Una delegazione del Comitato 10 Febbraio commemora Nazario Sauro a Roma

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Venerdì 7 ottobre una delegazione del Comitato 10 Febbraio, costituita dal Presidente nazionale Michele Pigliucci, dal Vicepresidente Emanuele Merlino e dal Segretario del Comitato scientifico Lorenzo Salimbeni, ha preso parte alla commemorazione organizzata dal Comitato Onoranze a Nazario Sauro presso la caserma “Nazario Sauro”, ubicata nel quartiere Prati a Roma.

Al cospetto del sobrio monumento che all’interno del comprensorio militare ricorda il martire irredentista capodistriano, impiccato dalle autorità austro-ungariche a Pola il 10 agosto 1916, un picchetto della Marina militare ha reso gli onori militari alla Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria davanti ad una rappresentanza interforze.

Convegni, presentazioni librarie e rappresentazioni teatrali in sinergia con altre associazioni, enti locali ed istituti scolastici caratterizzeranno le iniziative con cui il Comitato 10 Febbraio contribuirà prossimamente a mantenere viva la memoria del Tenente di Vascello Nazario Sauro, punto di arrivo di un percorso irredentista che parte da Guglielmo Oberdan e prosegue nella scelta di centinaia di “italiani d’Austria” di esfiltrare allo scoppio della Prima guerra mondiale per adoperarsi in Italia dapprima nel fronte interventista, quindi arruolandosi volontari nel Regio Esercito.

 

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Inaugurazione della sede nazionale del Comitato 10 Febbraio in occasione della proiezione del docu-film “L’ultima spiaggia”

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L’inaugurazione della sede del Comitato 10 Febbraio presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice in Piazzale delle Muse a Roma è stata la cornice in cui è approdato nella capitale il docu-film di Alessandro Quadretti “L’ultima

Carla Cace e Alessandro Quadretti

spiaggia. Pola fra la strage  di Vergarolla e l’esodo”, realizzato da Officinemedia in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio e con il sostegno di Simone Cristicchi e del Circolo di cultura istro-veneta “Istria”.

Introducendo l’incontro, il professor Giuseppe Parlato si è detto lieto di vedere la Fondazione da lui presieduta divenire un luogo sempre più aperto e frequentato di dibattito e di approfondimento, a partire da argomenti come la strage di Vergarolla, una carneficina di civili italiani della quale finora si è parlato troppo poco. Michele Pigliucci, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, ha ricordato come l’associazione da lui presieduta si batta proprio per ricucire quelle pagine di storia nazionale che sono state strappate: riguardo Vergarolla in particolare c’è ancora tanto da scrivere, per capire chi c’è dietro la strage e per fronteggiare quanti ancora infangano la memoria di quel tragico evento, con riferimento a chi nei giorni precedenti ha nuovamente danneggiato la lapide che a Pola commemora il dottor Geppino Micheletti, il quale nelle ore immediatamente successive allo scoppio operò e salvò decine di feriti, pur sapendo che tra i morti e i dispersi figuravano pure i suoi due figli. Il padre esule da Pola ed il nonno sottufficiale di Marina scomparso nelle terribili giornate dell’occupazione jugoslava del capoluogo istriano nel maggio 1945 costituiscono i legami diretti del regista Alessandro Quadretti con la drammatica vicenda del confine orientale italiano, anche se è giunto a interessarsi di Vergarolla mosso da un senso di giustizia e dalla sua passione di storico che non aveva trovato traccia di questa sanguinosa vicenda nei libri e nella memoria nazionale. Essendoci in effetti poca storiografia sull’argomento, il lavoro svolto assieme al ricercatore Domenico Guzzo si è basato soprattutto sulle tante testimonianze ancora reperibili dei testimoni di quella terribile giornata, rintracciati tramite il tessuto connettivo del Libero Comune di Pola in Esilio. Ha così preso forma un docu-film che ricostruisce antefatti, sviluppi e conseguenze della maggiore stragi di civili italiani nel dopoguerra: le lapidi commemorative riportano i nomi di 65 vittime riconosciute, ma la presenza a Pola, enclave anglo-americana nella Zona B sotto controllo jugoslavo, di tante persone giunte più o meno segretamente o senza documenti dall’interno dell’Istria, potrebbe far lievitare il numero dei morti fino al centinaio (come stimato da un medico britannico che affiancò Micheletti negli interventi chirurgici presso l’ospedale polesano).

Scritto e prodotto dal regista assieme a Guzzo, “L’ultima spiaggia” si apre con un’ampia e precisa ricostruzione della vicenda storica che fa da sfondo all’eccidio di Vergarolla a cura di storici come Raoul Pupo, Giorgio Federico Siboni e Giuseppe Parlato, del direttore del mensile del LCPE Paolo Radivo (autore di varie ricerche sul tema) e di Gaetano Dato, al quale si deve l’unica monografia che ha finora ampiamente affrontato da un punto di vista storiografico questa vicenda, pur senza giungere a conclusioni chiare in merito a responsabili e moventi. Emozionanti e commoventi risultano le testimonianze di esuli da Pola che vissero quella tragedia, in cui morirono amici e parenti: Lino Vivoda, Livio Dorigo e Claudio Bronzin fra gli altri, ma preziosi risultano pure i contributi di Simone Cristicchi, il quale ha inserito anche Vergarolla nella sequenza di tragedie rappresentate nel suo “Magazzino 18”. Le tensioni internazionali del 1946 e le esplosioni con vittime nelle polveriere di Pola, che avvennero nei mesi precedenti, contestualizzano quel tragico 18 agosto, dopo il quale si fece sempre più concreta la volontà già espressa da centinaia di polesani di esodare qualora la città venisse ceduta alla Jugoslavia. Nel documentario emerge fra l’altro che la velocità in sala operatoria, acquisita da Micheletti durante gli anni di guerra in guisa di medico militare, consentì di salvare molti feriti: trasferitosi poi a Narni in Umbria, il chirurgo avrebbe conservato sempre nel suo camice un piccolo calzino, quasi una reliquia, che in realtà costituiva quasi tutto ciò che rimase del figlio minore, letteralmente polverizzato dall’esplosione. L’esodo da Pola è stato rappresentato attingendo anche ad immagini poco note provenienti dall’Istituto Luce e l’auspicio finale (il ritorno di chi è stato costretto ad abbandonare tutto) si accompagna alla speranza che nuove approfondite ricerche negli archivi civili e militari italiani, ex jugoslavi, inglesi e statunitensi possano contribuire a completare la ricostruzione di questa tragica pagina.

Nell’ampio e partecipato dibattito conclusivo, moderato dalla giornalista e dirigente del C10F Carla Isabella Elena Cace, Quadretti si è soffermato in particolare su una vicenda che affiora nella ricostruzione storica fornita dal suo lavoro: la lotta armata che gruppi di italiani condussero nell’entroterra istriano contro l’occupazione jugoslava, probabilmente in sinergia con anticomunisti sloveni e croati. Tutti gli indizi e la logica portano ad attribuire la responsabilità di Vergarolla all’OZNA, la polizia segreta di Tito, la quale può aver aggiunto questo crimine alla sua lista di efferatezze proprio come “rappresaglia” per quanto stavano attuando i partigiani italiani. Si tratta di nuove domande e di altri filoni di ricerca che strutture come il Comitato 10 Febbraio e la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice intendono approfondire, vagliare e sviscerare.

 

Lorenzo Salimbeni

Un momento della presentazione

Inaugurazione della sede nazionale del Comitato 10 Febbraio

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Con grande orgoglio vi invitiamo ​Sabato 23 alle ore 16 in piazza delle Muse 25, presso la sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo de Felice, alla prima romana del documentario di Alessandro Quadretti sulla strage ancora senza colpevoli di Vergarolla. “L’ultima spiaggia. Pola fra la strage di Vergarolla e l’Esodo” è l’ultimo documentario diretto dal regista forlivese Alessandro Quadretti, prodotto da Officinemedia in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio e sostenuto da Simone Cristicchi.
Con l’occasione verrà inaugurata la sede Nazionale del “Comitato 10 febbraio”, all’interno degli spazi della prestigiosa Fondazione.

Interverranno: Prof. Giuseppe Parlato – Presidente della Fondazione Ugo Spirito; Dott. Antonio Ballarin – Presidente Federesuli; Alessandro Quadretti, regista; Carla Isabella Elena Cace, Emanuele Merlino, Lorenzo Salimbeni e Michele Pigliucci del Comitato 10 febbraio.

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IL 21 DICEMBRE ALLA CAMERA CONSEGNA A SIMONE CRISTICCHI E JAN BERNAS DEL PRIMO PREMIO “NORMA COSSETTO – 10 FEBBRAIO”

Roma, 16 dicembre 2015 – Il nuovo premio “Norma Cossetto – 10 Febbraio”, fortemente voluto dal “Comitato 10 Febbraio” e collegialmente approvato nel corso della prima Riunione 12348163_798886070223478_3522752313279059612_nNazionale svoltasi domenica 13 dicembre a Roma, sarà consegnato lunedì 21 dicembre, alle ore 11.30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (via delle Missione 4, Roma). Simone Cristicchi e Jan Bernas verranno insigniti del premio, a riconoscimento della meritoria opera divulgativa svolta attraverso lo spettacolo teatrale “Magazzino 18”. Tanto l’artista romano quanto il ricercatore storico e giornalista interverranno alla cerimonia.

La prima Riunione Nazionale del Comitato 10 Febbraio, associazione di promozione sociale che da oltre dieci anni si occupa delle celebrazioni della ricorrenza del Giorno del Ricordo, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana (l’organizzazione che raccoglie le comunità italiane in Slovenia e Croazia), Maurizio Tremul, del presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati, Antonio Ballarin, del presidente della Lega Nazionale (sodalizio sorto a tutela degli italiani irredenti nel 1891), Paolo Sardos Albertini, del presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata, Guido Cace, e della presidentessa del Comitato provinciale dell’ANVGD, Donatella Schurzel.

Michele Pigliucci, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, ha introdotto i lavori sottolineando sia le importanti iniziative finora svolte (conferenze, presentazioni librarie, rappresentazioni teatrali e non solo, in sinergia con amministrazioni locali ed istituzioni culturali, scolastiche ed accademiche), sia le prospettive future. All’insegna del motto “dare un futuro al Ricordo”, Pigliucci ha ricordato le profonde radici dell’italianità sulle coste dell’Adriatico orientale e la necessità di renderle un patrimonio condiviso della comunità nazionale.

Lorenzo Salimbeni, segretario del Comitato Scientifico del C10F, ha poi spiegato la necessità di sostenere i giovani storici e ricercatori che in tutta Italia vogliono contribuire agli studi sui temi dell’italianità adriatica e pertanto sarà preziosissimo il tutorato che giungerà grazie alla collaborazione di personalità come il prof. Giuseppe Parlato, che è intervenuto come presidente del Comitato Scientifico, il prof. Marco Cimmino, storico militare esperto di Grande Guerra in particolare, e la dott.ssa Daria Garbin, ricercatrice e studiosa originaria di Spalato.

Non solo illustri storici affiancheranno i sempre più numerosi attivisti e aderenti del C10F, ma anche personalità di spicco provenienti dal mondo della cultura e della comunicazione raccolte nel Direttivo Nazionale: a tal proposito Carla Isabella Elena Cace, esule dalmata di terza generazione, autrice di numerosi libri sulla storia del Confine Orientale e componente dell’Esecutivo Nazionale del Comitato, ha presentato il vignettista Alfio Krancic, il giornalista e scrittore Gabriele Marconi, Silvano Olmi, Marco Petrelli, e portato il saluto di Gian Marco Chiocci, direttore del quotidiano “Il Tempo”, e ancora Michele De Feudis e Marzia Crali. Alcuni dei nomi che hanno deciso di aderire al progetto.

Prima di far intervenire i numerosi dirigenti locali del Comitato intervenuti da tutta Italia, Emanuele Merlino, autore di spettacoli teatrali sul tema e membro dell’Esecutivo Nazionale, ha ricordato le iniziative svolte anche in collaborazione con associazioni culturali slovene.

Nel corso della cerimonia, i membri dell’Esecutivo Nazionale illustreranno più approfonditamente gli esiti della Riunione Nazionale, le prospettive e le motivazioni che hanno condotto al conferimento del riconoscimento.

 

Per partecipare all’evento è necessario accreditarsi inviando una mail a: info@10febbraio.it

Grottaferrata, la celebrazione del Giorno del Ricordo delle Vittime delle Foibe

GROTTAFERRATA –  Le iniziative si sono svolte presso la Biblioteca ed il Teatro Comunale.  Il Sindaco Fontana ha presentato una targa commemorativa che sarà affissa nella Sala Consiliare del Comune

L’Amministrazione Comunale di Grottaferrata ha celebrato martedì 10 febbraio il “Giorno del Ricordo”, commemorazione della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

In collaborazione con il “Comitato Dieci Febbraio” si sono svolte due iniziative nella cittadina criptense: la prima in mattinata presso la Biblioteca Comunale “Bruno Martellotta” di viale Dusmet, dove vi è stata una conferenza sul tema rivolta ai ragazzi delle scuola secondaria di primo grado. Erano presenti circa centoventi studenti degli Istituti Scolastici “Giovanni Falcone”, “Angelo Braschi” e “San Nilo” di Piazza Marconi, accompagnati dai rispettivi Dirigenti Scolastici e dalle professoresse. In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale hanno presenziato il Sindaco Giampiero Fontana, il Vice Sindaco Gianluca Paolucci, l’Assessore alle Tradizioni Daniela Angheben, l’Assessore ai Lavori Pubblici Enrico Ambrogioni, il Consigliere Comunale Riccardo Tocc, il Presidente del Consiglio dei Giovani Simone Coccia.

Il Sindaco ha aperto l’incontro ringraziando gli organizzatori dell’evento e tutti gli intervenuti ed esprimendo altresì un pensiero sulla tragedia delle foibe, e a seguire il dirigente del Comitato Dieci Febbraio Emanuele Merlino, coadiuvato dall’attore Giuseppe Abramo, ha messo in scena “Io Ricordo”, una seria e gradevole presentazione del periodo storico che portò all’esilio di migliaia e migliaia di cittadini dalle terre d’Istria, di Fiume e della Dalmazia nonché ad un numero impressionante di eccidi messo in opera dal regime totalitario jugoslavo di Tito. Sono state proiettate slides, fotografie, video di film, documentari e testimonianze su diverse storie note e meno note. Sono stati letti dei passi di alcuni testi, fra cui anche quello inerente la storia del campione olimpico di pugilato Nino Benvenuti. Vi sono stati una profonda attenzione ed un sincero interesse da parte del pubblico nei confronti dell’argomento, tanto che al termine della presentazione alcuni Docenti ed il Dirigente Scolastico della scuola “Falcone”, il prof. Paolo D’Anna, sono intervenuti per porre domande e riflessioni, in particolare sul silenzio o la scarsa attenzione posta in merito alla questione da parte degli storici e dei media.

Nel pomeriggio vi è stata invece la conferenza presso il Teatro Comunale “ex Sacro Cuore” di via Garibaldi alla presenza di esperti e testimoni. Il Sindaco Fontana ha introdotto anche il secondo incontro, lasciando poi spazio alla moderazione di Emanuele Merlino, che a sua volta ha presentato un gradito ospite, Gianclaudio De Angelini, esule di Rovigno nonché Vice Presidente per il Lazio dell’Associazione Nazionale per la cultura fiumana, istriana e dalmata, il quale ha offerto ai presenti la testimonianza propria e della sua famiglia che fu costretta a lasciare le terre orientali. E’ stato invitato a parlare anche il gen. Fabio Colussi, esule di Fiume, che ha rivolto al pubblico la sua personale esperienza nella vicenda. Oltre ad una rappresentanza di cittadini ed associazioni, hanno assistito alla conferenza il Segretario Generale Paolo Caracciolo, il Vice Sindaco Paolucci, gli Assessori Angheben e Ambrogioni, i Consiglieri Comunali Tocci, Pizzicannella, Palozzi e Mucciaccio, il presidente del C.C. Giovani Coccia, gli Incaricati fiduciari Vincenzo Giordano e Piero Schutzmann.

Il Sindaco in entrambi gli eventi, ha presentato la targa commemorativa che sarà affissa nell’Aula Consiliare del Comune di Grottaferrata, la quale recita: “L’Amministrazione comunale, in occasione delle celebrazioni del “Giorno del Ricordo”, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe.”, a firma del Sindaco stesso a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità. Il Sindaco e tutta l’Amministrazione Comunale hanno ricevuto i sinceri ringraziamenti da parte del Comitato Dieci Febbraio ed anche dei testimoni diretti per la messa in atto dell’iniziativa.

“Come lo scorso anno siamo qui a commemorare la tragedia delle foibe, quello spazio vuoto, quella pagina bianca che per lungo tempo si è evidenziata nella storia del nostro Paese – così ha ricordato il Sindaco  nel suo intervento in Biblioteca, riferendosi alla medesima iniziativa promossa in qualità di candidato sindaco nel 2014 – Un’ombra di silenzio che ha oscurato le sofferenze di oltre 300mila persone e che ha rimosso i fatti dai libri di storia, come se non fossero mai esistiti.”

L’intolleranza e l’odio, ieri come oggi, sono sempre in agguato e dinanzi ad essi dobbiamo essere uniti, affinché l’opinione pubblica risponda con la stessa determinazione messa in campo quando vengono oltraggiati altri drammi storici del passato.”

“Se dell’esodo da quelle terre vi sono numerose testimonianze che hanno potuto far diventare narrazione storica quel dramma – ha proseguito il Sindaco – sulle foibe l’omertà di Stato è stata ancor più pesante. Solo da pochi anni, grazie alla legge 30 marzo 2004 n.92, che ha introdotto questa sentita ricorrenza civile, possiamo dire che la tragedia delle foibe è stata il risultato dell’applicazione sistematica di un disegno di pulizia etnica portato avanti dall’esercito jugoslavo agli ordini del Maresciallo Tito. Per questi motivi il Giorno del Ricordo assume un’importanza morale e storica di rilevanza nazionale, che ci offre l’occasione di onorare i martiri e di dare un giusto riconoscimento a chi subì il dramma dell’esodo, tenendo sempre viva la voglia di verità.”

Essendo questo il mio primo Giorno del Ricordo” da Sindaco di Grottaferrata – ha concluso – voglio manifestare l’orgoglio di guidare un’Amministrazione comunale che ha fatto realizzare una targa in memoria del martirio delle foibe. Questa targa, presto affissa nell’Aula del Consiglio Comunale, diverrà la simbolica espressione di quei tragici fatti ed anche e soprattutto uno strumento di conoscenza per tutti i Cittadini di Grottaferrata di oggi e di domani. La storia non può cancellare ingiustizie e dolori, ma può assolvere ad un altro compito: quello di fornire gli strumenti culturali per impedire che tutto ciò possa un domani ripetersi.”