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“Un confine conteso”, conferenza a Forte dei Marmi sulla frontiera orientale d’Italia

  • Gennaio 18, 2026

“Un confine conteso”, conferenza a Forte dei Marmi sulla frontiera orientale d’Italia

Si terrà lunedì 9 febbraio 2026, alle ore 17, presso Villa Bertelli, via Giuseppe Mazzini 200, a Forte dei Marmi (Lucca), la Conferenza dal titolo “Un Confine conteso. Momenti e problemi della frontiera orientale d’Italia.

Relatore sarà Matteo Giurco, storico contemporaneista.

La conferenza sarà una panoramica a volo d’aquila sulle vicende dell’Adriatico orientale in età contemporanea. Un territorio dalle caratteristiche particolari, un’area geografica unica sul continente europeo, la sola dove le tre grandi famiglie culturali d’Europa, la latina, la
germanica e la slava, vengono ad incontrarsi e a scontrarsi.

Con l’avvento di Napoleone in Italia e la successiva caduta della Repubblica di Venezia (1797), andranno ad accrescersi le contese geopolitiche per il controllo di quei territori. Contese che nell’arco dell’Ottocento, soprattutto in seguito alla proclamazione del Regno d’Italia (1861) e alla Terza Guerra d’Indipendenza (1866) e alle conseguenti reazioni della monarchia Asburgica, vedranno inasprirsi anche i confronti etnonazionali fra le varie componenti interne di quell’area geografica – italiana, croata, slovena, austro-tedesca, ungherese e serba.

Si passerà poi al sanguinoso Novecento, dove tali attriti si acuiranno durante la Prima Guerra Mondiale, caricandosi subito dopo anche di una componente ideologica – fascismo vs comunismo – che nella Seconda Guerra Mondiale porterà al tragico esito delle stragi delle Foibe e al successivo Esodo della popolazione italiana, la componente più antica di quei luoghi che, in varie ondate, abbandonerà quelle terre pur di non restare sotto il giogo del regime comunista jugoslavo. Circa il 90% degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, se ne andranno per non fare più ritorno.
La conferenza si concluderà con uno sguardo sulle dinamiche attuali riguardanti l’area della Venezia Giulia, con particolare riferimento alla città di Trieste e al suo porto, snodo logistico di grande importanza all’interno dei nuovi progetti commerciali e militari di questo nostro secolo.

Il relatore, Matteo Giurco, nato a Trieste nel 1990 e nipote di esuli istriani da Pirano, è Dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Firenze, in cotutela di tesi con l’Università Complutense di Madrid. Si è perfezionato presso il prestigioso Istituto Italiano per gli Studi storici di Napoli.

Ha svolto attività di ricerca presso la LUISS; l’Istituto Storico Germanico di Roma; l’Università degli Studi di Udine, e ha insegnato come Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Trieste.
Attualmente è ricercatore postdoc presso la Escuela Española de Historia y Arqueología Roma (EEHAR-CSIC).

La sua prima monografia, “Controllare il passato. Usi pubblici della storia al tempo della seconda Repubblica”, è uscito nel 2022 per i tipi di LEG edizioni, ma ha all’attivo diverse pubblicazioni di articoli e saggi su riviste di settore.

Inoltre, collabora con “Limes – Rivista italiana di geopolitica, la prestigiosa rivista diretta da Lucio Caracciolo, per la quale tiene anche lezioni, all’interno della Scuola di Limes, sul ruolo strategico di Trieste. I suoi principali interessi di ricerca si rivolgono verso l’intreccio osmotico tra storia politica e storia culturale.

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