Il Comitato 10 Febbraio, che da venti anni si batte per la conservazione della cultura italiana nell’adriatico orientale, interviene sulla vicenda dell’inopportuno spostamento in Slovenia della pala d’altare opera del pittore veneziano Vittore Carpaccio.
“Non si tratta di una restituzione come qualcuno ha fatto intendere – dichiara il presidente del Comitato 10 Febbraio, Silvano Olmi – noi italiani non dobbiamo ridare niente. Anzi, i nostri Esuli dal confine orientale d’Italia attendono da 80 anni la restituzione dei beni illegittimamente incamerati dall’allora Jugoslavia comunista.
Quell’opera d’arte, come altre, venne portata in salvo in Italia nel 1940 per evitarne la distruzione durante la guerra e, aggiungiamo noi, per salvarla dalle successive profanazioni operate dal comunismo ateo.
Lo spostamento del quadro in Slovenia crea un pericoloso precedente e alimenta le aspettative di chi, oltre confine, vorrebbe prendere altre opere d’arte che si trovano in Italia e che sono state restaurate con i soldi dei contribuenti italiani.
Per addolcire la pillola – prosegue Olmi – è stato ipotizzata la creazione di un Museo dell’Esodo in terra slovena, per il quale non esistono accordi scritti e quindi la sua realizzazione è molto lontana da venire.
Su tutta la questione pesano gli atteggiamenti messi in atto dai rappresentanti delle Nazioni nate dalla dissoluzione della Jugoslavia del dittatore Tito.
Cito ad esempio alcuni episodi: l’abolizione in Slovenia della giornata dedicata alla memoria dei martiri del comunismo; il voto di nove eurodeputati sloveni e croati contro la mostra sulle foibe da noi organizzata a febbraio al parlamento europeo; il Sindaco croato di Pola che il 18 agosto scorso ha abbandonato la cerimonia in ricordo degli italiani vittime di un gravissimo attentato avvenuto nel 1946 sulla spiaggia di Vergarolla.
Alla Slovenia e alla Croazia chiediamo di avere più coraggio nel condannare le atrocità compiute dal comunismo e nel prendere le distanze dai rigurgiti degli jugonostalgici – conclude Olmi – solo così potremo creare un clima di convivenza e fratellanza nella comune cornice europea.”
Comitato 10 Febbraio