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Lecce, la panchina tricolore avvolta con un telo rosso. Olmi. “potevano chiedere la nostra collaborazione”

  • Novembre 26, 2025

Lecce, la panchina tricolore avvolta con un telo rosso. Olmi. “potevano chiedere la nostra collaborazione”

“Potevano chiedere la nostra collaborazione e invece…”. Questo il primo commento di Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, per quanto avvenuto ieri mattina, presso la panchina tricolore ubicata in via Indipendenza a Lecce e dedicata alla memoria di Norma Cossetto, giovane studentessa italiana infoibata nel 1943 dai partigiani comunisti jugoslavi.

“Alcune associazioni hanno deciso arbitrariamente di avvolgere la panchina con un telo rosso e di collocarvi delle scarpette rosse. Potevano chiedere la nostra collaborazione  – sostiene Olmi – per ricordare assieme una donna che nel 1943 subì violenze inenarrabili da parte dei comunisti slavi e venne gettata ancora viva in una foiba. Invece hanno preferito questo gesto che toglie credibilità anche alle loro ragioni.

Norma, oltre a essere stata assassinata, fu vittima di violenza e stupro – prosegue Olmi – il suo martirio rappresenta uno degli episodi più atroci della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Pur riconoscendo l’importanza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – una ricorrenza che il Comitato 10 Febbraio sostiene con convinzione – riteniamo che questa sovrapposizione abbia prodotto una confusione inaccettabile, finendo per oscurare proprio la storia di una giovane donna brutalmente violata e uccisa.

La panchina tricolore dedicata a Norma Cossetto nasce per ricordare una vittima precisa, un fatto storico preciso e un dolore nazionale preciso. Ogni forzatura simbolica che ne stravolge il senso costituisce una mancanza di rispetto verso la sua memoria e verso tutte le vittime delle foibe.

La lotta contro la violenza sulle donne è un impegno che condividiamo – conclude Olmi – proprio per questo riteniamo essenziale che ogni memoria resti integra, senza essere strumentalizzata o ridotta a pretesto per iniziative che nulla hanno a che vedere con il luogo e con la tragedia che esso rappresenta.”