Giorno del Ricordo 2018: le iniziative del Comitato 10 Febbraio di Viterbo

PROGRAMMA  DELLE MANIFESTAZIONI ORGANIZZATE O ALLE QUALI PARTECIPA IL COMITATO 10 FEBBRAIO DI VITERBO. 

CorteoViterbo

 

– Giovedì 8 febbraio 2018

 

VETRALLA

Ore 10, Istituto Scriattoli,  incontro con gli alunni terza media

Ore 11, Istituto Scriattoli, incontro con gli alunni seconda media, sezione distaccata.

Interviene Secondo Raggi Karuz, pittore e insegnante in pensione, profugo da Zara.

Ore 17 deposizione corona in via Martiri delle Foibe.

Ore 17.30 convegno nella sala consiglio comunale, concessa con patrocinio dall’amministrazione comunale di Vetralla.

 

VITERBO

Ore 12.15 conferenza stampa, sala consiglio comunale di Viterbo

 

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– Venerdì 9 febbraio 2018

 

VASANELLO

Ore 10.30 raduno in Piazza Luigi Creta;

Ore 11 partenza del corteo;

11.15 Cerimonia di intitolazione del cippo dedicato a Vincenzo Quadracci, vice brigadiere di PS, trucidato e gettato nella foiba di Equile Lipizzano dai partigiani comunisti slavi. Intervengono i nipoti del caduto.

Sarà presente la Fanfara della Polizia di Stato.

Vasanello

 

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– Sabato 10 febbraio 2018

 

TARQUINIA

Ore 9.30 assemblea con gli studenti dell’Istituto Superiore nella sala del consiglio comunale;

Ore 11, cerimonia presso il parco a ridosso delle mura antiche e annuncio della sua intitolazione a “Parco della Memoria e del Ricordo”. Interviene Secondo Raggi Karuz, pittore e insegnante in pensione, profugo da Zara.

 

VITERBO

Istituto Liceo Classico e Linguistico “Buratti”

Ore 9 – 12.30 incontro con le classi quinte. Partecipa il profugo Antonio Laruccia, Generale dell’Esercito in pensione.

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Domenica 11 febbraio 2018

VITERBO

10.30 raduno in piazza del Teatro;

10.40 partenza del corteo, con esposizione delle sole bandiere tricolori e dei labari delle associazioni combattentistiche. Patrocinio di Comune e Provincia di Viterbo.

11.30 Commemorazione dei 14 viterbesi vittime delle foibe e deposizione di una corona al monumento in piazza Martiri delle Foibe Istriane (valle Faul).

 

Olmi protesta per l’oltraggio di un rapper al Sacrario di Redipuglia

Il consigliere comunale di Tarquinia Silvano Olmi protesta pubblicamente per l’oltraggio al Sacrario di Redipuglia.

Pubblicato su NewTuscia 

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Un rapper di Udine, tale Justin Owusu, ha girato parte di un videoclip di una sua canzone all’interno del Sacrario Militare di Redipuglia. Il filmato sembra sia stato rimosso da YouTube dopo poche ore, viste le numerose proteste che ha scatenato.

“Trovo questa cosa assolutamente censurabile – dichiara Silvano Olmi, referente del Comitato 10 Febbraio in provincia di Viterbo– forse questo signore non si è reso conto di trovarsi in un luogo sacro a tutti gli italiani.

A Redipuglia riposano centomila caduti italiani della Prima Guerra Mondiale, tra i quali un mio bisnonno. Aver girato il filmato proprio su quelle tombe é secondo me una cosa oltraggiosa.

Ho già interessato la dirigenza dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia, alla quale mi onoro di essere iscritto, affinché il sodalizio prenda una ferma posizione sulla vicenda e chi ha sbagliato paghi.

La canzone del signor Owusu si intitola “Chi sbaglia impara” – conclude Olmi – ecco, da questo gravissimo errore prenda lo spunto per approfondire la conoscenza della nostra storia e della nostra cultura e soprattutto chieda scusa all’Italia.”

Il filmato è visibile sul sito facebook del giornale Udine Today:

https://www.facebook.com/udinetoday/videos/1143348872442089/?hc_ref=ARRuAD2fUob0KrguniRNwXwuxexR6NtGPkfxKZJ8aY1QBcUgeUTRKZMSyEy21uqYc9U&pnref=story 

 

Foibe ed Esodo Istriano: se ne parla il 30 ottobre al Gran Caffé Schenardi di Viterbo

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Pfo_Toscana_a_Pola2VITERBO – “Non è che, con l’intento di indottrinare un popolo, si possono nascondere fatti accaduti nel passato: è sufficiente che un nulla, sfuggendo alla consegna del silenzio, riemerga, anche soltanto per mero calcolo politico, per riportare a galla scomode realtà. Ne sono un forte esempio i tragici avvenimenti relativi alle Foibe ed all’Esodo Istriano, sino al 2005 volutamente rimossi dalla memoria e coscienza degli Italiani, in quanto ostativi all’obiettivo di quanti hanno sempre cercato di offrire un’immagine dell’Italia vincitrice della

Seconda Guerra Mondiale e non di un paese sconfitto con diminuzione della sovranità nazionale. Soltanto dal 2005 di Foibe si può parlare, ma forse ancora sottovoce, lasciando pertanto buona parte degli Italiani non consapevoli di quanto accaduto . Anche i testi scolastici ultimamente concedono soltanto brevissimi accenni ai suddetti tragici avvenimenti ed anche le celebrazioni annuali dalla prima del 2005,hanno perso di tono.

Poiché qualsiasi episodio della storia non si può e non si deve cancellare, è ormai ora che gli argomenti “Foibe” ed “Esodo istriano” vengano sottoposti all’attenzione dei più in modo sereno ed imparziale. E’ con questo obiettivo che Danila Annesi, responsabile provinciale di Lega Italia ,con l’esclusivo supporto della
Famiglia Pellegrini Pacchiani, da tradizione secolare promotrice di cultura e di eventi culturali,nella persona della N.D Virginia Flavia, ha organizzato una conferenza relativa alle seguenti tematiche: “In fuga dalle Foibe: l’Esodo degli Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia” e “La questione di Trieste come conclusione del Risorgimento
Italiano”.Relazioneranno: per il primo argomento il dott. Lorenzo Salimbeni, ricercatore e dirigente della Lega Nazionale e del Comitato 10 Febbraio, autore di saggi e ricerche inerenti la vicenda del confine orientale italiano e le guerre mondiali nei Balcani; per il secondo argomento il PhD Michele Pigliucci, ricercatore della Lega Nazionale e Presidente del Comitato 10 Febbraio, autore della monografia “Gli ultimi martiri del Risorgimento. Gli incidenti per Trieste italiana del 3-6 Novembre 1953″(edizioni Mosetti, Trieste 2013).

Quale testimone dei fatti riferirà il sen. Ferdinando Signorelli. L’introduzione ai lavori sarà affidata al Prof. Avv. Carlo Taormina, Presidente di Lega Italia, e a Danila Annesi, che del movimento è la responsabile provinciale. L’evento, primo di una serie,si terrà il prossimo 30 Ottobre 2015, alle ore 16,30, presso il Gran Caffè Schenardi, Corso Italia 11 Viterbo .Ingresso libero.

Per informazioni contattare i seguenti numeri 3895809151 oppure 3493622611.

Consegnata la medaglia in ricordo del viterbese Fabio Tamantini

Riceviamo e pubblichiamo – Martedì scorso, 10 febbraio, nei locali dell’istituto scolastico “Enrico Galvaligi” di Solbiate Arno (Varese), si è svolta la cerimonia di consegna della medaglia commemorativa prevista dalla legge 92 del 2004 a Giulio e Gabriella Tamantini, nipoti di Fabio Tamantini, agente di pubblica sicurezza fucilato dai partigiani comunisti slavi a guerra ormai finita.

Fabio Tamantini, nato a Viterbo il 25 dicembre 1907, era guardia scelta di PS e prestava servizio nella Questura di Fiume. Il 3 maggio 1945 assieme ad altri agenti venne catturato dalla polizia segreta jugoslava, la famigerata Ozna. Fu fucilato nel campo di prigionia di Grobnico il 14 giugno 1945, a guerra ormai terminata, nel terribile massacro che costò la vita a 77 tra Carabinieri, Agenti di PS e Guardie di Finanza.

La cerimonia si è svolta alla presenza del prefetto di Varese Giorgio Zanzi, del questore Attilio Ingrassia, di numerosi agenti della polizia di Stato e militari dell’arma dei carabinieri, del sindaco del comune di Carnago Maurizio Andreoli Andreoni, di altri sindaci del territorio, dei dirigenti del comitato provinciale di Varese dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dagli alunni di tutte le classi di terza media.

È stato il prefetto Giorgio Zanzi a tratteggiare le vicende storiche e la tragica fine di Fabio Tamantini. “Non è casuale che questa cerimonia si svolga in una scuola – ha detto il prefetto agli alunni – perché queste giornate sono fatte per voi ragazzi, perché vi sia lasciato il seme del ricordo.”

“La cerimonia è stata toccante – commenta Giulio Tamantini, viterbese d’origine ma da anni residente in provincia di Varese – siamo rimasti sorpresi dell’interesse generale e dalla cordialità espressa da tutti i partecipanti alla cerimonia. Ci ha colpito soprattutto l’attenzione con la quale le alunne e gli alunni della terza media hanno seguito l’evento.

Mio zio Fabio – prosegue il nipote – sapeva i rischi terribili che correva, ma rimase comunque al suo posto di servizio, fedele alla divisa di poliziotto che indossava. Se la mia famiglia ed io abbiamo avuto questa immensa gioia – conclude Tamantini – lo dobbiamo agli amici del Comitato 10 Febbraio di Viterbo. Se mio zio Fabio ha avuto il riconoscimento che lo Stato Italiano gli doveva, lo dobbiamo in particolare all’opera meritoria svolta da Maurizio Federici e Silvano Olmi e da tutti gli amici viterbesi che ancora oggi onorano i martiri delle foibe e ricordano il dramma degli esuli.”

 Comitato 10 Febbraio di Viterbo