vicende storiche che l’hanno vista protagonista negli anni.
La gestione del centro sarà a cura della Comunità degli Italiani di Cittanova – Zajednica Talijana Novigrad. Una realtà istituzionale croata composta da cittadini croati di lingua e cultura italiana.
La raccolta fondi per la gestione del sito, l’organizzazione di eventi e i rapporti con le realtà italiane partecipanti al progetto sarà a cura del Comitato 10 Febbraio che da anni in Italia, e all’estero, si occupa di preservare e divulgare la cultura italiana presente da millenni sulle sponde dell’Adriatico.
Alla conferenza stampa interverranno: Dott. Alessandro Masi, Segretario Generale Società Dante Alighieri; Dott. Antonio Ballarin, Presidente FederEsuli; Dott. Glauco Bevilacqua, Presidente Comunità degli Italiani di Cittanova; Dott. Michele Pigliucci, Presidente Comitato 10 Febbraio; Alessandro Altin, responsabile dei rapporti transfrontalieri del progetto. Modererà la giornalista Carla Isabella Elena Cace.