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Una panchina tricolore anche a Torricella in Sabina (Rieti)

  • Luglio 24, 2026

Una panchina tricolore anche a Torricella in Sabina (Rieti)

Il progetto “Panchine del Ricordo” è molto conosciuto e da qualche tempo sono i singoli cittadini a farsi promotori dell’installazione di questi manufatti.

E’ il caso di Torricella in Sabina, in provincia di Rieti, dove sabato 25 luglio 2026, alle ore 18, presso il Parco Pubblico Comunale Giovanni XXIII, si terrà l’inaugurazione della panchina tricolore.

Si realizza così anche in questa cittadina, grazie all’impegno di Vincenzo Galasso, il progetto ideato dal Comitato 10 Febbraio per rendere omaggio a Norma Cossetto, alle vittime delle Foibe e agli Esuli da confine orientale d’Italia.

La panchina è tinteggiata con i colori della bandiera italiana proprio per ricordare a tutti noi che queste persone non hanno rinnegato la loro identità di cittadini italiani. Questa iniziativa del Comitato 10 febbraio ha lo scopo di mettere in luce una pagina di storia rimasta troppo a lungo nell’ombra, ricordando i crimini compiuti dal dittatore comunista Josip Broz, noto comunemente come il maresciallo Tito, durante e subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

A Torricella in Sabina, la panchina tricolore sarà posizionata a accanto al cannone, relitto storico risalente alla seconda guerra mondiale.

Questo progetto ha preso vita e si realizza a Torricella in Sabina, grazie all’impegno del cittadino Vincenzo Galasso, supportato dall’associazione Area Rieti e dal Comitato 10 Febbraio. Il consiglio comunale, nella seduta del 3 dicembre 2025 lo ha approvato con voto unanime.

Dopo la delibera del consiglio, Vincenzo si è messo al lavoro e ha ridipinto la panchina. Il Comitato 10 Febbraio ha invece fornito la targa che sarà posizionata sul manufatto.

“Sono molto soddisfatto del voto favorevole da parte di tutti i membri del consiglio comunale, ma soprattutto ci tengo a precisare che questa iniziativa non ha alcuno scopo partitico. L’obiettivo è quello di rendere omaggio alle vittime della nostra Nazione senza fare distinzione tra morti di “serie A o di serie B”. I morti vanno sempre rispettati e omaggiati qualora il decesso risalga al conflitto mondiale o ad un impegno civile a servizio dei cittadini.” Lo dichiara il cittadino Vincenzo Galasso.