Trascina

Il 18 agosto ricordiamo l’ottantesimo anniversario della strage di Vergarolla

  • Agosto 12, 2026

Il 18 agosto ricordiamo l’ottantesimo anniversario della strage di Vergarolla

“Vergarolla: ottant’anni dopo”. Il Comitato 10 Febbraio ricorderà il 18 agosto la strage del 1946. Un fiore verrà deposto sui monumenti italiani per unire in un abbraccio ideale tutta Italia con Pola.

Il Comitato 10 Febbraio ricorderà martedì 18 agosto 2026, in tutta Italia, l’ottantesimo anniversario della strage di Vergarolla.

Gli iscritti al C10F pubblicheranno sui social il manifesto realizzato dal Comitato che riporta la frase “Cerco ancora il mio cuore dall’altra parte del mare”, ispirata dalla canzone Magazzino 18 di Simone Cristicchi.

Inoltre, ogni singolo iscritto al Comitato deporrà un fiore su un monumento o un luogo simbolico della sua città, unendo tutta l’Italia a Pola, in un grande abbraccio ideale.

Da segnalare l’inaugurazione di un memoriale a Verbania (VCO), il 18 agosto, alle ore 10, in via Bocci (zona cimitero).

Dopo la conferenza tenuta a Roma nel maggio scorso, il Comitato prosegue così nell’opera di sensibilizzazione e informazione su quella che è la prima strage nella storia della Repubblica Italiana.

Il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Pola avvenne la deflagrazione di alcuni ordigni bellici accatastati sull’arenile antistante il tratto di mare dove era in corso una gara sportiva. Un centinaio furono i morti nella tremenda esplosione, per la stragrande maggioranza italiani. A causa dell’attentato, la quasi totalità della popolazione abbandonò la città per rifugiarsi nell’Italia democratica.

“La strage di Vergarolla è una delle pagine più terribili e tragiche della storia d’Italia – commenta Silvano Olmi, presidente nazionale del C10F – in quel giorno d’estate esplosero alcuni ordigni bellici che si trovavano da tempo sulla spiaggia di Pola e si riteneva fossero stati disinnescati.

Di alcune vittime non vennero trovati nemmeno i cadaveri. Il Comitato 10 Febbraio ricorderà le vittime e figure eroiche come il dottor Geppino Micheletti, che pur avendo perso i due figli e parte della sua famiglia, continuò a prestare soccorso ai feriti nonostante il gravissimo lutto.

Comitato 10 Febbraio