Seconda edizione del Premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio”

Mercoledì 27 giugno la premiazione in Campidoglio

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Il premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio”, fortemente voluto dal Comitato 10 Febbraio – associazione di promozione sociale che da oltre dieci anni si occupa delle celebrazioni della ricorrenza del Giorno del Ricordo e di divulgazione della storia dell’italianità nell’Adriatico orientale-, giunge alla seconda edizione. La prima ha visto la consegna del premio, lunedì 21 dicembre 2015 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, a Simone Cristicchi e Jan Bernas, a riconoscimento della meritoria opera divulgativa svolta attraverso lo spettacolo teatrale “Magazzino 18” che tratta proprio del dramma dell’esodo istriano, giuliano e dalmata. Sia l’artista romano che il ricercatore storico e giornalista sono intervenuti alla cerimonia.

Quest’anno la decisione unanime dell’Associazione è stata quella di insignire del premio l’avv. Lucio De Priamo, il quale ha svolto un’opera fondamentale nella divulgazione della storia del Confine orientale attraverso la diffusione di filmati censurati della settimana Incom del 1945, in cui vi sono le riprese dei recuperi di salme nelle foibe del Carso triestino. Si tratta di filmati che oggi gli italiani conoscono, ma senza i quali sarebbe mancato un tassello testimoniale fondamentale per il ricordo di queste pagine di storia patria.

La premiazione avrà luogo mercoledì 27 giugno alle ore 18:00 presso la Sala del Carroccio del Comune di Roma, in Piazza del Campidoglio 8; interverranno Michele Pigliucci (Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio), Antonio Ballarin (Presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati), Guido Cace (Presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata) e Lucio De Priamo.

 

L’Ufficio stampa
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La Regione Toscana offende i martiri delle foibe

Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia

Il progetto delle istituzioni locali affidato agli Istituti della Resistenza. Escluse le organizzazioni di Esuli

 

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Fa discutere – non poco – l’incredibile decisione della regione Toscana che, a proposito di una pagina della storia del nostro Paese altamente drammatica come la tragedia delle foibe e dell’esodo, ha scelto di affidare il progetto dedicato agli studenti all’Istituto storico della Resistenza, escludendo le associazioni di esuli istriani, fiumani e dalmati, che invece avrebbero a pieno titolo e per esperienza diretta la competenza necessaria per trattare un argomento tanto delicato. Un modo di “riscrivere la storia” che assume il sapore folle e amaro di una rivalsa ideologica che sa di pregiudizio e mistificazione.

Il programma prevede una Summer school di formazione per venticinque docenti (svoltasi dal 22 al 25 agosto) e, a febbraio, un viaggio studio in loco con gli studenti. Ai quali dunque verrà raccontato qualcosa che ha ben poco a che vedere con la verità. Anche perché secondo quanto emerso in rete, a curare l’agenda dell’evento è la discussa Alessandra Kersevan. Una secondo cui “commemorare i morti nelle foibe significa sostanzialmente commemorare i rastrellatori fascisti e i collaboratori dei nazisti”.

Molte, sulla questione, le voci critiche. Tra esse quella di Giovanni Donzelli (FdI), secondo cui “organizzare un evento del genere senza coinvolgere associazioni di riferimento è grottesco, oltre che evidentemente strumentale. Ancora una volta la sinistra dimostra di non credere nella memoria condivisa e di essere ostaggio degli integralisti dell’antifascismo anche quando l’antifascismo non c’entra. La Regione ha il dovere di onorare la memoria delle Foibe, fatto storico che ha provocato l’occultamento di migliaia di cadaveri italiani, militari e civili, trucidati dall’esercito e dai partigiani comunisti”.

Quanto poi alle Associazioni culturali vicine o contigue al mondo dell’Esodo giuliano-dalmata. il presidente di Federesuli ha inviato una lettera al governatore Enrico Rossi e alle massime cariche istituzionali dello Stato, in cui si sottolinea “con rammarico ed una certa amarezza” l’esclusione. Scrive Antonio Ballarin: “nonostante il paziente lavoro di testimonianza volto a costruire, a dare visione futura, a riconciliare, a far capire che senza memoria non vi è futuro e senza coscienza del male non vi è possibilità di vita, resta sempre un alone di discriminazione che è duro a morire e che aleggia sul mondo dell’Adriatico orientale”. Ed aggiunge che “in questi anni le celebrazioni per il Giorno del Ricordo hanno ampiamente mostrato quale sia la direzione intrapresa da tutta la nostra gente. Non certo revanscismo e piagnistei, quanto, piuttosto testimonianza, memoria, prospettiva, generazione etica”.

A riprova di tutto questo, il presidente ricorda il Gruppo Lavoro per la conoscenza della storia degli Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, coordinato dal Miur ed attivo dal 2009, che “ogni anno istituisce seminari di carattere Nazionale ai quali partecipano circa 150 docenti, oltre ad un concorso nazionale per le scuole di ogni ordine e grado”. Un gruppo a cui tra l’altro proprio le Associazioni degli esuli invitarono rappresentanti di vari Istituti Storici per la Resistenza, “manifestando, in questo modo, una propensione decisamente opposta al settarismo, ben consci che senza la verità storica non è possibile nemmeno la giustizia”.

Quindi la conclusione: “l’amarezza espressa in questa lettera è proprio causata dal fatto che l’Istituzione dal Lei guidata, con la scelta di non includere alcune realtà culturali vicine o derivanti dal mondo dell’Esodo, mostra una preclusione aprioristica che non gioverà alla costruzione di una società migliore, ma creerà distorsioni interpretative e, in ultima analisi, divisione, lì dove invece, occorrerebbe agire con senso di responsabilità”.

 

Cristina Di Giorgi

In viaggio per trovare Ricordo e Memoria

Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia 

L’iniziativa della provincia di Lecce dedicata ai giovani

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Le politiche giovanili sono spesso relegate in ultimo piano, nonostante siano il tema principale, insieme al lavoro, di ogni programma e spot elettorale. Prova ne è che tale delega viene sovente assegnata in via residuale agli eletti con meno potere politico. Sembra trattarsi, insomma, di un’eterna promessa, soprattutto al Sud, dove i giovani sono costretti a scappar via, schiacciati da un tasso di disoccupazione record in Europa.

Eppure ci sono storie di impegno sociale e volontà politica che lasciano un segno indelebile nella vita delle persone, a livello culturale e sociale. Come quando, nel 2011, un ragazzo di 23 anni propone ad un Assessore Provinciale di realizzare un viaggio per far conoscere pezzi di storia Patria taciuti, fondamentali per soddisfare un’esigenza culturale e per stimolare un sentimento d’amore verso la propria Terra.

L’argomento dell’iniziativa sono gli orrori perpetrati dai regimi totalitari del Novecento, con particolare riferimento all’esodo giuliano-dalmata e alle Foibe. Vicende che ancora oggi incontrano resistenze nel riconoscimento e nella ricostruzione dei fatti da parte di negazionisti, riduzionisti e giustificazionisti.

Nasce così, con il sostegno degli allora assessore alle Politiche Giovanili Bruno Ciccarese e al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il progetto “La Memoria e il Ricordo”, un viaggio tra luoghi come Basovizza, San Saba, Redipuglia, il Centro Raccolta Profughi di Padriciano e i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau in Polonia.

L’iniziativa, di per sé, non avrebbe nulla di straordinario se non vivessimo in una società attenta verso qualsiasi angolo del mondo purché non sia casa nostra ed in cui, soprattutto, si viene accusati di apologia di fascismo per ogni impegno che sia per la propria Patria.

Esiste poi un’ulteriore aggravante, quella a carico di una certa classe politica che ha inteso ad arte creare una contrapposizione storica fra Shoah e Foibe. Come se ci fosse differenza fra vittime di violenza. Come se esistesse su questa Terra una differenza tra sciagure che vanno commemorate e altre che non hanno tale diritto. L’intento di scardinare questa mentalità con “La Memoria e il Ricordo” ha incontrato sin da subito impedimenti da parte di pseudo movimenti culturali (quasi tutti rigorosamente con oggetto sociale improntato sul principio di democrazia e rispetto delle idee altrui) e amministratori poco illuminati e più attenti a coltivare sacche di voti piuttosto che donare un’opportunità di crescita culturale ai propri concittadini.

Il progetto però è andato avanti e già più di settecento giovani – altri lo faranno a marzo con la nuova edizione del viaggio – con il sostegno economico di Provincia e Comuni aderenti e grazie principalmente allo sforzo di volontari, hanno conosciuto luoghi che non avrebbero probabilmente mai visitato ed hanno potuto toccare con mano vicende colpevolmente celate che racchiudono l’essenza, nel bene e nel male, di una nazione.

Negli anni, le collaborazioni con il Comitato 10 Febbraio (in particolare con Emanuele Merlino autentico collante e propulsore culturale) e con Federesuli (nelle persone del Presidente Antonio Ballarin e dell’instancabile Alessandro Altin) hanno poi permesso di arricchire ed impreziosire l’esperienza grazie a testimonianze dirette e visite in luoghi ancora non facilmente accessibili e conosciuti al grande pubblico.

In una società in cui la velocità e la superficialità scandiscono i tempi dell’esistenza, testimonianze come questa hanno l’intento di stimolare da un lato i giovani ad essere curiosi ed a costruire una propria coscienza, con valori concreti e basati sulla conoscenza e dall’altro lato la classe politica ad avere più visione e coraggio nell’affermare le proprie idee basandole sulla creazione di opportunità per i cittadini, indipendentemente dalle fazioni politiche, ammesso che ancora esistano. Perché fare cultura, andare oltre gli schemi, si può. Anche se Leuca e Trieste sembrano davvero tanto lontane. Basta l’impegno, il coraggio per provare e la volontà di non arrendersi.

Alberto Antonio Capraro

La Corsa del Ricordo raddoppia

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Articolo pubblicato su Il Giornale d’Italia

Il 12 febbraio si svolgerà la quarta edizione a Roma e da quest’anno un nuovo traguardo: l’esordio nel capoluogo giuliano il 17 settembre

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Alla Sala Rossa delle Piscine del Foro Italico l’ASI ha presentato il programma della Corsa del Ricordo 2017, che grazie alla collaborazione avviata dalle Associazioni Sportive e sociali Italiane con la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati quest’anno avrà luogo anche a Trieste.

Il Presidente nazionale dell’ASI Claudio Barbaro ha esordito dicendosi molto lieto della collaborazione instaurata con il Comune di Trieste e la Bavisela, associazione sportiva triestina molto nota nell’ambito dell’atletica leggera per la sempre impeccabile organizzazione dell’omonima maratona, un ormai tradizionale appuntamento del maggio triestino capace di coinvolgere migliaia di partecipanti, fra corsa competitiva e non competitiva.

Il presidente della FIDAL Lazio Fabio Martelli ha portato il saluto del presidente nazionale Alfio Giomi e, assicurando agli organizzatori della Corsa tutto il supporto logistico necessario, si è rammaricato del fatto che spesso ci dimentichiamo di essere italiani e dei valori patriottici: un evento come questo può migliorarci in tal senso.

“La Corsa del Ricordo è un veicolo importantissimo per trasmettere la memoria – ha proseguito il Presidente di FederEsuli Antonio Ballarin – ed è importante che alla manifestazione di Roma, in cui si verificò un forte insediamento di esuli, si sia aggiunta quella di Trieste, località che presenta la maggior concentrazione di esuli in tutta Italia”. Ballarin ha quindi spiegato che a Trieste si correrà il 17 settembre per commemorare il settantennale dell’entrata in vigore effettiva del Trattato di Pace, risalente al 15 settembre 1947.

In rappresentanza del presidente Nicola Zingaretti, Roberto Tavani ha ribadito il sostegno della Regione Lazio alla realizzazione di questa manifestazione, la quale consente di conoscere le strade e la gente del Quartiere Giuliano-Dalmata, che a suo tempo accolse migliaia di profughi connazionali. Quanto all’amministrazione Raggi e a quella del Municipio, il riscontro è stato finora irrilevante. E’ invece intervenuto con un messaggio di saluto l’ex sindaco Gianni Alemanno, sotto il cui mandato avvenne la prima edizione della Corsa del Ricordo e si definirono i dettagli per l’inaugurazione della Casa del Ricordo.

Commosso l’intervento dell’Assessore allo sport e cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi, profugo all’età di sei anni da Umago, nell’Istria oggi croata: “Dopo decenni di silenzio per opportunità politica – ha affermato – va elogiata la sensibilità dimostrata dagli organizzatori, i quali hanno dimostrato che anche lo sport può essere importante per ricordare. Colgo l’occasione per ringraziare anche Roberto Menia, primo firmatario della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, e garantisco l’impegno della giunta che rappresento per rendere la Corsa del Ricordo un appuntamento fisso pure a Trieste”.

Andrea Blandino di GEB Software ha quindi presentato la rinnovata veste grafica del sito www.corsadelricordo.it (con contenuti anche di carattere storico e culturale voluti dall’art director Fabio Argentini) ed il nuovo logo della Corsa.

Il presidente regionale dell’ASI Luca Cipolletti si è dichiarato emozionato nel presentare questa quarta edizione di Roma, che prevede il consueto circuito nel Quartiere Giuliano-Dalmata, mentre riguardo il tracciato triestino si sta studiando un percorso imperniato sulla Foiba di Basovizza. Il suo omologo del Friuli Venezia Giulia Enzo Esposito ha quindi evidenziato il valore aggiunto che la macchina organizzativa della Bavisela (in sala c’era il presidente Fabio Carini) conferirà alla corsa triestina.

È stato infine portato un messaggio di saluto da parte di Donatella Schürzel, presidente del Comitato provinciale di Roma e vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ed hanno manifestato la vicinanza del mondo giuliano-dalmata all’evento Carla Cace (Comitato 10 Febbraio), Marino Micich (Archivio Museo Storico di Fiume) e Roberto Sancin (Associazione Triestini e Goriziani a Roma e Giuliani nel Mondo).

 

Lorenzo Salimbeni