Presentazione di “Foiba rossa” a Pomezia

Giovedì 8 marzo alle ore 17:00 presso la Biblioteca comunale di Pomezia (RM) il Comitato 10 Febbraio di Pomezia ospiterà Emanuele Merlino, l’autore, insieme al disegnatore Beniamino Delvecchio, del fumetto “Foiba rossa. Norma Cossetto storia di un italiana” (Ferrogallico, Milano 2018).

L’iniziativa avrà luogo volutamente il giorno della Festa delle donne, poiché vogliamo ricordare questo caso di femminicidio ed il martirio della giovane studentessa istriana in nome dell’italianità aggredita dai partigiani comunisti di Tito.

 

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Una graphic novel dedicata a Norma Cossetto

“Foiba rossa”: sceneggiatura di Emanuele Merlino e disegni di Beniamino Delvecchio

Pubblicato su Il Giornale d’Italia 

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Verrà presentato martedì 6 febbraio a Roma il fumetto che la casa editrice Ferrogallico, in collaborazione con il Comitato 10 Febbraio, la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati e l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha dedicato a una delle pagine più rappresentative della tragedia delle foibe istriane: “Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana”.

Due gli appuntamenti in programma: alle 17:30 presso la Sala Regina della Camera dei Deputati e alle 21:30 presso la sede del Comitato 10 Febbraio e della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice in Piazza delle Muse 25 come primo appuntamento nel 2018 della rassegna i Dessert delle Muse.

Norma Cossetto, studentessa di 23 anni, fu torturata, violentata ed infoibata nelle giornate di settembre del 1943 da partigiani nazionalcomunisti “titini”. Sono passati più di 70 anni. Le indescrivibili violenze anti-italiane in Istria, che culminarono in due fiammate tremende fatte di deportazioni, uccisioni sommarie, sevizie, annegamenti, infoibamenti – la prima, nei mesi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943 e la seconda, con la fine della guerra nel 1945 – costarono la vita ad oltre 10.000 italiani. Questa storia è una storia di frontiera, di confine, di un estremo angolo d’Italia che per anni, per decenni è stata colpevolmente ignorata. Una storia che, oggi, diventa un fumetto. Forse, ci volevano proprio dei disegni per raccontare questa storia senza paura, senza la paura di chiamare con il loro nome gli aguzzini di Norma, gli invasori dell’Istria, gli autori delle disumane, quanto ingiustificate, violenze perpetrate sulla popolazione italiana. La storia è lì. E una storia di frontiera, una storia di confine ed è una storia che parla italiano.

All’interno sono presenti i contributi storico-letterari dei presidenti di FederEsuli, Antonio Ballarin, dell’ANVGD, Renzo Codarin, e del Comitato 10 Febbraio, Michele Pigliucci, nonché dei dirigenti nazionali del C10F Carla Isabella Elena Cace e Lorenzo Salimbeni, con il contributo cartografico di Emanuele Mastrangelo, che i lettori del mensile StoriaInRete apprezzano per la sua chiarezza e precisione.

Il fumetto sarà in tutte le edicole dal 7 febbraio – in allegato con Il Giornale – e dal 10 in tutte le librerie Mondadori e gli store online.

L’autore teatrale ed operatore culturale Emanuele Merlino ha saputo sintetizzare con efficacia la vicenda umana di Norma, giovane vittima di un femminicidio dalle tinte politiche, frutto di un nazionalismo esasperato che agiva occultato dietro la bandiera rossa che i partigiani jugoslavi capeggiati da Josip Broz Tito ostentavano. Da Diabolik a vicende ambientate nel selvaggio West, le chine di Beniamino Delvecchio sono d’altro canto ben note agli appassionati del genere graphic novel ed hanno garantito una qualità assolutamente eccezionale alla pubblicazione.

«Di Norma Cossetto – spiega il presidente ANVGD Codarin – tanto è stato finora detto e scritto, ma spesso in ambiti ristretti e le potenzialità comunicative e suggestionanti di un fumetto non erano ancora state vagliate. Volendo trasmettere alle giovani generazioni la memoria di queste pagine di storia nazionale ed i nomi dei suoi martiri, ecco che immagini nitide, chiare ed essenziali come quelle delle tavole che seguono diventano uno strumento di formazione e conoscenza davvero prezioso. Di fronte allo spazio che riescono a conquistarsi ogni anno in questo periodo giustificazionisti, riduzionisti o addirittura negazionisti delle stragi delle foibe, è importante che vengano adottate nuove modalità comunicative per raggiungere nuovi segmenti di opinione pubblica e soprattutto gli studenti»

Aggiunge il numero uno di FederEsuli, Ballarin, nella sua prefazione: «Il fumetto su Norma Cossetto permette di fare luce su un fatto storico triste, avvenuto in quel contesto di odio che ha dato poi origine all’Esodo dall’Istria e dalla Dalmazia. Quella storia, tuttavia, incardinata nel contesto di un popolo che ha saputo ricostruire una dignità e che oggi riedifica una prospettiva tesa alla pace, alla concordia ed al rispetto della diversità (come quella, appunto, testimoniata dalla gente Giuliano-Dalmata), ha un seguito che si chiama speranza. Speranza in una civiltà che non abbia paura della storia passata, ma che da quella sappia mantener viva la propria identità quale valore con cui affrontare la quotidianità della propria vita»

Il C10F Pomezia presenta “Sul ciglio della foiba”

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Sul ciglio della foiba. Storie e vicende dell’italianità” (Pagine, Roma 2016)  tratta le vicende che hanno caratterizzato il confine orientale d’Italia partendo dall’epoca immediatamente precedente all’Unità d’Italia arrivando ai fatti, ben più tragici e sanguinosi, della II Guerra mondiale ed il periodo immediatamente successivo con gli eccidi compiuti da titini ai danni degli italiani accusati di essere collusi con il Fascismo e degli stessi partigiani bianchi che avevano preso parte alla lotta contro la Repubblica sociale.
Le storie narrate da Lorenzo Salimbeni (giornalista pubblicista e ricercatore storico) partono da lontano e interessano coloro che nel corso di un secolo vennero chiamati “italiani d’Austria”, irredentisti, patrioti, fascisti.
Il volume, che raccoglie interventi tenuti dall’autore nel corso di conferenze e convegni, articoli pubblicati su riviste specializzate e quotidiani on-line e diverso materiale inedito, appare molto ricco di date e nomi, come si conviene alla ricerca storica, permettendo anche al lettore meno preparato di leggere il libro senza difficoltà nel comprendere le vicende narrate e i protagonisti di quelle vicende.
“Sul ciglio della foiba” verrà presentato sabato 16 dicembre alle ore 17:00 presso l’Associazione Coloni in Piazza Indipendenza a Pomezia (RM): interverranno l’autore, Antonio Ballarin (Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati) e Rodolfo Serafini (Comitato 10 Febbraio Pomezia).

Crali e Varuna fondono la loro arte nel cosmo

A Roma un “Dessert delle Muse” per presentare l’associazione FuturCrali

Pubblicato su Il Giornale d’Italia 

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Un autore figlio dell’italianità adriatica orientale del secolo scorso e padre dell’aerofuturismo a confronto con un’icona pop odierna e surrealista: suggestioni e contaminazioni che il contenitore culturale del Dessert delle Muse ha potuto offrire giovedì scorso grazie alla sapiente regia di Carla Isabella Elena Cace, storica dell’arte e giornalista capace di ideare e proporre con successo una serata dedicata a Tullio Crali ed Elio Varuna.

Facendo gli onori di casa, il professor Giuseppe Parlato (presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, promotrice dell’evento assieme al Comitato 10 Febbraio) ha ricordato che Renzo De Felice fu tra i primi a cogliere l’importanza politica del futurismo e d’altro canto presso la Fondazione sono ospitati anche i fondi Luigi Tallarico (grande storico del futurismo) e Giano Accame, che definì “futurista” l’impresa dannunziana a Fiume.

Emanuele Merlino, Vicepresidente del Comitato 10 Febbraio, ha ricordato l’impegno del sodalizio per allargare l’interesse per le vicende delle Foibe e dell’Esodo a tutto ciò che rappresenta e descrive la bellezza millenaria della cultura italiana in Istria, Fiume e Dalmazia ed il dalmata Crali, poi trapiantato a Gorizia, costituisce uno dei casi più eclatanti in tal senso.

Come ha ricordato Carla Cace, il futurismo è stato riscoperto oltre Oceano e consacrato dalla mostra al Guggenheim e nel contesto di questa corrente artistica Crali ha composto un sottomanifesto specifico, delineando i canoni dell’aerofuturismo. E a tutela della memoria del padre, Anna Crali ha fondato grazie al supporto della figlia Vibia, affascinata dalla figura del nonno futurista, l’associazione culturale FuturCrali.

Prima di delineare il proprio percorso artistico, condizionato da un viaggio in India finalizzato ad approfondire sul campo le conoscenze maturate durante gli studi universitari, Elio Varuna ha raccontato di essersi effettivamente accostato alla conoscenza di Crali grazie al catalogo della mostra «Futurismo al confine orientale». Partendo dalla suggestione per un fuoco sacro che a Varanasi sulle rive del Gange non si spegne da 3.000 anni grazie alla dedizione di alcune famiglie, ha poi indirizzato la sua ricerca artistica, non priva di suggestioni mutuate da Hieronymus Bosch, verso «quel caos primordiale da cui tutto si è sprigionato, la deflagrazione in cui le categorie di oriente e di occidente non esistono più».

«Fuoco e terra sono gli elementi che caratterizzano l’opera varuniana – ha quindi rilevato Carla Cace – e invece aria e acqua influenzano Crali, il quale, affascinato dall’ammaraggio di un idrovolante a Zara, cominciò da giovanissimo a dipingere i velivoli dell’aeroporto di Gorizia, giungendo poi a ottenere un permesso speciale per volare sui cieli di tutta Italia per ragioni d’arte».

Nella sua visione onirica globale caratterizzata da un percorso di ricerca sui sogni lucidi, Varuna ha partorito l’icona pop “Tuti”, la quale ha poi pervaso la sua esistenza professionale e non solo. D’altro canti Crali seppe essere pop prima del pop: la Cace ha ricordato, infatti, che non ebbe paura di contaminarsi e di elaborare opere polimateriche, uscendo da tutti i canoni. Inizialmente osteggiato dalla famiglia nella sua passione artistica, Crali giunse al culmine della sua produzione a raffigurare opere “cosmiche” dedicate ai cosmonauti, capaci di proiettarsi verso l’infinito ed epigoni dei primi aviatori giunti dalla terra al cielo. «Mio padre – ha aggiunto Anna Bartolozzi Crali – fu futurista anche dopo la fine del futurismo, giungendo a questa dimensione cosmica anche perché visse l’esperienza di vedere l’uomo giungere sulla Luna»

Ed è in questo approccio cosmico che l’artista dalmata si integra e si confonde con i lavori d’avanguardia di Varuna.

Lorenzo Salimbeni

 

Rassegna stampa: Tra profondità ed essenza si snoda a Roma la presentazione dell’Associazione FuturCrali nella sede del Comitato 10 Febbraio di Roberto Cristiano http://www.progettoitalianews.net/news/tra-profondita-ed-essenza-si-snoda-a-roma-la-presentazione-dellassociazione-futurcrali-nella-sede-del-comitato-10-febbraio/ e  http://www.progettoitalianews.net/news/tra-profondita-ed-essenza-si-snoda-a-roma-la-presentazione-dellassociazione-futurcrali-nella-sede-del-comitato-10-febbraio-2/

Futurismo e avanguardia: Crali vs Varuna

Il nuovo appuntamento con i ‘Dessert delle Muse’ è per il 30 novembre alle 21.30

Pubblicato su Il Giornale d’Italia 

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Un dialogo tra avanguardia e contemporaneo, un viaggio provocatorio e a tratti irriverente come erano i futuristi, un momento di riflessione e di scambio tra componenti di arte contemporanea e grandi eredità del passato. E’ il nuovo appuntamento organizzato nell’ambito della rassegna “I Dessert delle Muse”, il contenitore culturale curato dal Comitato 10 Febbraio ideato per approfondire storia culturale e personaggi illustri che hanno avuto i natali nelle terre del Confine orientale, che giovedì 30 novembre alle 21.30, presso la sede della FondazioneUgo Spirito – Renzo De Felice in Piazza delle Muse 25 a Roma, propone “Crali vs Varuna”, una serata estremamente interessante e culturalmente molto stimolante in cui si potrà assistere all’incontro-scontro “im-possibile” tra il grande aeropittore di origini dalmate Tullio Crali e il celebre artista contemporaneo pop-surrealista Elio Varuna. Un confronto decisamente futurista e conforme sia con la sensibilità di Crali, sia con la sperimentazione di Varuna.

Nel corso della serata verrà tra l’altro presentata l’Associazione FuturCrali, che esporrà gli obiettivi della propria attività. Ovvero salvaguardare, promuovere e diffondere la storia e le opere di Tullio Crali attraverso mostre, dibattiti, seminari, presentazioni letterarie e concerti.

A moderare ed inquadrare storicamente lo stimolante percorso, la giornalista e storica dell’Arte Carla Isabella Elena Cace, che introdurrà gli interventi di Giuseppe Parlato (presidente della Fondazione Ugo Spirito – Renzo De Felice), Anna Bartolozzi Crali (Presidente dell’associazione Tullio Crali), Elio Varuna (artista, ricercatore e “viaggiatore spirituale) ed Emanuele Merlino (vicepresidente del Comitato 10 Febbraio, regista e autore).

“L’aeropittura è una declinazione pittorica del futurismo che si afferma negli anni successivi alla prima guerra mondiale come espressione del mito della macchina e della modernità, caratteristico del movimento marinettiano. E manifesta – ricorda Roberto Cristiano su Progettoitalianews.net – l’entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità dell’aeroplano”, con caratteristiche e temi guida che “si vanno precisando nel corso degli anni venti per trovare infine una codificazione nel ‘Manifesto dell’Aeropittura futurista’, redatto nel 1929” tra gli altri da Marinetti e Fortunato Depero.

Di tale corrente artistica l’artista di famiglia zaratina Tullio Crali – che aderì al futurismo intorno al 1929 – fu uno dei massimi esponenti, con opere “di tipo realistico, che combinano velocità, meccanizzazione aerea e meccanica della guerra aerea”. Marinetti scrisse di lui che “si può considerare il più grande pittore del momento, la sua serietà nel lavoro è una virtù rara nei pittori di oggi, noi aeropoeti futuristi elogiamo la meravigliosa passione per le altezze e le velocità aeree, passione che costituisce la massima garanzia del trionfo di Crali”.

Tra le sue opere più note c’è “Incuneandosi nell’abitato”, un quadro che “mostra un tuffo aereo dal punto di vista del pilota, con gli edifici sottostanti rappresentati in una prospettiva vertiginosa”. Crali fu anche un abile declamatore, organizzatore e mattatore di serate futuriste. E realizzatore di “composizioni polimateriche a soggetto cosmico e schemi di scenografie per le sue sintesi teatrali” oltre a cartelloni pubblicitari e bozzetti di moda. Un artista decisamente interessante insomma. Come lo è senz’altro Elio Varuna, che “disegna da quando sa tenere una matita in mano – si legge nella scheda biografica a lui dedicata pubblicata dal Comitato 10 febbraio – affascinato dal simbolismo, dalle incisioni medievali e dalle immagini religiose”. Da quando, nel 2000, vive “un’esperienza spirituale in India, i suoi lavori si caricano d’immagini bizzarre e ambienti stravaganti in cui i colori ultrapop occidentali si fondono ad un’aura mistica orientale. Una visione onirica globale che plasma un mondo surreale di paesaggi liquidi e cosmici, umidi e rarefatti, popolato da personaggi che oggi sono l’originale marchio di fabbrica dell’universo varuniano”. L’originale risultato di queste opere hanno conferito a Varuna un ruolo di rilievo nel contesto della nuova arte figurativa contemporanea, soprattutto quella di matrice pop e neo surrealista. Oltre all’attività pittorica, Varuna ottiene successo e critiche positive con un intenso lavoro di “sensibilizzazione all’arte” attraverso i suoi provocanti manifesti affissi in varie città del mondo in cui fa irrompere nel contesto urbano i suoi bizzarri personaggi.