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Vegarolla 80 anni dopo, ancora troppe ombre sulla prima strage della Repubblica Italiana

  • Maggio 28, 2026

Vegarolla 80 anni dopo, ancora troppe ombre sulla prima strage della Repubblica Italiana

Si è svolta ieri, mercoledì 27 maggio, a Roma la conferenza sulla Strage di Vergarolla, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario. Organizzato dal Comitato 10 Febbraio e dall’associazione “La Comunità – Gli amici del Parco”, e fortemente voluto dalla vice presidente del C10F Francesca Carpenetti, l’incontro ha cercato di inquadrare il contesto storico, riportare delle testimonianze e fare il punto su alcune meritorie iniziative culturali.

Coordinati da Sandro Righini, i lavori sono stati aperti dal Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, Silvano Olmi, che  oltre a presentare le finalità dell’incontro, volto a sensibilizzare e far luce su quella che è stata la prima, orribile Strage della neonata Repubblica italiana, ha ricordato le varie attività svolte dal Comitato sul territorio: la manifestazione patriottica Una Rosa per Norma, le Panchine Tricolori e lo Scaffale del Ricordo.

La parola è andata poi allo storico triestino, ma discendente di esuli istriani da Parenzo, Matteo Giurco. La sua è stata una relazione volta a chiarire il contesto storico in cui è maturata la strage, le difficoltà nelle ricerche documentarie e il ruolo della memoria collettiva. Ne è emerso un quadro complesso, che ancora ci interroga su quelle pagine di storia e sul senso d’identità nazionale.

La Senatrice Beatrice Lorenzin, figlia di un esule istriano, proveniente da Medolino, ha rievocato una storia familiare che ha visto Esuli sparsi in tutto il mondo, dall’Australia all’Argentina e pure di alcuni rimasti nella Jugoslavia. Una storia di silenzi e di voglia di superare lo stigma del profugo. Ma anche di dolori indelebili, come quello della nonna paterna, internata durante la prima guerra mondiale in un campo di concentramento in Ungheria, come tanti altri italiani sospettati di simpatie per il Regno d’Italia e poi fuggita, lasciando tutto, dalla sua amata terra istriana con l’avvento del regime comunista jugoslavo.

L’Onorevole Andrea Mascaretti ha raccontato le difficoltà incontrate da consigliere comunale a Milano per far celebrare e ricordare dignitosamente i Martiri delle Foibe e gli Esuli. Battaglie che lo hanno portato poi a conoscere la strage di Vergarolla e la figura eroica del medico Geppino Micheletti, che in quella strage perse i due figli piccoli e che nonostante questo terribile lutto continuò ad operare ininterrottamente per oltre 24 ore. A lui ha voluto intitolare un premio per i Medici che si sono distinti per spirito di abnegazione e che quest’anno vedrà la sua seconda edizione.

È intervenuto anche l’ex presidente del Comitato 10 Febbraio, Emanuele Merlino, che ha ricordato come i locali di via Terme di Traiano furono un primissimo rifugio romano per diversi profughi giuliano-dalmati. Ha ribadito l’importanza di proseguire sulla strada delle attività intraprese, senza lasciarsi fuorviare da chi continua a mistificare o giustificare, spesso pubblicando anche con case editrici “importanti”.

L’ultimo intervento è stato del Senatore Roberto Menia, ideatore della legge sul Giorno del Ricordo e socio onorario del Comitato 10 Febbraio. La sua carrellata di storie e di aneddoti legati a Zara, Fiume e Pola, è stata un monito ad avere il coraggio di dire sempre la verità e non esser supini e un invito a riscoprire un sano Amor di Patria in questo presente di smarrimento di Valori.

Nelle conclusioni, il Presidente Olmi ha ricordato la richiesta fatta dal Comitato 10 Febbraio affinché alle celebrazioni di quest’anno a Pola siano presenti i Ministri degli Esteri di Italia e Croazia.

Tutti i relatori hanno sottolineato che, a 80 anni dalla strage, c’è bisogno di verità su un episodio dolorosissimo della nostra storia nazionale. 

Comitato 10 Febbraio